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Bonus prima casa: tutte le informazioni

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Bonus prima casa: tutte le informazioni

Se in passato hai acquistato una prima casa usufruendo delle agevolazioni previste e ora hai intenzione di comprarne una nuova, ma non hai intenzione di vendere subito quella già in tuo possesso, puoi farlo godendo ancora una volta dei benefici fiscali del Bonus Prima Casa!
Tuttavia dovrai alienare il vecchio immobile entro un anno dalla data dell’atto di acquisto della nuova abitazione, come unica condizione per ottenere i benefici.

Benefici fiscali: Bonus Prima Casa

Imposta di registro

In caso di acquisto prima casa è stabilita pari al 2%

IVA

L’aliquota per questi acquisti è ridotta al 4%

Successione e donazione

Anche per questo tipo di acquisti si applicano le agevolazioni

Credito d'imposta

C’è la possibilità di scomputare dall’imposta da pagare quella già pagata per un altro acquisto prima casa

Quali sono i requisiti per accedere alle agevolazioni del Bonus Prima Casa?

I requisiti per accedere alle agevolazioni del Bonus Prima Casa sono le seguenti:

    • dovere di trasferire l’abitazione agevolata pre-posseduta entro l’anno dal nuovo acquisto;
    • la residenza deve essere nel comune dove si acquista l’immobile agevolato;
    • non si deve possedere altre abitazioni nello stesso comune;
    • non si devono possedere altre abitazioni su tutto il territorio nazionale acquistate con le agevolazioni prima casa (questo requisito può realizzarsi entro l’anno dall’acquisto della nuova casa).

Le cause di decadenza dei benefici per il Bonus Prima Casa

Il mancato di rispetto dei requisiti previsti o il mancato trasferimento dell’immobile pre-posseduto, comportano la perdita delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa.
Inoltre, nel caso in cui l’immobile acquistato con le agevolazioni venga alienato nei 5 anni dell’acquisto, si verifica allo stesso modo la decadenza dei benefici.
Questo accade a meno che l’acquirente non provveda a riacquistare una nuova casa da destinare ad abitazione principale.

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La sentenza della Cassazione

Cosa succede nel caso in cui il proprietario non riesca a pagare le rate del mutuo alla banca e per questo sia obbligato a cedere l’immobile?

La Cassazione con la sentenza n 678/17 del 12/01/2017 ha confermato che è possibile vendere un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa prima dei 5 anni senza perdere il bonus prima casa, quando sussiste una causa di forza maggiore, come la perdita del lavoro e la conseguente disoccupazione.
E’ necessario che il soggetto si trovi in uno stato di oggettiva impossibilità economica.

Attenzione! Non è uno stato di forza maggiore se il proprietario non dimostra che con gli esigui introiti, gli sia impossibile pagare il mutuo.

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Sismabonus 2017: tutte le informazioni a riguardo

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Sismabonus 2017: tutte le informazioni a riguardo

Sono state stabilite le nuove Linee Guida per la classificazione di rischio sismico e la relativa attestazione: quali sono le novità e a che professionisti rivolgersi?

Dal 1 Marzo 2017, gli interventi riguarderanno immobili adibiti ad abitazioniseconde case e ad attività produttive eseguiti prima del 2008, realizzati quindi con una normativa non attuale e sarà prevista:

    • Estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3
    • Stabilizzazione per 5 anni, tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021
    • Possibilità di detrarre l’intervento in 5 anni
    • Creazione di n° 8 classi di rischio sismico (da A+ a G)
    • Sistema di detrazioni premianti (maggiore l’intervento, maggiore la quota detraibile)
    • Possibilità di cessione del credito ai fornitori per chi non può sostenere la spesa

Quanto sarà possibile detrarre?

L’ammontare massimo deducibile è di 96.000 € per ogni unità immobiliare, dal 1/01/2017 al 31/12/2021.
La percentuale detraibile fiscalmente prevista è:

  • per abitazioni, prime e seconde case, ed edifici produttivi:
    pari all’ 70%se migliora di 1 classe di rischio;
    pari all’ 80% se migliora di 2 o più classi di rischio;
  • Per condomini e parti comuni:
    pari al 75%se migliora di 1 classe di rischio;
    pari all’ 85% se migliora di 2 o più classi di rischio.

Semplificazioni per i capannoni industriali

Le Linee Guida prevedono per questo tipo di costruzioni il passaggio ad una classe di rischio immediatamente superiore, eseguendo solamente interventi locali di rafforzamento, anche se in assenza di un’attribuzione della classe di rischio.
Devono però essere soddisfatte alcune prescrizioni:

    1. eliminazione delle carenze tra gli elementi travi/pilastri;
    2. eliminazione delle carenze tra tamponature e struttura;
    3. eliminazione delle carenze di stabilità degli eventuali macchinari presenti nella struttura.

A chi rivolgersi per gli interventi?

L’art. 3 del Decreto Ministeriale prevede che i professionisti abilitati ad effettuare le valutazioni siano laureati in Ingegneria e laureati in Architettura, iscritti agli ordini di appartenenza; inoltre alcune ESCo effettuano interventi sia sulla riqualificazione energetica sia sulla riqualificazione sismica.
Questi professionisti dovranno:

    • valutare la classe di rischio;
    • progettare l′intervento di riduzione rischio sismico;
    • determinare la classe di rischio del fabbricato;
    • attestare la conformità del progetto.

Per saperne di più sui nostri servizi collegati al Sismabonus ti suggeriamo di visitare le pagine dedicate all’interno della sezione Divisione ESCo del nostro sito.

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Nuovi contributi alle PMI per diagnosi energetica e SGE

contributi alle PMI
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Nuovi contributi alle PMI per diagnosi energetica e SGE

Il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente hanno approvato lo scorso 21 dicembre il decreto interministeriale per l’efficienza energetica ed i conseguenti contributi alle PMI.

Il bando prevede programmi per l’incentivazione della diagnosi energetica o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia ISO 5001 (SGE). In entrambi i casi i contributi a fondo perduto contribuiranno al massimo per il 50% dell’investimento.

I contributi alle PMI

In particolare per le diagnosi energetiche è previsto un incentivo massimo pari a € 5.000, mentre per i sistemi di gestione di energia di € 10.000 a fronte di un investimento massimo rispettivamente di € 10.000 e € 20.000.

Per usufruire di questo contributo le PMI dovranno presentare domanda secondo le direttive della propria Regione o Provincia.

Contributi alle PMI: le Regioni e le province interessate

Attualmente sono 11 le regioni o provincie autonome italiane in cui questo contributo è disponibile. Ciascuna di esse ha a disposizione un importo massimo assegnato dal MISE, come riportato nella cartina.
contributi alle PMI distribuzione

Fonte: Mise

Incentivi Conto Termico 2.0: istruzioni per l’uso

incentivi conto termico 2.0
incentivi conto termico 2.0

Incentivi Conto Termico 2.0: istruzioni per l’uso

Il Conto Termico 2.0 è un nuovo regime di incentivi che premia chi interviene su un edificio installando apparecchi di ultima generazione che garantiscono basse emissioni e alti rendimenti energetici. Sono a disposizione in totale 900 milioni di euro all’anno di cui 700 per i privati e 200 per la pubblica amministrazione.

Quali sono gli interventi per cui è valido il Conto Termico 2.0?

In generale si tratta di sostituzione di vecchi impianti con nuove tecnologie che producono energia da fonti rinnovabili o di interventi di efficientamento che riducono il consumo di energia.

Fanno parte degli interventi ammessi dagli incentivi Conto Termico 2.0:

    • trasformazione in edifici ad energia quasi zero (NZEB);
    • sostituzione sistemi per l’illuminazione;
    • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti;
    • isolamento termico;
    • sostituzione di infissi;
    • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento;
    • installazione di impianti a pompa di calore;
    • installazione di impianti a biomassa.

Ma quanto si risparmia?

Per la maggior parte degli interventi l’incentivo previsto è del 40%. Sale però al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e al 55% se all’isolamento è aggiunta l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione invernale. Si arriva infine al 65% con la trasformazione dell’immobile in un edificio a energia quasi zero (NZEB).

Inoltre le spese sostenute per la diagnosi energetica necessaria per alcuni di questi interventi sono incentivate al 50%per i privati e al 100% per le pubbliche amministrazioni.

Come si ottiene l’incentivo?

Per informazioni più dettagliate visita la nostra pagina dedicata al Conto Termico 2.0

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