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Superbonus 110 2022: cosa cambia nel nuovo anno

superbonus 110 2022
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Superbonus 110 2022: scopriamo assieme come cambia l'incentivo in questi mesi

Il Superbonus 110, in questo periodo, è stato oggetto di molteplici modifiche che hanno inciso in particolar modo sulle date di proroga, sulla cessione del credito e sui massimali dei prezzi. Faremo un breve escursus nell’argomento per capire cosa si può attualmente fare e cosa non si può fare.

La proroga del Superbonus 110 con la Legge di Bilancio 2022

I primi significativi cambiamenti sono stati introdotti con la Legge di Bilancio per il nuovo anno, L. 234/2021. Il Superbonus come sappiamo è stato prorogato fino al 31 dicembre 2022 per le singole unità immobiliari, a patto che almeno il 30% degli interventi previsti sull’edificio da riqualificare vengano effettuati entro il 30 giugno 2022.

Il Superbonus 110 dedicato ai condomini, invece, è stato prorogato, senza cambiamenti, fino al 31 dicembre 2023. Negli anni successivi al 2023 la percentuale di detrazione del bonus scenderà: al 70% nel 2024 ed al 65% nel 2025.

Dal 2022 le detrazioni vengono ripartite in 4 anni e non più in 5 (rimangono ripartite in 5 anni quelle per gli interventi realizzati fino al 31 dicembre 2021).

Anziché optare per la riscossione delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi, chi ha diritto ad accedere al Superbonus 110, può optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Restano invariati i requisiti d’accesso: miglioramento di almeno 2 classi energetiche e applicazione di almeno uno dei 3 interventi traino (coibentazione delle superfici, sostituzione della caldaia con pompa di calore, intervento antisismico). Rientrano negli interventi trainati, oltre a tutti gli interventi previsti per gli anni precedenti, l’installazione di impianti fotovoltaici fino a 200kw per le comunità energetiche, l’installazione di impianti fotovoltaici fino a 200kw, interventi di rimozione delle barriere architettoniche.

Il Decreto Sostegni Ter e successive modifiche

Qualche settimana dopo l’entrata in vigore delle modifiche al Superbonus, il Governo è intervenuto nuovamente in materia nel Decreto Sostegni Ter (DL 4/2022) per contrastare le numerose frodi ai danni dello Stato che nel frattempo sono state scoperte.

Il Decreto è intervenuto sulla cessione del credito, prima possibile senza limitazioni nel numero di cessioni, riducendola ad una sola cessione. Tuttavia, questa soluzione è stata poi superata con un successivo decreto che ha portato le cessioni possibili ad un numero di 3.

Visto di conformità e congruità delle spese: i nuovi prezzi di riferimento

Per limitare le frodi contro lo Stato, il Governo era già intervenuto a novembre 2021 con il Decreto Antifrode (DL 157/2021) al quale era seguita la circolare dell’Agenzia delle Entrate 16/E/2021 che ha previsto l’introduzione della certificazione di congruità delle spese sui lavori con il dovere di rispettare i costi massimi per tipologia di intervento basandosi sul Decreto Requisiti tecnici (DM 6 agosto 2020), nel caso di lavori con data inizio lavori a partire del 6 ottobre 2020. Il visto di conformità, prima previsto solo per chi optava per la cessione del credito e dello sconto in fattura, è previsto per tutti coloro che ricorrono al Superbonus.

Con il Decreto Prezzi (non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) verranno modificati ed aumentati del 20% i massimali di prezzo dei materiali contenuti nel DM 6 agosto 2020, per far fronte ai rincari delle materie prime intervenuti in questi mesi.

Nuovi cambiamenti nella cessione del credito

Il Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2022 ha iniziato a ritoccare nuovamente il numero delle cessioni del credito divenute ora tre (e non più una sola).

La prima cessione è libera. Tuttavia, le due cessioni successive alla prima possono essere effettuate soltanto a favore di banche e intermediari finanziari, società appartenenti ad un gruppo bancario o imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.

Inoltre, non possono più esserci cessioni parziali in quanto in seguito alla prima comunicazione dell’opzione di cessione del credito o sconto in fattura, l’Agenzia delle Entrate emetterà un codice univoco che consentirà la tracciabilità delle cessioni successive di quel credito. L’Agenzia delle Entrate dovrà emanare un apposito provvedimento in merito.

Infine, sono state introdotte alcune novità in merito alle sanzioni per i professionisti: i tecnici abilitati che indicano informazioni false o omettenodi inserire alcune informazioni nelle dichiarazioni di asseverazione o che attestano falsamente la congruità delle spese possono essere puniti con la reclusione da 2 a 5 anni e con una multa che va da 50mila a 100mila euro (aumentabile nel caso in cui il fine sia conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri).

Cosa cambia per Edilvi?

La nostra azienda, per tutelare il proprio operato, il proprio know how, i tecnici abilitati ed i propri clienti si sta tenendo costantemente aggiornata sulle normative da applicare, facendo fronte ai cambi operativi dettati dalle stesse come sempre fatto anche in passato. L’esperienza acquisita, fin dal 2017, in merito agli incentivi ed all’operatività come general contractor, ci consente di adeguare in modo rapido i nostri sistemi di lavoro.

Un plauso particolare va ai collaboratori di Edilvi che stanno seguendo l’evoluzione normativa attraverso la formazione continua consentendo così di mantenere l’operatività aziendale sia nella progettazione, che nelle fasi di cantiere, che nella conduzione della parte amministrativo-burocratica.

Per quanto riguarda le commesse, al fine di assicurare l’avvio ed il completamento nei tempi concordati degli interventi di riqualificazione già contrattualizzati, cominceremo a prendere in considerazione nuove richieste di interventi da effettuarsi nel 2023, e quindi solo per i condomini, a partire dalla seconda metà dell’anno. Le richieste per le singole unità immobiliari verranno al momento congelate in attesa di capire se il Superbonus 110 dedicato sarà rinnovato anche nel 2023 oppure no.

Ci scusiamo pertanto sin d’ora con tutte le persone che ci contatteranno ma cui chiederemo di risentirci verso l’estate (per i condomini) e verso fine anno (per le singole unità immobiliari).

*Articolo aggiornato il 28 febbraio 2022 in seguito alle modifiche intervenute dopo la pubblicazione della prima versione del 22 febbraio 2022.

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Cos’è il general contractor, cosa fa e come scegliere quello che più fa al caso tuo

General contractor: cos'è e cosa fa
General contractor: cos'è e cosa fa

Cos’è il general contractor, cosa fa e come scegliere quello che più fa al caso tuo

Con l’avvento del Superbonus 110 e dell’introduzione dei contratti EPC nel sistema del Parternariato Pubblico Privato si sente sempre più spesso parlare di general contractor. Ma cosa è il general contractor e cosa fa? Oggi spieghiamo nel dettaglio e nel modo più semplice possibile cosa è questa figura, di cosa si occupa e quali sono i parametri di cui tener conto per scegliere un general contractor all’altezza della riqualificazione che devi effettuare.

Cos’è il general contractor?

Innanzitutto, partiamo dalla traduzione: general contractor significa contraente generale.

Il general contractor è un’azienda o un privato a cui, chi deve effettuare dei lavori di riqualificazione (il contraente, che può essere sia un privato che un ente pubblico), si affida per dare in appalto la gestione di tutta la realizzazione dell’intervento di efficientamento su un edificio esistente. Semplificando, il general contractor è un partner a cui il cliente dà in mano tutta la gestione della riqualificazione di un edificio.

Spesso il general contractor nasce come impresa edile e come energy service company. L’esperienza di impresa edile e di energy service company (ESCo), infatti, portano in sé un bagaglio di competenze fondamentali per un buon general contractor:

    • gestione di cantiere,
    • progettazione,
    • amministrazione contabile dei lavori,
    • esperienza nelle pratiche di diagnosi energetica,
    • rapporto con gli enti di riferimento per le pratiche burocratiche,
    • gestione di tutte le figure professionali e delle maestranze che ruotano attorno agli interventi di riqualificazione.

Cosa fa il general contractor?

Di fatto il general contractor si occupa della gestione di una riqualificazione in tutti i suoi processi:

    • Progettazione (capitolato lavori, elaborati, relazioni, computi metrici, cronoprogramma);
    • cantiere e realizzazione lavori;
    • gestione dei fornitori e dei collaboratori di cantiere;
    • cessione del credito e sconto in fattura;
    • realizzazione della diagnosi energetica, della Legge 10, delle APE di inizio e fine lavori, dell’asseverazione del rischio sismico;
    • realizzazione e gestione di tutte le pratiche burocratiche da presentare all’Agenzia delle Entrate e agli Enti Pubblici da coinvolgere.

In buona sostanza, il general contractor si occupa, per il suo cliente, di coordinare tutte le figure che ruotano attorno ad una riqualificazione:

    • collaboratori di cantiere,
    • professionisti tecnici (progettisti, termotecnici, strutturisti, direttore dei lavori, coordinatore della sicurezza),
    • commercialista,
    • maestranze,
    • operai.

Il general contractor, inoltre, ha la responsabilità di gestire il budget dedicato alla riqualificazione e di assicurarsi che tutte le fasi, dalla progettazione alla chiusura del cantiere fino all’espletamento delle pratiche burocratiche, siano eseguite nei tempi prestabiliti con il cliente e nel rispetto delle tempistiche date dalle normative.

Il compito di un general contractor, dunque, è un compito di grande responsabilità ma che consente al cliente di essere sollevato da gran parte delle incombenze che di solito si generano quando si intraprende un percorso di riqualificazione di un edificio, singola unità immobiliare, condominio o edificio pubblico.

Come scegliere un general contractor?

Qualche spunto lo abbiamo già dato più sopra, tuttavia ti proponiamo un elenco di elementi da valutare per scegliere il tuo general contractor di riferimento:

    • deve avere una consolidata esperienza nell’edilizia;
    • meglio ancora se ha una buona esperienza nel settore dell’efficientamento energetico;
    • deve essere strutturato anche per affrontare la parte strutturale ed antisismica;
    • deve assicurarti di avere collaborazioni consolidate sia per la gestione delle maestranze di cantiere che per la gestione dei professionisti;
    • guarda anche ai metodi di progettazione che utilizza: l’utilizzo del metodo BIM e della modellazione 3D dei progetti è sicuramente un plus da tenere in considerazione;
    • controlla e chiedi se ha già esperienze consolidate come unico referente nella costruzione e/o riqualificazione degli edifici;
    • chiedi se è in possesso di  certificazioni e, se si, quali;
    • controlla da quanti anni è sul mercato l’azienda e/o il professionista di riferimento che si propongono come contraente generale;
    • chiedi una spiegazione dettagliata su come gestisce le pratiche edilizie e burocratiche;
    • valuta la chiarezza delle spiegazioni che ti fornisce, e delle risposte alle domande ed ai dubbi che poni.

L’esperienza di Edilvi come general contractor a Treviso

Diventare un general contractor, per la nostra azienda, è stato uno sbocco naturale derivato da tutte le esperienze maturate dal 1984, anno di fondazione, in poi.

Abbiamo dapprima lavorato su grandi commesse, in particolare nel settore residenziale privato ma anche nel settore pubblico, successivamente abbiamo effettuato riqualificazioni di grandi edifici e dal 2011 siamo diventati una ESCo che si occupa di efficientamento energetico.

Negli anni, inoltre, abbiamo acquisito diverse certificazioni e premi:

    • UNI EN ISO 9001:2015;
    • UNI CEI 11352:2014;
    • Attestazioni Bentley SOA per l’esecuzione di lavori pubblici;
    • Rating di Legalità;
    • Premio EESA 2017 (European Energy Service Award) come miglior ESCo dell’anno.

Negli ultimi 10 anni, dopo aver riposizionato l’azienda nel settore delle costruzioni nZEB e delle riqualificazioni di edifici pubblici abbiamo brevettato un nostro metodo costruttivo che si basa, lato gestione, proprio sul principio di unico referente: il cliente viene seguito in toto dall’azienda e non deve occuparsi né della parte burocratica né dell’individuare da solo altri professionisti, artigiani e fornitori. Forniamo, infatti, un pacchetto chiavi in mano.

Il principio dell’unico referente viene applicato a tutte le abitazioni di nuova costruzione dal 2014. In parallelo, l’attività di ESCo ci ha consentito di avviare come unico referente importanti riqualificazioni di edifici pubblici.

Pertanto, con l’aggiornamento normativo dei bonus fiscali come ecobonus, sismabonus, superbonus 110, l’introduzione della cessione del credito e dello sconto in fattura, l’inserimento dei contratti EPC nel Parternariato Pubblico Privato abbiamo traslato le nostre competenze e le qualità di unico referente diventando dei veri e propri general contractor che operano in provincia di Treviso.

Nel rivolgerti a noi, troverai, dunque, un partner che ti accompagna in tutte le fasi della riqualificazione del tuo edificio, che sia una singola unità immobiliare, un condominio, una scuola o un edificio pubblico di altra tipologia. Ti solleviamo dalle incombenze e ti diamo un prodotto finito, chiavi in mano senza che tu debba preoccuparti di nulla.

Se vuoi saperne di più su come lavoriamo, sui nostri servizi e devi riqualificare un edificio non ti resta che compilare il form qui sotto e contattarci!

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