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Smart building: come si misura l’intelligenza di un edificio?

Nello scorse settimane vi abbiamo parlato di come lo smart working stia cambiando il modo di concepire la casa e successivamente vi abbiamo spiegato cosa sono le smart home. Oggi vi introduciamo nel mondo degli smart building. Di edifici intelligenti si parla già da diversi anni; il termine “edificio intelligente”, infatti, è stato adottato già negli anni ’80 negli Stati Uniti per definire un edificio dotato di sofisticati sistemi di telecomunicazione e di interconnessione degli impianti che offriva servizi condivisi ai propri residenti.

Oggi l’European Intelligent Building Group (EIBG) definisce lo smart building in questo modo:

edificio che fornisce un ambiente produttivo e conveniente attraverso l’ottimizzazione dei suoi quattro elementi base (strutture, sistemi, servizi, gestione) e la loro interrelazione

European Intelligent Building Group - EIBG

In parole semplici uno smart building è un edificio dotato di impianti automatizzati e di un’infrastruttura di supervisione e controllo che permette di ottimizzare:

Consumo energetico

Comfort

Sicurezza

Integrazione con sistema elettrico

Si stima che il volume di investimenti in Italia sugli smart building sia di 4,7 miliardi di euro l’anno, con una crescita costante del 30% per ogni anno.

Ma perché gli smart building sono così importanti?

Gli edifici in Europa ed in Italia sono responsabili:

    • Del 40% dell’energia totale consumata;
    • E del 36% delle emissioni di CO2.

Inoltre, il 35% degli edifici italiani ha più di 50 anni d’età ed il 75% degli edifici totali è inefficiente dal punto di vista energetico.

Come vediamo, dunque, gli edifici sono responsabili di gran parte dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 in atmosfera e sarà necessario, nei prossimi anni, intervenire attraverso la rigenerazione degli edifici obsoleti (in Italia sono presenti più di 14 milioni di edifici pluriennali).

Costruire o rendere un edificio smart, quindi, è indispensabile:

    • Per ridurre drasticamente i consumi energetici;
    • Per contrastare l’inquinamento;
    • Per rendere disponibili nuovi servizi e migliorare il comfort delle persone che vi abitano o vi lavorano all’interno.
Smart building edificio intelligente riqualificare

Come si stanno muovendo in merito le Istituzioni?

L’Unione Europea, consapevole di tale problematica, ha dato vita a programmi e direttive volte a promuovere l’efficienza energetica degli edifici.

La prima pietra miliare, in merito a questa tematica, è stata posta con l’emanazione della Direttiva 31/2010/UE, recepita con il D. Lgs. 192/2015, che ha imposto l’obbligatorietà, per gli edifici di nuova costruzione di rientrare nella classificazione di edifici nZEB (Nearly Zero Energy Building – edifici ad energia quasi zero).

L’obbligo, già entrato in vigore dal 1 gennaio 2019 per gli edifici pubblici di nuova costruzione, entrerà in vigore anche per gli edifici residenziali a partire dal 1 gennaio 2021. Tra qualche mese, quindi, tutti i nuovi edifici dovranno essere nZEB.

Negli anni il lavoro dell’Unione Europea si è ampliato. L’evoluzione delle tecnologie e l’avvento dell’IoT hanno reso necessaria una revisione della prima direttiva. Il lavoro ha portato all’emanazione della Direttiva UE 2018/844 che ha dato un ulteriore impulso alla promozione degli smart building. La nuova direttiva, che è in fase di recepimento in Italia, si focalizza su alcuni punti:

    • Accelerazione delle ristrutturazioni degli edifici esistenti;
    • Favorire strategie di riqualificazione edilizia che consentano di mobilitare sempre maggiori risorse economiche atte alla realizzazione di edifici a emissioni zero entro il 2050;
    • Promuovere l’uso dell’ICT (Information & Communication Technologies), tecnologie informatiche ed intelligenti, che permettano di operare e consumare in modo efficiente agli edifici;
    • Dare impulso alla mobilità elettrica;
    • Inserimento di un indice di misurazione dell’intelligenza degli edifici.
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L’intelligenza degli edifici si misura con lo SRI – Smart Readiness Indicator

Arriviamo così a rispondere alla domanda iniziale: come si misura l’indice di intelligenza degli edifici?

Si misura con lo SRI (Smart Readiness Indicator). Questo indicatore è stato introdotto proprio dalla Direttiva UE 2018/844 ed è un indicatore che consente di stabilire quanto migliori l’efficienza energetica e la performance di un edificio, grazie all’adozione di tecnologie smart.

I criteri di valutazione dell’indicatore si basano su:

    • Comfort, ossia la capacità degli impianti di adattare la propria operatività in base alle esigenze degli utenti che utilizzano l’edificio;
    • Efficienza, attraverso un sistema che monitori, anche a distanza, l’energia consumata;
    • Flessibilità, ossia quanto e come l’edificio sia in grado di reagire in relazione agli input ricevuti dalla rete come, ad esempio, interruzione di carichi e modulazione dei consumi.

Ognuna di queste voci verrà valutata con un punteggio che va da 0 a 4. La somma dei punteggi stabilirà l’intelligenza dell’edificio.

Lo Smart Readiness Indicator si affiancherà all’Attestato di Prestazione Energetica ed alla valutazione del rischio sismico, già obbligatorie per gli edifici. Tuttavia lo SRI non sarà, almeno in una prima fase, obbligatorio ma avrà una funzione informativa per gli utenti che utilizzano l’edificio e consentirà di:

    • Aumentare la consapevolezza sui vantaggi dell’introduzione delle tecnologie di ultima generazione nelle nuove costruzioni e nelle riqualificazioni degli edifici esistenti;
    • Motivare i consumatori a fare investimenti in innovazioni tecnologiche in edilizia;
    • Far capire che rendere un edificio intelligente produce un aumento del valore dell’immobile che va dal 2 al 17%;
    • Far capire che un edificio intelligente accresce il valore dei contratti d’affitto (dall’8 al 35% in più rispetto ai canoni di un edificio normale).
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Gli smart building come punto di snodo della nuova smart city

Gli smart building e la riqualificazione degli edifici esistenti hanno dunque, un ruolo fondamentale nell’abbattimento dell’inquinamento atmosferico. Meno inquinamento significa ricadute positive sulla salute di tutti i cittadini.

Gli smart building rivestono un ruolo importantissimo per la costruzione delle future smart cities. L’innovazione e le tecnologie porteranno il loro contributo per rendere le nostre città a misura d’uomo. Saranno città in grado di offrire nuovi e più performanti servizi ai propri cittadini, che adotteranno sistemi di mobilità sostenibile, che adotteranno sistemi intelligenti di raccolta e gestione dei rifiuti, semafori intelligenti, smart mobility, colonnine di ricarica per le auto elettriche, servizi di smart metering e monitoraggio in tempo reale dell’inquinamento dell’aria, sistemi di smart parking, servizi di car sharing, nonché migliore gestione delle risorse energetiche e delle reti distributive, comprese illuminazione pubblica, acquedotti e sistemi fognari.

Smart building edificio intelligente smart city

Perché gli smart building sono così importanti anche per EDILVI?

Da anni abbiamo puntato sulla costruzione di edifici nZEB e sulla riqualificazione di edifici esistenti in quanto siamo consapevoli che solo un’edilizia responsabile consentirà di lasciare un pianeta migliore alle nuove generazioni. Inoltre, per noi, il comfort dei nostri clienti viene al primo posto. È per questo motivo che a partire dalle nostre ultime realizzazioni stiamo introducendo sistemi di building automation, senza costi aggiuntivi per il cliente, che consentono di ottimizzare ancora di più i consumi energetici e di controllare, anche da remoto, i consumi delle proprie abitazioni o degli edifici in uso.

Se sei interessato a saperne di più sugli edifici e le case che costruiamo non ti resta che contattarci. Un nostro consulente sarà a tua disposizione per spiegarti come costruiamo i nostri smart building e le nostre smart home.

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