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La storia di Edilvi: da azienda edile tradizionale alla transizione edilizia 4.0

Transizione edilizia 4.0 la storia di Edilvi
Transizione edilizia 4.0 la storia di Edilvi

La storia di Edilvi: dall’azienda edile tradizionale fino alla transizione edilizia 4.0

Potremmo tranquillamente aprire il nostro articolo con il classico “c’era una volta Edilvi, impresa di costruzioni”. Cantieri, gru, operai, grandi costruzioni. Un’impresa edile tradizionale ma con un occhio sempre rivolto all’efficienza energetica ed alle innovazioni di settore. Tutto filava liscio, fino all’arrivo dell’era del web e della grande crisi immobiliare del 2008-2009.

Queste due “minacce esterne” hanno letteralmente sconvolto il mercato dell’edilizia e dell’immobiliare cambiandone completamente il volto. Sappiamo già cosa è accaduto a tante aziende del settore: sofferenze, licenziamenti, fallimenti. Diciamocelo, il periodo è stato duro.

Tuttavia, come abbiamo imparato anche di recente, dietro alle grandi crisi possono nascondersi grandi opportunità. La crisi porta al cambiamento. Si, suona come una frase fatta. Ma nel nostro caso è andata proprio così. E qui sotto vi raccontiamo la storia dei nostri ultimi dieci anni.

Transizione edilizia 4.0: crisi come opportunità di innovazione

La nostra strada: la transizione edilizia dal 2011 al 2014

La crisi edilizia ci ha portato a riflettere in modo profondo per capire se il nostro modello di business fosse ancora sostenibile oppure se, nonostante le difficoltà del mercato, ci fossero nuove opportunità sulle quali concentrarsi. Il 2010 ed il 2011 sono gli anni in cui timidamente si inizia a parlare di ambiente, di obiettivi climatici ed energetici, di edifici ad energia quasi zero. Gli anni in cui nasce il contratto EPC e in Italia aprono le prime ESCo – Energy Service Company.

Nel 2011 abbiamo aperto la Divisione ESCo ed abbiamo iniziato, dopo aver ottenuto la Certificazione UNI CEI 11352, ad occuparci di riqualificazioni di edifici pubblici e di contratti EPC. Oltre all’apertura di questo nuovo ramo aziendale abbiamo deciso di cogliere la sfida degli edifici nZEB, la quale ci ha portato a contatto con gli ambienti universitari grazie ai quali abbiamo sviluppato il nostro brevetto costruttivo Casa Smart Plus nel 2014. Un sistema involucro-impianti che rende le nostre abitazioni, case estremamente performanti sia dal punto di vista energetico che antisismico.

Il passaggio a PMI innovativa, nello stesso anno del brevetto Casa Smart Plus, è stato un passaggio pressoché naturale.

Sempre nel 2014 abbiamo costruito la prima abitazione nZEB, ad energia quasi zero, in anticipo sul Decreto Requisiti Minimi del 2015 che ha imposto l’obbligo di costruzione di edifici nZEB a partire dal 2019 per gli edifici pubblici e dal 2021 per gli edifici privati.

Transizione edilizia 4.0: la prima Casa Smart Plus nel 2014

Dal 2014 al 2019: il passaggio graduale alla digitalizzazione degli uffici e le prime attività di gestione da remoto degli edifici

Il brevetto costruttivo per le abitazioni, l’avvento del Conto Termico 2.0 e la stipulazione dei primi contratti EPC hanno portato alla necessità di introdurre in azienda un approccio sistemico che comprendesse tutti i processi di costruzione e riqualificazione dell’edificio fino alla sua completa gestione energetica. Dalla progettazione in 2D siamo così passati al metodo BIM con progettazione in 3D e processi via via più avanzati di contabilizzazione del cantiere, di integrazione tra aspetti architettonici, strutturali ed impiantistici.

Ciò ha reso necessario, negli anni, un aggiornamento costante dei software di lavoro dell’ufficio tecnico ed un potenziamento della rete interna aziendale lato software e lato hardware. I vecchi pc ed i vecchi server sono stati sostituiti con macchine più recenti e performanti.

La collaborazione con il mondo universitario, inoltre, è diventata costante. Giovani talenti della progettazione, dell’informatica, dell’economia gestionale, degli aspetti legali aziendali sono stati inseriti in azienda con il tutoraggio dei docenti universitari e con le figure più esperte all’interno dell’azienda stessa. Ciò ci ha permesso di studiare nuove soluzioni costruttive integrando l’efficienza energetica con il miglioramento sismico, la building automation, la fibra ottica (FTTH) arrivando ad esplorare le prime soluzioni IoT da inserire all’interno degli edifici.

La realizzazione dei primi interventi di riqualificazione con contratti EPC avvenuta nel 2017-2018 ha reso necessario anche un aumento di banda nella connessione aziendale per poter gestire, attraverso un’app progettata ad hoc dai nostri informatici, il controllo da remoto della gestione energetica degli edifici riqualificati. Attraverso una scheda telefonica ed una linea VPN abbiamo iniziato a raccogliere ed elaborare i primi dati provenienti dagli edifici riqualificati approcciandoci in contemporanea al mondo del facility management e dei big data. Dati che, a loro volta, hanno reso necessario incrementare la cyber security per garantirne la protezione.

Una trasformazione ed un riposizionamento sul mercato di questa entità hanno cambiato anche il nostro approccio al marketing e nel 2016 il nostro vecchio sito ha lasciato posto prima a due siti, dedicati uno a Casa Smart Plus ed uno alla ESCo, e nel 2019 ad un sito completamente rinnovato, responsive (che si adatta ai diversi device dai quali gli utenti navigano), con contenuti realizzati in ottica SEO per rispondere ai bisogni dei clienti.

Oltre al sito, abbiamo curato la nostra presenza online attraverso i social network con un approccio sempre più vicino al possibile cliente, nonché creato delle applicazioni online che consentono di richiedere (ed ottenere, nel caso delle abitazioni di nuova costruzione) un preventivo in pochi minuti. Ciò ci ha consentito di raccogliere in modo strutturato le richieste dei nostri possibili clienti. Infine, abbiamo coltivato la presenza nel territorio attraverso la partecipazione a convegni, fiere ed eventi locali.

Negli anni, per agevolare i tecnici che si occupano di ricerca universitaria, oltre che di progettazione in azienda, abbiamo attivato delle linee VPN per consentire loro di lavorare, alcuni giorni la settimana, in remote working e smart working.

Transizione edilizia 4.0: la palestra di Crocetta del Montello

2020: ingraniamo la quarta!

A fine 2019 inizio 2020 stavamo lavorando su alcune nuove applicazioni con l’obbiettivo di migliorare l’assistenza al cliente, la gestione delle ore di lavoro e la gestione dei cantieri. Potremmo continuare con “e tutto procedeva al meglio quando infine arrivò la pandemia a bloccarci”. Certo un primo disorientamento ha colpito anche noi, ma come ormai nostra consuetudine, abbiamo cercato di cogliere le opportunità nella crisi.

Dopo alcuni giorni di stop siamo stati in grado di attivare, per tutti i tecnici e gli impiegati, lo smart working garantendo così la continuità nella progettazione, nelle strategie di marketing, nella gestione e nell’amministrazione. Durante il lockdown abbiamo utilizzato la videoconferenza per presentare i progetti, abbiamo partecipato a corsi di formazione, ci siamo connessi tutti i giorni da casa ai nostri pc aziendali.

Subito ci siamo resi conto che il processo di digitalizzazione e innovazione, che stavamo conducendo già prima della pandemia, andava ulteriormente potenziato. Poco dopo il rientro in azienda ed il riavvio dei cantieri, nel rispetto delle normative anticovid, abbiamo:

    • mantenuto la possibilità, per i lavoratori che vogliono usufruirne, di alternare smart working e lavoro in ufficio per qualche giorno a settimana;
    • avviato nuove ricerche sulla sanificazione dell’aria negli ambienti chiusi;
    • cambiato i nostri paradigmi di progettazione inserendo in ogni casa una stanza in più da adibire a studio o palestra;
    • riqualificato un secondo edificio, in Toscana nell’estate 2020, integrando la contabilizzazione da remoto dei consumi e la manutenzione predittiva;
    • acquistato nuove attrezzature da cantiere come, ad esempio, una gru con radiocomando e un escavatore gestito da remoto (Transizione 4.0);
    • sviluppato e potenziato ulteriormente l’app dedicata ai contratti EPC per la raccolta dei dati energetici provenienti dagli impianti degli edifici connessi da remoto;
    • sviluppato e aggiornato costantemente le tre app di preventivazione (nuove abitazioni, riqualificazione singole unità immobiliari, riqualificazione condomini);
    • sviluppato un’app che consente ai clienti di aprire appositi ticket e richieste di manutenzione in caso di malfunzionamento degli impianti con possibilità di aggiornare lo stato di lavorazione della richiesta di assistenza;
    • avviato la contabilizzazione da remoto degli impianti di 3 abitazioni private costruite nel corso del 2020;
    • dato supporto costante alla gestione degli impianti con contabilizzazione da remoto esistente;
    • avviato, nel 2021, la riqualificazione del Municipio di Seravezza in provincia di Lucca che vede affiancare all’efficientamento energetico anche il miglioramento sismico;
    • riqualificato abitazioni nel trevigiano grazie al Superbonus 110 in particolare con sistema di demolizione e ricostruzione;
    • organizzato una conferenza di presentazione di un intervento di demolizione e ricostruzione realizzato con il Superbonus 110 coniugando l’evento in presenza con la video trasmissione live via Facebook dello stesso.

L’innovazione in azienda continuerà anche nei prossimi mesi. Vi racconteremo passo passo, attraverso le pagine del nostro blog aziendale, le nuove iniziative che introdurremo durante il processo di Transizione edilizia 4.0.

Nuove frontiere per l’edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Nuove frontiere per l'edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0
Nuove frontiere per l'edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Nuove frontiere per l’edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Il Piano Nazionale Transizione 4.0, che ha sostituito il precedente Industria 4.0 istituito dal MISE nel 2016, ha introdotto importanti novità nella digitalizzazione e nell’innovazione delle aziende, in particolare delle aziende edili. La transizione edilizia si inserisce in un momento di particolare fermento per il settore dato dall’approvazione, a maggio 2020, del Superbonus 110.

Transizione 4.0 edilizia cantiere superbonus 110

Un quadro rapido della situazione attuale in edilizia

Il nostro settore, particolarmente colpito dalle crisi del 2008 e del 2012, nonché rallentato lo scorso anno a causa del lockdown, vive ora una fase di ripresa che, tuttavia, pone davanti ad ogni azienda delle nuove sfide che coinvolgono tutti i processi aziendali: dalla progettazione all’amministrazione di cantiere e generale, dalla gestione di cantiere al controllo dei consumi degli edifici a lavori conclusi, da una maggior attenzione al settore comunicazione e marketing alla sicurezza dei sistemi informatici aziendali, dalle strategie commerciali alla gestione delle pratiche burocratiche.

Pensare di operare come dieci o vent’anni fa non è più possibile. Bisogna investire, cambiare e cogliere le opportunità che questo periodo particolare ci offre. Il Piano Nazionale Transizione 4.0 ha come obiettivo quello di traghettare il settore industriale, edilizia compresa, verso un futuro che metta al centro la sostenibilità ambientale, il progresso tecnologico e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Cosa prevede il Piano Nazionale Transizione 4.0 per l’edilizia?

Il Piano Nazionale Transizione 4.0, approvato con la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) mette a disposizione delle aziende 24 miliardi di euro di benefici fiscali, di cui 750 milioni provenienti dal programma Next Generation EU, per il biennio 2021-2022, per l’acquisto o il leasing di beni strumentali volti a promuovere la trasformazione tecnologica e digitale. Le misure si applicano a partire da investimenti effettuati da novembre 2020 e fino a giugno 2023 (nel caso in cui l’azienda abbia provveduto al pagamento del 20% dell’importo di acquisto del bene entro il 31 dicembre 2022).

I due obiettivi principali del Piano sono la stimolazione degli investimenti e la conseguente riduzione della tassazione per le imprese.

Il Piano Nazionale Transizione 4.0 è volto a tutte le imprese con residenza fiscale in Italia (di tutti i settori e tipologie merceologiche). I beni strumentali che possono beneficiare degli incentivi sono sia beni materiali che beni immateriali, e non solo.

I beni materiali e immateriali si suddividono in beni materiali 4.0 e immateriali 4.0 e beni materiali non 4.0 e beni immateriali non 4.0. Cambiano le aliquote per il credito d’imposta a seconda che siano o meno beni 4.0. Andiamo ora ad approfondire gli incentivi.

Transizione 4.0 edilizia: gli investimenti

Quali incentivi per l’edilizia 4.0?

Nei beni materiali 4.0 rientrano tutte le macchine utensili (aliquota credito d’imposta 50% per il 2021 e 40% per il 2022 per spese inferiori ai 2,5 milioni di euro; aliquota 30% per il 2021 e 20% per il 2022 per spese comprese tra i 2,5 ed i 10 milioni di euro; aliquota 10% per entrambi gli anni per spese comprese tra i 10 ed i 20 milioni di euro).

I beni materiali non 4.0 godono di un credito d’imposta del 10%, fruibile nell’anno in corso per la PMI, per il 2021 e di un credito d’imposta del 6% per l’anno 2022.

Nei beni immateriali 4.0 (credito d’imposta al 20% fino a 1 milione di euro di massimale) rientrano:

    • software;
    • sistemi tecnologici;
    • applicazioni;
    • piattaforme digitali;

che consentono di digitalizzare i processi aziendali.

Nel caso di investimenti in beni immateriali non 4.0 il credito d’imposta si ferma al 10% per l’anno 2021 (con possibilità di fruizione nell’anno in corso per le PMI) e scende al 6% nel 2022.

Rientrano poi negli incentivi per la transizione edilizia 4.0 anche attività quali:

    • investimenti in lavoro agile (credito d’imposta al 15%);
    • ricerca e sviluppo (credito d’imposta al 20% e massimale di 4 milioni di euro);
    • innovazione tecnologica (credito d’imposta al 10% e massimale di 2 milioni di euro);
    • innovazione green e digitale (credito d’imposta al 15% e massimale di 2 milioni di euro);
    • design e innovazione estetica (credito d’imposta al 10% e massimale di 2 milioni di euro).
    • formazione del personale aziendale e degli imprenditori (50% spese ammissibili per massimo 300mila euro per le micro e piccole imprese; 40% spese ammissibili per massimo 250mila euro per le medie imprese; 30% spese ammissibili per massimo 250mila euro per le grandi imprese).
Transizione 4.0 innovazione tecnologica

Come cambierà l’edilizia?

Sono tanti gli aspetti su cui le aziende edili dovranno lavorare:

    • la progettazione, in primis, che dovrà tenere sempre più conto di tecnologia, design e sostenibilità; il metodo BIM diventerà presto lo standard e chi già lo utilizza da tempo avrà un vantaggio competitivo di non poco conto rispetto a chi utilizza, invece, metodi tradizionali;
    • l’adozione di gestionali avanzati che contengano tutte le informazioni sugli edifici, sulle lavorazioni e sulla contabilità, consentendo così di monitorare costantemente i costi e di prevenire i rischi, di ottimizzare la gestione del lavoro e l’organizzazione delle attività in modo preciso, rispettando i tempi concordati e producendo così notevoli risparmi in termini temporali ed economici;
    • l’utilizzo di materiali e di impianti all’avanguardia nella costruzione degli edifici e nella contabilizzazione dei consumi post costruzione o post intervento di riqualificazione con la possibilità di attuare la programmazione predittiva della manutenzione ordinaria e straordinaria;
    • l’utilizzo della tecnologia digitale per la realizzazione della smart city e di comunità energetiche che condividono informazioni e scambi di energia in tempo reale abbattendo così i consumi, le dispersioni di sistema e le emissioni di anidride carbonica in atmosfera;
    • l’utilizzo di applicazioni e sistemi integrati per la gestione del cliente dalla fase di primo contatto con l’azienda fino al post vendita con particolare attenzione alle strategie di comunicazione e marketing;
    • l’introduzione di soluzioni di cyber security, cloud, integrazione dei big data raccolti dalla contabilizzazione energetica da remoto degli edifici, prototipazione rapida, realtà aumentata, realtà virtuale, robotica avanzata e collaborativa, stampa 3D, IoT ossia internet delle cose e dei macchinari;
    • formazione dei dipendenti su tutti questi nuovi strumenti, tecnologie ed opportunità in modo tale che vengano applicate in azienda, sotto la guida di Innovation Manager, figura centrale per la transizione edilizia;
    • rispetto delle normative anticovid e delle nuove norme in fatto di sicurezza dei cantieri, monitoraggio dei cantieri con videocamere con visione da remoto;
    • la digitalizzazione dei cantieri e la formazione delle maestranze nell’utilizzo di dispositivi di controllo da remoto dei macchinari, delle applicazioni di sorveglianza del cantiere, delle applicazioni di controllo presenze, controllo documentazioni ed approvvigionamento del cantiere con processi digitali di contatti e richieste ai fornitori;
    • elaborazione del Digital Twin, ossia la creazione del gemello digitale dell’edificio costruito ed esistente che, attraverso soluzioni di IoT, sopralluoghi costanti con droni, monitoraggio dei consumi da remoto, building automation, fibra FTTH, modello dell’edificio in BIM, consenta a tutti i soggetti coinvolti nella fase post intervento, il Facility Management, di monitorare, intervenire e gestire in tempo reale l’edificio ottimizzandone consumi, manutenzioni ed interventi correttivi.
Transizione 4.0 edilizia innovazione

Conclusioni sulla transizione edilizia 4.0

Le nuove normative introdotte (vedi ad esempio l’obbligatorietà del BIM nel settore pubblico o l’obbligatorietà della costruzione di edifici nZEB), il rapidissimo progresso tecnologico e dei materiali, lo sdoganamento dello smart working, dei sistemi di videoconferenza e di condivisione di documenti e dati stanno portando profonde trasformazioni nel mondo delle costruzioni. Questi cambiamenti vanno colti, pena l’esclusione dal mercato; ecco perché già da 10 anni la nostra azienda pone particolare attenzione all’innovazione, alla ricerca e sviluppo ed alla digitalizzazione dei processi aziendali.

Se siete curiosi di sapere come lavoriamo e quali innovazioni abbiamo introdotto negli ultimi anni continuate a seguire il nostro blog e le nostre pagine social. Nelle prossime settimane vi racconteremo la nostra evoluzione da costruttori tradizionali a PMI innovativa, svelandovi quali soluzioni abbiamo adottato dall’inizio della trasformazione fino ad oggi e il nostro sguardo verso il futuro. Stay tuned!

Social Housing: il sistema MOdulare-REversibile

Social housing
Social housing

Social Housing: il sistema MOdulare-REversibile

Il MO.RE è un sistema costruttivo altamente tecnologico progettato attraverso modellazione BIM ed in conformità alle normative degli edifici NZEB utilizzabile per progetti di Social Housing.

La struttura architettonica

Il progetto prevede l’utilizzo di setti che permettono di ottimizzare la dimensione dei moduli strutturali alla cellula abitativa di base (50mq).

L’aggregazione dei moduli rende possibili quindi diversi tagli abitativi:

    • Tre bilocali (50 mq ciascuno)
    • Due trilocali (75 mq ciascuno)
    • Un bilocale ed un quadrilocale (100 mq + 50 mq)

I vantaggi del sistema MO.RE. per il Social Housing

Il sistema MO.RE si configura come risultato dell’applicazione delle tecniche di Lean design and construction.

La Costruzione Lean è un “modo di progettare la produzione edilizia minimizzando gli sprechi di materiali e di tempo e generando allo stesso tempo la massima creazione di valore”.

La tecnologia costruttiva è basata su una struttura a setti in c.c.a. governata da moduli strutturali standardizzati di grande luce e un impianto VMC per la climatizzazione degli alloggi.

Questa scelta costruttiva garantisce:

    • la riduzione degli oneri legati alla durabilità delle strutture;
    • la minimizzazione dei costi di cantiere;
    • la riduzione dei costi di trasformazione;
    • maggior velocità di costruzione.
Social housing

Social Housing: sostenibilità sociale generata dal sistema

Il progetto MO.RE è realizzato non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche e soprattutto del benessere abitativo poiché prevede la creazione di un contesto sociale animato e innovativo attraverso l’inserimento di servizi integrativi all’abitare.

Dal punto di vista sociale il sistema di Social Housing è adatto a differenti tipologie di residenti con stili di vita e modi di abitare diversificati. I tagli alloggiativi variano in funzione del tipo di nucleo famigliare, offrendo anche la possibilità di accorpare o scindere gli appartamenti per andare incontro alle diverse esigenze abitative.

Integrazione tra residenza e servizi

L’applicazione del progetto MO.RE al Social Housing si presta alla creazione dei cosiddetti “Sistemi-servizio” dove spazi composti associano funzioni a scala urbana ad attività rivolte al vicinato o alla sola residenza legate da tematiche comuni.

I servizi sono riconducibili a quattro tipi principali:

    • Servizi locali e urbani;
    • Servizi integrativi per l′abitare;
    • Servizi residenziali;
    • Funzioni compatibili con la residenza.

Social Housing ed efficienza energetica

Gli edifici progettati garantiscono un ottimo comfort nella qualità dell’aria e allo stesso tempo raggiungono alti livelli di efficienza energetica.

Questo è possibile attraverso un impianto di riscaldamento/raffrescamento a tutta aria con una ventilazione costante che garantisce il ricircolo d’aria.

Le unità di ventilazione forniscono il riscaldamento dell’aria in inverno e il raffrescamento e la deumidificazione nel periodo estivo e l’acqua calda è prodotta da una pompa di calore aria-acqua.

Social housing

Scopri i vantaggi del Building Management

Progettazione BIM
Progettazione BIM

Scopri i vantaggi del Building Management

Nella gestione di un edificio i costi complessivi che derivano dal possesso e dall’utilizzo di una proprietà sono pesantemente influenzati dalle spese di manutenzione e gestione dell’immobile. È quindi evidente come un’accorta gestione possa beneficiare molto al bilancio domestico o aziendale. Il Building Management, e più precisamente il Technical Building Management, è l’insieme dei servizi che permette di coordinare e analizzare tutti i componenti di un edificio.

Come funziona il Building Management

La gestione dell’edificio parte dal suo studio: attraverso il Building Information Modeling (BIM) si crea un modello di informazioni sull’edificio. Il BIM è un metodo di progettazione dove le proprietà fisiche e funzionali di un immobile sono rappresentate in digitale. In questo modo si integrano in un unico modello informazioni architettoniche, strutturali, impiantistiche, energetiche e gestionali.

Ciò permette di monitorare e gestire ogni elemento in modo diretto e di integrare ogni parte funzionale dello stabile. Inoltre grazie ai dati forniti dal monitoraggio si può procedere con una diagnosi dell’edificio e programmare gli interventi opportuni. Questo è un punto di partenza fondamentale non solo per operazioni di efficientamento energeticamente la struttura, ma anche per mantenere nel tempo le performance energetiche e strutturali di tutti i suoi elementi.

Progettazione BIM

I vantaggi del Building Management

Gestione integrata

di tutti i sistemi o delle strutture dell'edificio

Individuazione

degli interventi più opportuni per l'efficientamento

Programmazione

a lungo termine

Riduzione

delle perdite energetiche

Visione in tempo reale

dei dati relativi all’edificio e di eventuali guasti e anomalie Il Building Management si configura quindi come la soluzione migliore per una gestione che miri all’ottimizzazione dei consumi e alla riduzione dei costi di mantenimento. L’edificio diventa così una macchina perfetta che risponde ai comandi del gestore e riesce ad esprimere al meglio tutte le sue potenzialità senza sprechi.

IoT

I vantaggi che si possono trarre dal Building management sono molteplici e strettamente connessi con i campi di applicazione; nella vita di ogni giorno infatti l’IoT sarebbe in grado di semplificare le giornate, fornendoci supporto e informazioni di cui abbiamo bisogno.
Ovviamente, a maggiori vantaggi corrispondono anche maggiori rischi, soprattutto riguardo la sicurezza dei dispositivi utilizzati e la tutela della privacy.

Progettazione BIM

Scopri
la Divisione ESCo

Convegno: “Conoscere il BIM: progettare, costruire e gestire”

Progettazione BIM
Progettazione BIM

Convegno “Conoscere il BIM: progettare, costruire e gestire”

Venerdì 21 aprile, il Geom. Diego Pavan, sarà ospite come relatore al convegno di Ance Reggio Emilia e Unindustria Reggio Emilia “Conoscere il BIM: progettare, costruire e gestire”.

In questa occasione imprese e progettisti illustreranno in modo sintetico ed efficace come si possano ottimizzare la pianificazione, la realizzazione e la gestione delle costruzioni, attraverso l’utilizzo del BIM, cioè il Building Information Modelling.

Programma del convegno “Conoscere il BIM: costruire, progettare e gestire”

    • Cos’è il BIM, relatore Alberto Pavan
    • La progettazione – applicazioni, relatori Giacomo Bergonzoni e Giulio Drudi
    • Le costruzioni – applicazioni, relatore Claudio Mirarchi
    • La gestione – applicazioni, relatore Diego Pavan
    • Tavola rotonda, moderatore Guglielmo Pelliccioli

Tavolo BIM

Progettazione BIM
Progettazione BIM

Tavolo BIM

EDILVI partecipa al seminario:

Tavolo BIM - Gruppo per il confronto e indirizzo sul BIM

24 marzo – Roma

Il programma del seminario Tavolo BIM

9:45
Welcome Coffee

10:00
Saluto di benvenuto
Carola Giuseppetti, Sidief

10:15
Agenzia del Demanio e BIM: stato dell’arte
Arch. Marco Pozzoli, Agenzia del Demanio

10:30
Adozione del BIM per la gestione degli edifici istituzionali della Banca d’Italia: possibili strategie, opportunità e vincoli
Ing. Giovanni Corti, Banca d’Italia

10:45
Il BIM nel quadro del nuovo codice appalti: stato dell’arte e prospettive
Ing. Gabriele Scicolone, OICE

11:00 Apertura del dibattito

13:00 Chiusura dei lavori

EDILVI utilizza il sistema BIM Building Information Modeling per la progettazione delle case NZEB a marchio Casa Smart Plus, per la progettazione di edifici nuovi, e per la riqualificazione di edifici esistenti privati, pubblici ed aziendali. Partecipare al Tavolo BIM è un’opportunità di aggiornamento, crescita ed innovazione che EDILVI ha colto nell’ottica di sviluppo e formazione continua.

Nuove costruzioni
Casa Smart Plus
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Demolizione, ricostruzione, riqualificazione case

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Riqualificazione
condomini

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