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Cessione del credito ecobonus e sismabonus condomini: come funziona

cessione del credito ecobonus sisma bonus condomini
cessione del credito ecobonus sisma bonus condomini

Cessione del credito ecobonus e sismabonus condomìni: come funziona

Cessione del credito Ecobonus e Sismabonus per i condomìni: facciamo chiarezza. L’obiettivo del nostro articolo è quello di rendere un po’ più chiaro e semplice il meccanismo della cessione del credito fiscale connesso ai due incentivi.

Premettiamo che la cessione del credito è possibile, al momento, per il Sismabonus condomini, per l’Ecobonus condomini e per l’Ecobonus riferito alle singole unità immobiliari. Tuttavia le procedure di cessione del credito sono regolamentate solo nei primi due casi mentre per l’Ecobonus sulle singole unità immobiliari l’Agenzia delle Entrate ancora non ha ancora emanato il Provvedimento apposito.

Chi può cedere il credito fiscale?

Alla cessione del credito ecobonus e/o sismabonus possono accedere tutti i potenziali beneficiari degli incentivi che sostengono le spese di riqualificazione degli edifici (per gli interventi agevolati), compresi i soggetti che non potrebbero usufruire della corrispondente detrazione.

Soggetti capienti

soggetti capienti (versano IRPEF o IRES) possono cedere il credito alle imprese esecutrici dei lavori di riqualificazione energetica e/o sismica, o ad altri soggetti privati (altri condòmini oppure altre aziende affiliate al gruppo di aziende che ha effettuato gli interventi). Non è consentita, in questo caso, la cessione del credito a banche o istituti finanziari.

cessione del credito

Soggetti incapienti

soggetti incapienti, invece, possono cedere il credito anche a banche ed istituti finanziari.

cessione del credito ecobonus incapienti

Quanto credito può cedere il condòmino?

Il condòmino cede l’intera detrazione che gli spetta (ossia per le quote di immobile che lo riguardano), calcolata sulla spesa deliberata dall’assemblea condominiale oppure sulla base delle spese sostenute dal condominio nel periodo d’imposta.

Non si possono cedere rate residue della detrazione fiscale.

Quante volte può essere ceduto il credito fiscale

Il credito fiscale può essere ceduto per un massimo di 2 volte: una sola volta successiva alla cessione originaria.

Come può essere utilizzato il credito fiscale dal cessionario?

Il cessionario, ossia chi acquisisce il credito attraverso la prima cessione, può utilizzarlo in due modi:

In compensazione con modello F24

Può utilizzarlo in compensazione di diverse tipologie di imposte, contributi, premi assicurativi, interessi su imposte e contributi, alle stesse condizioni del cedente.

Cederlo a sua volta

Il cessionario può a sua volta optare per la cessione del credito ed il nuovo cessionario lo può utilizzare sulla base delle rate residue.

Il cessionario usufruisce del credito, nel caso scelga la compensazione con modello F24, alle stesse condizioni del cedente, ossia: 10 rate annuali in caso di Ecobonus5 rate annuali in caso di Sismabonus10 rate annuali per il Superincentivo (combinazione di Ecobonus condomini e Sismabonus condomini).

Nel caso opti per cedere nuovamente il credito, deve effettuare una nuova comunicazione in via telematica all’Agenzia delle Entrate.

In ogni caso, il credito fiscale diventa disponibile, per il cessionario, dal 10 marzo dell’anno successivo a quello in cui il condòmino ha sostenuto la spesa e a condizione che abbia pagato la parte di spesa a lui imputabile.

La quota di credito fiscale non utilizzata nell’anno fiscale può essere utilizzata negli anni successivi ma non può essere chiesta a rimborso.

Quali adempimenti sono necessari?

Condòmino

Entro il 31 dicembre il condòmino comunica all’amministratore di condominio:

    • i dati di avvenuta cessione del credito;
    • l’accettazione da parte del cessionario;
    • dati, Codice Fiscale, Partita IVA propri e del cessionario.

Amministratore di condominio

Entro il 28 febbraio comunica all’Agenzia delle Entrate:

    • i dati del cessionario;
    • l’accettazione del credito da parte del cessionario;
    • l’importo del credito accettato dal cessionario sulla base delle spese sostenute dal condòmino entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

Successivamente consegna al condòmino la certificazione delle spese a lui imputabili ed il protocollo telematico dell’Agenzia delle Entrate con cui ha comunicato la cessione del credito.

Cessionario

Dal 10 marzo, data dalla quale il credito diventa disponibile, può:

    • utilizzarlo in compensazione con modello F24;
    • cedere a sua volta il credito comunicando la nuova cessione all’Agenzia delle Entrate in via telematica.

Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha i seguenti compiti:

    • eseguire controlli su condòmino cedente e cessionario;
    • rendere visibile nel cassetto fiscale del cedente l’accettazione del credito da parte del cessionario;
    • rendere visibile nel cassetto fiscale del cessionario il credito d’imposta attribuito e che potrà utilizzare solo dopo l’accettazione.

Se vuoi maggiori informazioni sulla cessione del credito Ecobonus e Sismabonus scarica la nostra guida e contattaci (lasciando un commento, scrivendo alla nostra mail o utilizzando la nostra chat).

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la guida

Riqualificare le case ATER con Conto Termico 2.0 e Sisma Bonus

riqualificazione case ater
riqualificazione case ater

Riqualificare le case ATER con Conto Termico 2.0 e Sisma Bonus

Gli enti che gestiscono le case ATER, o Istituti Autonomi Case Popolari, sono Enti Pubblici che gestiscono a livello locale l’edilizia destinata ai ceti meno abbienti della popolazione italiana; rientrano dunque a tutti gli effetti nel patrimonio edilizio pubblico.

La Strategia Energetica Nazionale 2017, tra i tanti settori analizzati, ha stabilito che il patrimonio edilizio pubblico va riqualificato nei prossimi anni in quanto attualmente obsoleto dal punto di vista energetico. Non solo, molto spesso lo stesso patrimonio edilizio è inadeguato anche nell’aspetto della sicurezza sismica.

Per perseguire gli obiettivi al 2030 della Strategia Energetica Nazionale sarà, quindi, necessario riqualificare anche le case popolari. A disposizione di chi gestisce le case ATER e degli enti aventi le stesse finalità sociali (ossia che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di house providing, che siano costituiti ed operanti al 31 dicembre 2013, su edifici di loro proprietà o in uso per l’edilizia residenziale) ci sono due possibilità di incentivo: il Conto Termico 2.0 ed il Sisma Bonus.

Il Conto Termico 2.0 per le case ATER

Il Conto Termico 2.0 è un incentivo statale che finanzia fino al 65% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici.

Gli interventi ammessi si dividono in due categorie:

    • interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari esistenti;
    • interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari.
Incentivo per edifici nZEB
65%

Gli Enti Pubblici, comprese le case ATER e gli enti aventi le stesse finalità sociali, possono richiedere gli incentivi del Conto Termico 2.0 per riqualificare edifici di cui sono proprietari o utilizzatori.

Nel caso di riqualificazione di un edificio ad nZEB l’incentivo si attesta al 65%; in ogni caso il costo della diagnosi energetica viene coperto al 100% dall’incentivo.

Il Sisma Bonus per le case ATER

La Legge Finanziaria per il 2018 ha previsto che possano beneficiare del Sisma Bonus anche le case ATER e gli enti aventi le stesse finalità sociali. In questo caso l’incentivo fiscale prevede una detrazione fino all’85% nel caso di miglioramento di 2 classi di rischio sismico dell’edificio. La quota massima incentivata per unità immobiliare è di 96.000 euro.

La detrazione fiscale derivante dal Sisma Bonus può diventare credito fiscale cedibile all’azienda che effettua i lavori (o a terzi) come mezzo di finanziamento degli interventi compiuti.

Miglioramento di 2 classi di rischio sismico
85%

Come accedere agli incentivi?

Gli enti pubblici che gestiscono le case ATER, e gli enti aventi le stesse finalità sociali, possono ottenere gli incentivi fiscali Conto Termico 2.0 e Sisma Bonus per riqualificare energeticamente un edificio esistente (e portarlo in classe energetica A4 ossia nZEB – nearly zero energy building) avvalendosi di una ESCo (Energy Service Company), con esperienza nella riqualificazione energetica, nell’individuazione degli incentivi e nella gestione dei contatti con il settore pubblico.

Una ESCo per operare deve essere in possesso, secondo quando stabilito dalla legge, di certificato UNI CEI 11352.

L’ente pubblico che si avvale dei servizi di una ESCo può stabilire con la stessa un contratto EPC (Energy Performance Contract) con prestazioni aggiuntive. In questo caso la ESCo opererà in nome e per conto dell’ente pubblico, effettuando una prima diagnosi energetica, presentando tutta la documentazione necessaria al GSE, ottenendo gli incentivi, eseguendo i lavori e gestendo le performance dell’edificio, negli anni di durata del contratto EPC.

EDILVI ESCo è azienda certificata UNI CEI 11352 ed opera da anni nel settore, riqualificando edifici pubblici quali scuole, municipi, palestre ed edifici come le case ATER.

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Ecobonus più Sisma bonus per i condomini: il super incentivo

ecobonus e sisma bonus per la riqualificazione di edifici
ecobonus e sisma bonus per la riqualificazione di edifici

Ecobonus più Sisma bonus per i condomini: il super incentivo

La Legge di Bilancio 2018 contiene una novità molto importante per i condomìni: la possibilità di sommare all’Ecobonus anche il Sismabonus. Si tratta di un incentivo aggiuntivo (super incentivo) destinato alla riqualificazione delle parti comuni degli edifici condominiali ad uso residenziale, direzionale e commerciale.

Come funziona il super incentivo?

La detrazione, data dalla somma degli incentivi previsti per Ecobonus e Sisma bonus, si può applicare solo su condomìni presenti in zona sismica ad alto rischio (zone sismiche 1, 2 e 3).

Le percentuali di detrazione per la riqualificazione energetica delle parti comuni dei condomìni, normalmente variabili tra il 70% ed il 75%, crescono fino all’80% se si passa ad una classe di rischio sismico inferiore a quella di partenza, ed all’85% nel caso di miglioramento di due classi di rischio sismico.

Il tetto massimo di detrazione per unità immobiliare, pari a 136.000 euro, è dato dalla somma dei massimali dei due singoli incentivi (40.000 euro Ecobonus e 96.000 euro Sisma bonus). Per ogni condominio, dunque, si tratta di 136.000 euro moltiplicato per le unità immobiliari che lo compongono.

È, inoltre, possibile, per ogni condòmino, optare per la cessione del credito d’imposta all’azienda che effettua i lavori di riqualificazione energetica e miglioramento sismico o a terzi; tranne banche ed intermediari finanziari.

Riassumendo

Miglioramento di una classe sismica

• 80% detrazione fiscale
• 136.000 euro tetto massimo detrazione per unità immobiliare
• possibilità di cessione del credito fiscale

Miglioramento di due classi sismiche

• 85% detrazione fiscale
• 136.000 euro tetto massimo detrazione per unità immobiliare
• possibilità di cessione del credito fiscale

Perché un super incentivo?

Il super incentivo, Ecobonus più Sisma bonus per i condomìni, è stato adottato per promuovere il miglioramento sismico del patrimonio edilizio esistente, rendendo più sicuri ed efficienti gli edifici.

Questo nuovo incentivo, infine, non sostituisce il preesistente incentivo per la messa in sicurezza sismica degli edifici che rimane in vigore con le stesse indicazioni previste per lo scorso anno.

I servizi di EDILVI ESCo

I tecnici specializzati di EDILVI ESCo sono in grado di fornire il massimo supporto ai condòmini ed agli amministratori di condomìni che stanno avviando dei percorsi di riqualificazione energetica e miglioramento sismico. Affidarsi ad aziende certificate con personale qualificato e d’esperienza significa effettuare un percorso più agevole che parte dalla diagnosi energetica e sismica degli edifici per arrivare all’ottenimento degli incentivi, passando per la parte progettuale, burocratica e di realizzazione degli interventi.

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Legge di Bilancio 2018: tutte le detrazioni per la casa

Legge di bilancio 2018 , ecobonus e sisma bonus
Legge di bilancio 2018 , ecobonus e sisma bonus

Legge di Bilancio 2018: tutte le detrazioni per la casa

È stata approvata prima di Natale la Legge di Bilancio 2018. Tante le novità rispetto al Decreto emanato lo scorso novembre ed anche alcune conferme. Cambia l’Ecobonus, confermato il Sismabonus, le detrazioni per le ristrutturazioni ed il Bonus Mobili; Ecobonus e Sismabonus per le parti comuni dei condomìni possono dar vita ad un incentivo aggiuntivo; è stato poi introdotto il Bonus Verde e reintrodotti gli incentivi destinati alle dimore storiche. Gli stabilimenti termali vengono parificati agli alberghi. Nel 2018 sarà inoltre possibile detrarre le polizze contro il rischio di eventi calamitosi nella dichiarazione dei redditi.

Legge di Bilancio 2018: Ecobonus

L’Ecobonus sarà prorogato per tutto il nuovo anno tuttavia le aliquote di riferimento per la detrazione fiscale saranno molteplici:

    • 65% per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione in classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
    • 65% per l’acquisto e l’installazione di micro-generatori che sostituiscono gli impianti esistenti, in questo caso la posa dei micro-generatori deve generare un risparmio di energia primaria pari ad almeno il 20% di quanto utilizzato prima dell’installazione;
    • 50% per acquisto ed installazione di infissischermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione in classe A;
    • 70% per la riqualificazione energetica delle parti comuni dei condomìni nel caso in cui gli interventi da realizzare interessino più del 25% della superficie dell’involucro;
    • IVA al 10%per l’installazione di ascensori, infissi e finestre.

Sono esclusi dall’incentivo gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di classe inferiore alla classe energetica A.

I mutui sottoscritti per avviare gli interventi di efficientamento energetico degli edifici saranno garantiti dal Fondo per l’Ecoprestito con una dotazione di 150 milioni di euro.

Il credito d’imposta per la riqualificazione energetica viene esteso alle singole unità immobiliari.

L’Ecobonus vale anche per l’edilizia popolare.

Legge di bilancio 2018 , ecobonus e sisma bonus

Legge di Bilancio 2018: Sismabonus

Dal 1 gennaio 2018 rientra nel Sismabonus anche l’edilizia popolare. A godere delle detrazioni sono sia gli edifici residenziali che quelli produttivi. L’incentivo per la messa in sicurezza antisismica degli edifici nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 saranno disponibili fino al 31 dicembre 2021. Il tetto di spesa per la detrazione rimane di 96.000 euro.

    • 50% detrazioni per messa in sicurezza;
    • 70% detrazioni per passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore;
    • 80% detrazioni per passaggio a due o più classi di rischio sismico inferiori.

Caso a parte i condomìni, per i quali il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio:

    • 50% detrazioni per messa in sicurezza;
    • 75% detrazioni per passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore;
    • 85% detrazioni per passaggio a due o più classi di rischio sismico inferiore.
Legge di bilancio 2018 , incentivi fiscali derivanti da ecobonus e sisma bonus

Legge di Bilancio 2018: Ecobonus + Sismabonus

La Legge di Bilancio 2018 ha consentito di cumulare Ecobonus e Sismabonus per riqualificare le parti comuni degli edifici condominiali dando così vita ad un superincentivo che prevede:

    • 80% detrazione per riqualificazione energetica e passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore a quella di partenza;
    • 85% detrazione per riqualificazione energetica e passaggio a due classi di rischio sismico inferiori a quelle di partenza.

Il super massimale si calcola sommando i due massimali previsti per i singoli incentivi: 40.000 euro Ecobonus + 96.000 euro Sismabonus = 136.000 euro moltiplicato per le unità immobiliari del condominio.

Legge di Bilancio 2018: Ristrutturazioni, Bonus Verde e Bonus Mobili

Bonus Ristrutturazioni

Il Bonus Ristrutturazioni è stato prorogato al 31 dicembre 2018. La detrazione rimane del 50% con limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (abitazioni e parti comuni dei condomìni). La detrazione vale anche per gli IACP (Istituti Autonomi per le Case Popolari).

Bonus Verde

Un incentivo nuovo valido per il solo 2018 che copre interventi su: sistemazione a verde di aree private, realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili. La detrazione, pari al 36% dell’importo speso per gli interventi con un tetto massimo di 5.000 euro, vale per ogni singola unità immobiliare. Nel caso di interventi su parti comuni esterne dei condomìni il tetto massimo va moltiplicato per le unità immobiliari che compongono il condomìnio stesso.

Bonus Mobili

Prorogato dalla Legge di Bilancio 2018 fino al 31 dicembre 2018 anche il Bonus Mobili per chi ristruttura. La detrazione è pari al 50%, con un tetto massimo di 10.000 euro, per ogni unità immobiliare a patto che i lavori siano iniziati dopo il 1 gennaio 2017. La detrazione è prevista per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (classe A per i forni).

Legge di Bilancio 2018: Dimore storiche, stabilimenti termali, polizze assicurative, edifici abusivi, edilizia ed energie rinnovabili

Dimore storiche

Dopo un periodo di sospensione sono stati riattivati i contributi per gli interventi di ristrutturazione e restauro delle dimore storiche private con plafond di 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020.

Stabilimenti termali

Nella Legge di Bilancio 2018 gli stabilimenti termali sono stati equiparati agli alberghi ed a partire dal 1 gennaio 2018 godono del tax credit fino a 200.000 mila euro di tetto massimo, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico, eliminazione delle barriere architettoniche, acquisto di mobili e componenti d’arredo, realizzazione di piscine termali ed altri interventi. Il bonus prevede una detrazione del 65% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda gli alberghi l’obbligo di adeguamento degli impianti antincendio per le attività con più di 25 posti letto è stato rinviato al 30 giugno 2019. Possono usufruirne solo se entro il 1 dicembre 2018 presentano al comando provinciale dei Vigili del Fuoco una SCIA parziale che attesti il rispetto di almeno quattro prescrizioni.

Polizze assicurative

Dal 1 gennaio 2018 sono diventate detraibili nella dichiarazione dei redditi le polizze catastrofali, ossia le polizze assicurative che coprono i danni alle abitazioni in caso di eventi calamitosi. Per questo tipo di polizze è prevista la stessa detrazione che si applica agli interessi passivi sui mutui, le spese sanitarie e le polizze vita. Tali polizze sono esenti dall’imposta sulle assicurazioni.

Demolizione edifici abusivi

Con la Legge di Bilancio 2018 è stato istituito un fondo da 10 milioni di euro (5 per il 2018 e altri 5 per il 2019) destinato alla demolizione degli edifici abusivi. 500.000 euro sono stati stanziati per la costruzione di una banca dati centralizzata presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che raccolga l’elenco di tutti gli immobili abusivi segnalati dai Comuni. La segnalazione è obbligo di legge e funzionari o dirigenti che non adempiranno all’obbligo saranno puniti con una multa di 1.000 euro.

Fondi per l'edilizia

La Legge di Bilancio 2018 ha, al suo interno, quattro emendamenti destinati a: messa in sicurezza degli edifici pubblici, messa in sicurezza del territorio e ristrutturazione dell’edilizia sanitaria. Sono stati, inoltre, previsti finanziamenti ed agevolazioni per la ricostruzione degli edifici pubblici e privati nelle zone colpite dal sisma del 2016.

Energie rinnovabili

Infine, la Legge di Bilancio 2018 ha prorogato gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 31 dicembre 2020 (produzione di biomasse, biogas e bioliquidi). Per approfondimenti su incentivi, interventi di ristrutturazione, dimore storiche, Ecobonus e Sismabonus per i condomìni, i nostri esperti sono a disposizione per dare tutte le informazioni del caso.

Per saperne di più sugli incentivi, su come funzionano e sui nostri servizi consulta le pagine dedicate alla nostra Divisione ESCo.

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Ristrutturazioni edilizie: il nuovo Sisma bonus condomini

Sisma bonus per la riqualificazione sismica dei condomini . ristrutturazioni edilizie
Sisma bonus per la riqualificazione sismica dei condomini . ristrutturazioni edilizie

Ristrutturazioni edilizie: il nuovo Sisma bonus condomini

Con le Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2003 (Ordinanze P.C.M. 3274/2003 e 3316/2003) ed i successivi Provvedimenti del 2010 (Circolare DPC/SISM/0031471 21 aprile 2010 – Circolare DPC/SISM/0075499 07 ottobre 2010) ha stabilito l’obbligo dell’analisi di vulnerabilità sismica.

Al fine di incentivare l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio italiano è stato attivato il Sisma bonus condomini che permette di detrarre spese fino all’85% per interventi di miglioramento sismico degli edifici esistenti. 

Per gli interventi antisismici a partire dal 2018 sarà inoltre possibile cedere la detrazione fiscale a soggetti terzi come l’impresa edile che realizza gli interventi.

La detrazione si trasforma, quindi, in credito d’imposta usufruibile in 5 anni.

Ristrutturazioni edilizie: Come funzione la cessione del credito d’imposta?

L’Agenzia delle Entrate dopo aver stabilito che il condomino può cedere l’intera detrazione che gli spetta, decreta che essa può essere calcolata in due modi:

Primo modo

Sulla base della sua quota sulla spesa approvata dalla delibera assembleare per l'esecuzione dei lavori.

Secondo modo

Sotto forma di cessione del credito d'imposta, tenendo in considerazione le spese sostenute dal condominio nel periodo d'imposta.

È però vietata la cessione anche parziale del credito d’imposta a intermediari finanziari e a istituti di credito.

Quando si può accedere al credito d’imposta?

Il credito d’imposta è disponibile secondo quanto specificato dall’Agenzia delle entrate a partire dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. Nel caso di credito d’imposta ceduto a fornitori invece si considera il periodo successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura.

I servizi di EDILVI ESCo

EDILVI ESCo può fornire le opere di miglioramento sismico ed essere successivamente remunerata con la cessione del credito d’imposta. Per saperne di più sugli incentivi fiscali consulta le pagine dedicate alla nostra Divisione ESCo nel sito.

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Sisma Bonus condomini (parti comuni). Il miglioramento sismico e la salvaguardia del patrimonio edilizio esistente

Sisma bonus per la riqualificazione sismica dei condomini
Sisma bonus per la riqualificazione sismica dei condomini

Sisma Bonus per i condomini (parti comuni). Il miglioramento sismico e la salvaguardia del patrimonio edilizio esistente

L’Italia è un Paese ad altissimo rischio sismico.

Si trova infatti sulla faglia che delimita le zolle tettoniche europea ed africana. La faglia percorre tutta l’Italia dalla Sicilia alla dorsale appenninica per poi salire nella pianura Padana e virare verso il Friuli Venezia Giulia correndo ai piedi delle Prealpi. Lo scontro tra le due zolle spinge la penisola verso la zona dei Balcani provocando terremoti ad un ritmo medio di uno ogni due anni e mezzo. Gran parte del territorio italiano si trova in zona sismica 1 o 2, considerate le classi di maggior rischio.

In 156 anni, infatti, si sono succeduti ben 50 terremoti con magnitudo pari o superiore a 5,5 gradi della scala Richter. Tra questi, quattro hanno superato il grado 7 della scala Richter. Ognuno di questi terremoti ha provocato distruzione, morti e feriti (il numero dei morti complessivi supera i 164mila). Intere città e paesi sono stati distrutti ed il crollo di case, palazzine ed in generale degli edifici ha avuto pesanti ripercussioni sulla vita dei cittadini. Per non parlare poi del patrimonio storico ed artistico pesantemente danneggiato.

Sisma bonus per la riqualificazione sismica dei condomini

I terremoti. Quando e dove.

Tra i 50 terremoti alcuni sono entrati nella memoria storica degli italiani:

    • 1873 – Terremoto di Belluno, Vittorio Veneto e Conegliano (Veneto);
    • 1883 – Ischia (Campania)
    • 1887 – Imperia (Liguria)
    • 1905 – Lamezia Terme (Calabria)
    • 1908 – Messina e Reggio Calabria (Sicilia e Calabria)
    • 1915 – Arezzo (Toscana)
    • 1920 – Massa Carrara (Toscana)
    • 1930 – Irpinia (Campania)
    • 1936 – Belluno, Vittorio Veneto e Conegliano (Veneto)
    • 1968 – Valle del Belice (Sicilia)
    • 1976 – Udine (Friuli Venezia Giulia)
    • 1980 – Irpinia (Campania)
    • 1997 – Assisi (Umbria)
    • 2008 – L’Aquila (Abruzzo)
    • 2012 – Modena e Reggio Emilia (Emilia Romagna)
    • 2016 – Amatrice (Lazio e Marche)

La normativa di riferimento

In seguito al terremoto dell’Umbria del 1997 lo Stato Italiano ha effettuato una profonda revisione della normativa antisismica al fine di tutelare le persone ed il patrimonio edilizio esistente. Con le Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2003 (Ordinanze P.C.M. 3274/2003 e 3316/2003) ed i successivi Provvedimenti del 2010 (Circolare DPC/SISM/0031471 21 aprile 2010 – Circolare DPC/SISM/0075499 07 ottobre 2010) ha stabilito: la classificazione sismica del territorio nazionale, le normative tecniche per le costruzioni in zona sismica e l’obbligo di esecuzione dell’analisi di vulnerabilità sismica per gli edifici strategici e rilevanti in zona sismica 1, 2 e 3.

L’esecuzione dell’analisi di vulnerabilità sismica per gli edifici strategici e rilevanti è, dunque, un obbligo di legge.

Soggetti obbligati

L’obbligo di sottoporre un edificio all’analisi di vulnerabilità sismica è in vigore per proprietari pubblici e privati (tra cui proprietari e/o gestori di attività commerciali e sanitarie) di edifici ed opere infrastrutturali di interesse strategico o rilevante. Nel caso in cui, in seguito all’analisi di vulnerabilità sismica, risulti l’inadeguatezza strutturale dell’edificio i proprietari devono tenere conto della necessità di realizzare gli interventi di adeguamento sismico ed inserirli nei piani finanziari dell’edificio stesso. In caso di terremoto, e di mancata esecuzione dell’analisi, i soggetti proprietari e/o gestori sono responsabili penalmente.

Il Sisma Bonus per i condomìni (parti comuni)

Per favorire il miglioramento sismico degli edifici, ed in particolare dei condomìni, il Governo, a partire dal 2017, ha dato vita all’incentivo Sisma Bonus che prevede la possibilità di detrarre spese fino all’85% per interventi di miglioramento sismico degli edifici esistenti, di una o più classi sismiche rispetto a quella di partenza. Nel caso delle parti comuni dei condomìni è prevista la possibilità per i soggetti aventi diritto alla detrazione d’imposta, di cedere tale detrazione fiscale a soggetti terzi (compresa l’impresa edile che realizza gli interventi). Le detrazioni fiscali si trasformano così in credito d’imposta usufruibile in 5 anni.

Per le parti comuni dei condomìni sono previste le seguenti detrazioni:

    • 75% di detrazione fiscale con il miglioramento di 1 classe di rischio sismico fino ad un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (appartamento o ufficio);
    • 85% di detrazione fiscale con il miglioramento di 2 o più classi di rischio sismico fino ad un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (appartamento o ufficio).

Il valore della detrazione si determina in base al miglioramento previsto, ossia in base alla differenza tra la classe di rischio attuale di partenza e la classe finale attribuita all’edificio grazie agli interventi di miglioramento.

All’interno del Sisma Bonus per i condomìni (parti comuni) sono comprese anche le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria.

La classificazione sismica degli edifici esistenti e la scheda di asseverazione della classe di rischio sismico

L’Allegato A al DM 65/2017 ha definito 8 classi di rischio sismico per gli edifici.

La classe di rischio di un edificio si determina in cinque fasi (analisi storico documentale, rilievo dell’edificio, studio dei materiali, costruzione del modello di calcolo, e determinazione della classe). Il risultato porta all’ottenimento della scheda di asseverazione della classe di rischio sismico attuale.

Successivamente, ottenuta la classe di rischio sismico di partenza si procede con la realizzazione del progetto di miglioramento, che va poi presentato alle Amministrazioni competenti per le dovute approvazioni. Ottenuti i permessi, si arriva al certificato di asseverazione della nuova classe di rischio sismico. Il confronto tra la vecchia classe di rischio e la nuova determina il valore delle detrazioni.

La scheda di asseverazione della classe di rischio sismico va redatta e firmata da un professionista incaricato.

Sisma bonus per la riqualificazione sismica degli edifici esistenti

I servizi di EDILVI ESCo

EDILVI ESCo, grazie ai suoi professionisti interni, è in grado di dare il massimo supporto agli amministratori di condomìni ed ai proprietari e/o gestori di attività per l’ottenimento dell’Attestato di asseverazione del rischio sismico. Inoltre, in quanto azienda di servizi per le costruzioni può seguire tutta la fase progettuale, la fase di realizzazione degli interventi fino ad arrivare all’ottenimento dei benefici ed alla gestione degli stessi con il meccanismo del credito d’imposta.

Per saperne di più scarica la nostra Guida al Sisma Bonus per i condomìni (parti comuni).

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Novità per Ecobonus e Sismabonus nel 2018

Ecobonus e sismabonus ristrutturazione e riqualificazione
Ecobonus e sismabonus ristrutturazione e riqualificazione

Novità per Ecobonus e Sismabonus nel 2018

Visto l’enorme successo avuto nel corso del 2017 per Ecobonus e Sismabonus il Governo ha proposto una proroga di questi incentivi anche per il 2018. I nuovi incentivi sono contenuti nella Legge di Bilancio 2018 attualmente in fase di approvazione.

Ma che cosa sono Ecobonus e Sismabonus?

Ecobonus e sismabonus sono incentivi che complessivamente coprono le spese dal 50% all’85% per numerosi interventi di riqualificazione energetica e sismica. Grazie ad essi nel 2017 sono stati investiti 28 miliardi di euro e la ristrutturazione è quindi stata l’elemento trainante del settore.

Le novità 2018

Il governo ha quindi proposto di prorogare questi incentivi anche per il prossimo anno, permettendo a molte famiglie di valutare la ristrutturazione e riqualificazione della propria casa.

In particolare, secondo le proposte del ministro Delrio le novità per il 2018 saranno:

    • Proroga pluriennale per le detrazioni del 50% per interventi di ristrutturazione fino 96mila euro di spesa (per le singole abitazioni e per i condomini, compresa la manutenzione ordinaria)
    • Proroga di 5 anni per l’Ecobonus al 65% per interventi di efficienza energetica
    • Proroga di 5 anni per il Sismabonus per gli interventi di riqualificazione sismica

Inoltre per l’Ecobonus e per il Sismabonus saranno previste delle percentuali di maggior rilevanza per gli interventi più incisivi e per i casi in cui la riduzione di classificazione di rischio sismico dell’edificio sia particolarmente alta o effettuata su condomini.

Inoltre, la cessione del credito d’imposta corrispondente alla detrazione fiscale sarà possibile sia per gli interventi sulle parti comuni dei condomini che sulle singole unità immobiliari.

L’impresa o il fornitore che acquisterà il credito d’imposta potrà a sua volta cederlo ad altri soggetti; mentre solo gli incapienti potranno cedere il credito alle banche.

Ecobonus e sismabonus ristrutturazione e riqualificazione

Anche giardini ed elettrodomestici

Grande novità è inoltre l’agevolazione per il verde privato o condominiale. La categoria comprende giardini, coperture di parcheggi, piazzali, lastrici solari e tetti e per la loro realizzazione o sistemazione verranno incentivati gli impianti di irrigazione, gli interventi stessi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni. L’incentivo permetterà di ottenere detrazioni fino al 36% su spese fino a 5000€.

Con “sistemazione a verde” si intedono: la fornitura e la messa a dimora di piante, alberi o arbusti; la riqualificazione di tappeti erbosi (purché non siano tappeti erbosi ad uso sportivo per fini di lucro), il restauro ed il recupero del verde di giardini di interesse storico ed artistico e la realizzazione di giardini pensili.

La detrazione per i giardini sarà riconosciuta anche agli interventi eseguiti su parti comuni dei condomini e su una spesa massima, per unità immobiliare, di 5000 euro.

Confermato tra gli incentivi anche il Bonus Mobili ossia la possibilità di detrarre il 50% (con massimale di 10mila €) per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A+, anche nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a partire da gennaio di quest’anno.

Ecobonus e sismabonus ristrutturazione e riqualificazione

Se siete interessati a saperne di più sugli incentivi fiscali e sui servizi  della nostra Divisione ESCo a Treviso ed in Veneto vi invitiamo a consultare le pagine dedicate all’interno del nostro sito.

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Incentivi per l’efficienza energetica: 8 milioni di euro alle imprese della provincia autonoma di Trento

Incentivi per l'efficienza energetica Trento PMI
Incentivi per l'efficienza energetica Trento PMI

Incentivi per l’efficienza energetica: 8 milioni di euro alle imprese della provincia autonoma di Trento

Anche la provincia autonoma di Trento dà il via agli incentivi per l’efficienza energetica nelle PMI: saranno stanziati 8 milioni di euro (fonte: edilportale.com) per le imprese che effettueranno dei miglioramenti strutturali o impiantistici volti al risparmio energetico.

Gli interventi finanziati

Il bando prevede che gli incentivi per l’efficienza energetica coprano diversi interventi che riguardano l’isolamento termico delle strutture, l’efficientamento o la sostituzione di sistemi di riscaldamento e raffrescamento e l’adozione di sistemi di gestione e monitoraggio dell’energia.

Nel dettaglio gli interventi ammessi riguardano:

    • Pompe di calore;
    • Collettori solari;
    • Caldaie a biomassa;
    • Ottimizzazione energetica di impianti di illuminazione;
    • Coibentazione di coperture e di pavimenti di edifici esistenti;
    • Coibentazione di coperture e di pavimenti di edifici esistenti;
    • Coibentazioni termiche delle pareti esterne;
    • Sostituzione di finestre, portefinestre e di chiusure trasparenti;
    • Cogenerazione ad alto rendimento;
    • Impianti fotovoltaici.
Incentivi per l'efficienza energetica Trento PMI

I requisiti per accedere agli incentivi per l’efficienza energetica

Possono accedere agli incentivi per l’efficienza energetica le piccolemedie e grandi imprese iscritte nel Registro delle Imprese della Provincia di Trento. Le aziende possono rivolgersi a ESCo (Energy Service Company)  per la gestione delle pratiche e per effettuare la diagnosi energetica preventiva obbligatoria. I fondi sono infatti stanziati solamente alle imprese che dimostrano attraverso un energy audit l’efficacia degli interventi proposti.

Come presentare la domanda

Per ottenere gli incentivi per l’efficienza energetica è necessario presentare la domanda di ammissione entro il 15 ottobre 2017 presso l’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo apiae.contr.prominv@pec.provincia.tn.it oppure tramite l’apposita piattaforma on line che verrà messa a disposizione dei richiedente dall’ente istruttore. Per ciascuna tipologia di intervento è necessario presentare una domanda autonoma.

Il contributo viene erogato a termine dei lavori dopo la rendicontazione delle spese sostenute, ma è possibile ottenere un anticipo fino al 50% su richiesta dell’azienda interessata previa attestazione dell’avvio dell’investimento e della presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa.

Incentivi per l'efficienza energetica Trento PMI

Veneto: apre il bando per l’efficientamento energetico delle PMI

bando per l efficientamento energetico in veneto
bando per l efficientamento energetico in veneto

Veneto: apre il bando per l’efficientamento energetico delle PMI

Se sei una PMI operante nella regione Veneto, hai tempo dal 15 Giugno fino al 31 Luglio 2017 per presentare la tua domanda e partecipare al bando per l’efficientamento energetico e la tutela ambientale. All’interno del bando vengono descritte le azioni per le quali si possono ottenere i contributi.
Ma attenzione: per poter accedere ai contributi a fondo perduto dovrai aver effettuato una diagnosi energetica preliminare, entro il 31 Luglio.

Le fasi del bando per l’efficientamento energetico

Fase 1

Requisito essenziale ai fini della presentazione della domanda è aver svolto una diagnosi energetica finalizzata a valutare, prima dell’intervento, il fabbisogno energetico annuo complessivo dell’unità oggetto del progetto, e ad individuare le opportunità di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni di CO2. Sono ammissibili tutte le diagnosi eseguite dal 19 Luglio 2016 fino alla scadenza di presentazione della domanda per partecipare al bando per l’efficientamento energetico.

Fase 2

Avvio del progetto di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di gas CO2, basandosi sui risultati ottenuti dalla diagnosi svolta precedentemente, tramite due tipologie di interventi:
• Progetti finalizzati all’aumento dell’efficienza energetica e riduzione delle emissioni dell’unità operativa oggetto dell’intervento
• Progetti di autoconsumo da fonti rinnovabili.
Gli interventi devono essere avviati successivamente alla diagnosi, pena la decadenza del contributo.

Fase 3

Valutazione successiva all’intervento effettuato, al fine di verificare il raggiungimento dell’obiettivo di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni prefissato in fase 1.
La relazione tecnica o la diagnosi che attestino il raggiungimento dell’obiettivo, devono essere presentate a completamento degli interventi eseguiti nella fase 2.
Il progetto verrà ammesso all’agevolazione se concluso e operativo entro il 16 Luglio 2018; non verranno ammessi invece tutti i progetti terminati o completamente attuati prima della domanda di presentazione.

Le agevolazioni

L’agevolazione concessa sarà pari a:

    • un massimo di 150.000,00 € per una spesa rendicontata e ammessa pari o superiore a 500.000,00 €;
    • un limite minimo di 30.000,00 € per una spesa rendicontata e ammessa pari a 100.000,00 €.

Non saranno prese in considerazione domande di partecipazione per progetti che presentano spese, pur ammissibili, di importo inferiore a 100.000,00 €

Le domande dovranno essere presentate nella piattaforma telematica SIU della Regione Veneto dalle ore 10.00 del 15 giugno 2017 alle ore 18.00 del 31 luglio 2017.

bando per l efficientamento energetico in veneto

Friuli: 600.000 euro alle PMI per la Diagnosi Energetica

bando per le pmi friuli venezia giulia
bando per le pmi friuli venezia giulia

Friuli: 600.000 euro alle PMI per la Diagnosi Energetica

E’ ufficialmente aperto il bando per le PMI del Friuli Venezia Giulia per la realizzazione di diagnosi energetiche finalizzate alla valutazione del consumo di energia e al risparmio energetico conseguibile.

Quando

Coloro che fanno domanda per accedere al bando per le PMI del Friuli Venezia Giulia devono seguire un percorso stabilito che prevede di:

    • eseguire la diagnosi entro 3 mesi dalla data di concessione;
    • effettuare almeno un intervento di efficientamento energetico entro 2 anni dalla data di consegna del rapporto di diagnosi;
    • consegnare alla regione il rendiconto delle operazioni effettuate entro 30 giorni dalla fine dell’ultimo intervento.

Gli incentivi

L’ammontare a disposizione della Regione è di 600.000€ e il contributo per le PMI sarà riconosciuto sotto forma di conto capitale a copertura del 50% della spesa per la realizzazione di ciascuna diagnosi energetica, fino ad un massimo di 5.000€ a contributo.

Gli interventi di diagnosi energetica devono essere eseguiti da società di servizi energetici, esperti in gestione dell’energia o auditor energetici come Edilvi divisione ESCo.

bando per le pmi friuli venezia giulia

Spese ammissibili

Tutte le spese documentate, al netto di IVA e altre imposte, che le PMI hanno sostenuto a partire dal giorno seguente la presentazione della domanda per il contributo, sono ammissibili.

ATTENZIONE!

La domanda si intende valida solo se:

    • è trasmessa tramite casella PEC dell’azienda richiedente;
    • è sottoscritta con firma del legale rappresentante dell’impresa richiedente.

Scadenza

La presentazione della domanda per il contributo (disponibile QUI) può essere effettuata dal giorno 15 Maggio 2017 fino al 30 Giugno 2017 alle ore 16.30.

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