fbpx

L’Europa propone l’obbligo del fotovoltaico dal 2030!

fotovoltaico: obbligo dal 2030 dall'Unione Europea
fotovoltaico: obbligo dal 2030 dall'Unione Europea

L'Europa propone l'obbligo del fotovoltaico dal 2030!

La Commissione Europea pubblica un pacchetto di proposte che include l’obbligo fotovoltaico su tetti entro il 2030. Questo è un pacchetto volto a due principali motivi:

Differenziare l’importazione energetica italiana e abbassare la dipendenza da Russia e gli altri stati esportatori;
Accelerare rapidamente la transizione ecologica, con fonti di energia rinnovabili per luce e gas.

Durante la settimana scorsa l’Unione Europea e in particolare la commissione Europea di Bruxelles e la presidentessa Ursula von der Leyen ha presentato un nuovo pacchetto di proposte che include l’obbligo del fotovoltaico per molti edifici.

L’obiettivo è chiaro e semplice e si basa su due principali punti attuali:

1. Transizione Energetica verso fonti di tipologia rinnovabile, abbassando l’impatto ambientale degli degli stati membri per il consumo di energia;
2. Diversificare le fonti di approvvigionamento di energia e internalizzare la produzione negli stati membri.

Gli stati europei sono tra gli stati che hanno un impatto maggiore a livello di produzione di CO2 e di consumo di fonti di origine non rinnovabile, basti pensare che ancora oggi il 40% dell’elettricità italiana viene generata da gas naturale e, in una minoranza di stati, il carbone è ancora una delle fonti principale di produzione di energia.

Le constatazioni scientifiche sulla necessità di avere una svolta green per l’economia dei paesi occidentali e non, è ormai fuori discussione! Ma non è ancora stato fatto abbastanza! Solo nell’ultimo anno in Italia la percentuale di energia con origine rinnovabile si è avvicinata a quella non rinnovabile.

Un altro fattore decisivo per questo pacchetto di proposta è la crisi energetica che stiamo vivendo causata proprio dalla dipendenza energetica degli stati membri rispetto al gas russo.

Internalizzare la produzione e renderla green permetterebbe quindi di uscire dalla dipendenza di gas russo riducendo allo stesso tempo l’impatto comunitario.

Cosa implica questo pacchetto di proposte?

Innanzi tutto questo è un pacchetto di proposte è stato presentato in un documento ufficiale dell’Unione Europea. Il piano, denominato REPowerEU, apporterà agli stati membri circa 210 miliardi di euro che saranno disponibili dalla seconda metà del 2022 fino al 2027.

L’effetto di questo piano dovrebbe portare anche alla risparmio di almeno 100 miliardi di euro all’anno che vengono spesi per importare energia dagli stati esteri.

Obbligo del fotovoltaico: quali sono i punti del programma?

Il principale punto del programma, su cui si concentra la maggior parte delle attenzione è appunto l’obbligo di installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto.

Questo significa che dovrai installare per legge un pannello sulla tua villa? In realtà no. Questo obbligo farà affidamento solo edifici pubblici e commerciali in primis e successivamente quelli residenziali di nuova costruzione.

• Nel 2026, obbligo pannelli solari su edifici pubblici e commerciali di nuova costruzione;
• Nel 2027, obbligo pannelli solari su tutti gli edifici pubblici e commerciali, vecchi e nuovi;
• Nel 2029, obbligo pannelli solari su edifici residenziali, ma solo di nuova costruzione.

Una deroga a tale regola però ce l’avranno le infrastrutture con una superficie utilizzabile inferiore ai 250 m². Questo però risulta anche un invito ai cittadini di fare la propria parte, installando impianti solari e attivare le offerte luce per il fotovoltaico ad hoc, garantendo un risparmio dato dalla produzione stessa.
Con questa proposta la commissione vuole incrementare la produzione di fonti rinnovabili all’interno dell’Unione arrivando al 45% in 8 anni da oggi, il piano sarebbe quindi passare a 600 GW entro il 2030, cifra che al momento sembra veramente ottimista vista la produzione attuale.

L'obbligo fotovoltaico però non è il solo. Come raddoppiare l'Idrogeno.

Un altro punto forte del nuovo piano di investimenti per il 2030 è quello di aumentare la produzione e l’applicazione dell’idrogeno per utilizzi energetici. Entro quella data si vuole inoltre aumentare la produzione a 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile all’interno dell’Unione.

Fonte: https://energia-luce.it/news/repowereu-obbligo-fotovoltaico/

Edilizia scolastica e contratti EPC: la riqualificazione della scuola di Meleto Valdarno

Edilizia pubblica riqualificazione scuola Meleto Valdarno
Edilizia pubblica riqualificazione scuola Meleto Valdarno

Edilizia scolastica e contratti EPC: la riqualificazione della scuola di Meleto Valdarno a Cavriglia, un nuovo edificio nZEB

Nell’estate 2020 Edilvi ha eseguito un’importante riqualificazione energetica della ex scuola primaria della frazione Meleto di Cavriglia (provincia di Arezzo), scuola ora adibita ad uffici scolastici. I lavori, iniziati il 01 luglio 2020 sono stati conclusi ufficialmente il 29 settembre scorso, e hanno consentito di trasformare l’edificio scolastico in un edificio nZEB (ad energia quasi zero).

Edilizia pubblica: contratto EPC e incentivo Conto Termico 2.0, il giusto mix per riqualificare

La riqualificazione è avvenuta attraverso la stipula di un contratto EPC (Energy Performance Contract), dopo apposita gara pubblica, ai sensi del D.Lgs. 102/2014. L’importo lavori è di 319.304,73 € di cui 176.962,50 € coperti con i fondi dell’incentivo Conto Termico 2.0. (D.M. 02 febbraio 2016). Il restante importo verrà coperto dal Comune attraverso la corresponsione di un canone mensile all’azienda Edilvi, spalmato su 20 anni di contratto di collaborazione.

EDILVI come unico referente dalla progettazione alla realizzazione degli interventi

All’intervento, eseguito in poco più di un mese e mezzo (al netto della pausa estiva), è preceduto un lavoro preparatorio eseguito da Edilvi, in qualità di General Contractor ed unico referente, che ha compreso:

    • diagnosi energetica;
    • sviluppo del contratto EPC sulla base di calcoli volti all’ottenimento di un livello significativo di risparmio energetico ed economico per la gestione dell’edificio, stimato nel 77% rispetto ai costi di gestione dell’energia pre-intervento;
    • rilievi in loco con tecnologia laser scanner;
    • progettazione con metodo BIM (Building Information Modeling) ed ingegnerizzazione degli interventi di riqualificazione energetica;
    • ingegnerizzazione preventiva della gestione del cantiere e delle fasi di intervento.

Gli interventi eseguiti sono i seguenti:

    • realizzazione del cappotto termico sulle pareti perimetrali dell’edificio;
    • rifacimento del manto di copertura con pannelli sandwich isolanti;
    • sostituzione dei serramenti;
    • sostituzione dei sistemi di riscaldamento preesistenti con pompa di calore elettrica;
    • installazione di un impianto fotovoltaico da 6kW per coprire i consumi elettrici dell’edificio;
    • sostituzione dell’impianto di illuminazione preesistente con corpi illuminanti a LED con regolazione DALI;
    • installazione di un impianto di building automation per la telegestione degli impianti termici;
    • installazione dell’impianto di raffrescamento estivo;
    • installazione dell’impianto di ventilazione meccanica controllata;
    • realizzazione di opere di abbattimento delle barriere architettoniche;
    • opere di redistribuzione delle pareti divisorie delle sale interne;
    • rifacimento della pavimentazione;
    • interventi strutturali localizzati per migliorare il comportamento sismico.

Edilizia pubblica verso il futuro: contabilizzazione da remoto e manutenzione preventiva

Inoltre Edilvi, per tutta la durata del contratto (20 anni), si occuperà della gestione e della manutenzione degli impianti attraverso sistemi di contabilizzazione da remoto (con sensori installati in loco) e di manutenzione preventiva in loco; garantendo un costante controllo dell’andamento dei consumi, il corretto funzionamento degli impianti, la loro efficienza e l’ottimale taratura.

Riqualificazione degli edifici pubblici: le buone pratiche

“Si tratta di un esempio di buone pratiche – commenta l’Amministratore Delegato di Edilvi Diego Pavan – che dimostra come sia possibile riqualificare gli edifici pubblici, ed in particolare le scuole, grazie ad una proficua collaborazione tra settore pubblico e privato. Tali interventi consentono di trasformare il patrimonio immobiliare esistente ed il settore dell’edilizia pubblica restituendo alla cittadinanza edifici più confortevoli ed efficienti, nonché di ottenere consistenti risparmi per gli Enti Pubblici che, alla scadenza del contratto EPC, saranno i diretti fruitori del risparmio energetico garantito dagli interventi. Infine, grazie all’efficientamento energetico si abbattono nettamente le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, contribuendo così a salvaguardare l’ambiente”.

Per saperne di più

Se sei un amministratore pubblico o un dirigente pubblico e ti interessa saperne di più su come sia possibile applicare i contratti EPC ed ottenere gli incentivi del Conto Termico per riqualificare gli edifici pubblici di competenza del tuo Comune o dell’Ente di cui fai parte, contattaci per richiedere maggiori informazioni e scarica le nostre guide di approfondimento.

Scarica
la guida

Efficientamento energetico edifici pubblici in Veneto: i bandi della Regione in scadenza a marzo 2020

Efficientamento energetico edifici pubblici in Veneto
Efficientamento energetico edifici pubblici in Veneto

Efficientamento energetico edifici pubblici in Veneto: i bandi della Regione in scadenza a marzo 2020

A marzo 2020 scadranno due importanti bandi della Regione del Veneto per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici.  Ambedue parte del POR-FESR 2014-2020 Asse 4 “Sostenibilità energetica e qualità ambientale”, Azione 4.1.1 “Promozione dell’ecoefficienza e riduzione dei consumi di energia primaria negli edifici o strutture pubbliche o a uso pubblico e integrazione di fonti rinnovabili” mettono sul piatto, rispettivamente:

    • 10 milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica destinati alla riqualificazione delle case ATER;
    • e 25 milioni di euro per l’efficientamento energetico di edifici pubblici a destinazione non residenziale.

Andiamo ora a vedere più nel dettaglio i due bandi.

Efficientamento energetico edifici pubblici: 25 milioni per il patrimonio pubblico non residenziale

Ad agosto 2019 la Regione del Veneto ha approvato un bando pubblico volto alla “Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici, installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio ed ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici”.

Il bando, che scade il prossimo 6 marzo, è destinato all’efficientamento energetico ed alla digitalizzazione di edifici strategici o rilevanti per la prevenzione del rischio sismico (OPCM 3685/2003 e DGR 3645/2003). In parole semplici: il bando si rivolge a tutti quegli edifici di proprietà degli Enti Locali, che si trovano nel territorio della Regione Veneto, e che è necessario rimangano operativi nel caso in cui si verificasse un terremoto.

I fondi sono destinati ad edifici che non necessitano di lavori di adeguamento o miglioramento strutturale, o ad edifici per i quali si sta procedendo all’adeguamento o miglioramento sismico. Dunque, ad edifici che presentano già un certo grado di sicurezza. (Deliberazione della Giunta Regionale n. 1969 del 23 dicembre 2019 che modifica la Deliberazione n. 1242 del 20 agosto 2019)

Spesa minima ammissibile

200.000,00 euro

Contributo massimo

1.500.000,00 euro per intervento

Superficie minima

500mq di superficie utile

Efficientamento energetico edifici pubblici: 10 milioni per l'edilizia residenziale pubblica

La DGR nr. 1633 del 05 novembre 2019 ha destinato all’efficientamento energetico delle case ATER, presenti nel territorio regionale, 10 milioni di euro. La scadenza per partecipare al bando è il 02 marzo 2020.

Non sono ammessi edifici oggetti di contratto EPC (contratto di prestazione energetica); l’intervento deve essere effettuato mediante contratto di appalto. Non beneficiano del contributo gli interventi effettuati prima del 01 gennaio 2019. Non sono ammessi:

    • interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio;
    • spese per ampliamenti,
    • acquisto di terreni;
    • acquisto di fabbricati;
    • locazione di immobili;
    • acquisto di materiale usato;
    • oneri finanziari;
    • oneri inerenti conti bancari;
    • eventuali obblighi di iscrizioni in bilancio delle immobilizzazioni;
    • ammende, penali e spese per controversie legali;
    • spese per la predisposizione della rendicontazione, il caricamento della domanda di sostegno e di pagamento;
    • spese per il personale.

Sono previste, inoltre, limitazioni per l’installazione di caldaie a biomassa nei Comuni con alti valori di PM10.

Infine, saranno previste delle premialità nei punteggi per livelli di progettazione avanzati.

Spesa minima ammissibile

200.000,00 euro

Contributo massimo

2.000.000,00 euro per intervento

Superficie minima

500mq di superficie utile

Le spese non coperte dal contributo dovranno essere finanziate dall’Ente beneficiario con risorse proprie o con ulteriori contributi di diversa origine. Il contributo regionale, infatti, è cumulabile con altre forme di sostegno fino al 100% della spesa ammessa al contributo.

I servizi di EDILVI, energy service company in Veneto

EDILVI, oltre ad essere impresa edile a Treviso dal 1984, è dal 2011 una Energy Service Company in Veneto attiva nell’efficientamento energetico di edifici pubblici. Oltre alla consulenza ed alla realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica, possiamo offrire agli Enti Locali, alle ATER ed alla Pubblica Amministrazione, consulenza nel settore degli smart building, della gestione e contabilizzazione dei consumi energetici da remoto, e della building automation.

Scopri
la Divisione ESCo

Bonus casa 2020: cosa è cambiato con la nuova Legge di Bilancio

bonus casa 2020 copertina
bonus casa 2020 copertina

Bonus casa 2020: ecco cosa è cambiato con la nuova Legge di Bilancio

A circa un mese dall’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio facciamo, come ormai nostra tradizione, una panoramica sui bonus per la casa. I bonus casa 2020 vedono una sostanziale conferma per quanto riguarda percentuali, massimali di detrazione, quote annuali e cessione del credito. Tuttavia non mancano sorprese e scossoni: prima tra tutte la limitazione dello sconto in fattura alle riqualificazioni di primo livello per interventi di efficientamento energetico, su edifici condominiali, di importo superiore ai 200mila euro e l’abrogazione della cessione del credito per l’installazione di impianti fotovoltaici.

Qui di seguito eccovi una carrellata sui principali bonus casa 2020.

Ecobonus 2020

L’ecobonus 2020 dedicato ai condomini rimane invariato e scadrà il 31 dicembre 2021. L’ecobonus 2020 dedicato alle singole unità immobiliari scadrà il 31 dicembre 2020 e si potrà recuperare in 10 anni. Le percentuali applicabili saranno due 65% e 50% a seconda degli interventi.

Interventi al 65%:

    • riqualificazione energetica globale dell’edificio;
    • lavori sull’involucro;
    • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione in classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
    • sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;
    • acquisto e posa in opera di microcogeneratori in sostituzione degli impianti esistenti.

Interventi al 50%:

    • sostituzione di finestre comprensivi di infissi;
    • acquisto e posa in opera di schermature solari;
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione in classe A;
    • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti a biomassa.
bonus casa 2020 ecobonus

Sconto in fattura e cessione del credito

Lo sconto in fattura, introdotto dal Decreto Crescita di aprile 2019, è stato fortemente limitato. Se prima era applicabile a tutti gli interventi riguardanti ecobonus e sisma bonus, sia per condomini che per singole unità immobiliari, con la nuova Legge di Bilancio 2020 lo sconto in fattura si applica solo sugli edifici condominiali nel caso in cui si effettuino interventi di ristrutturazione di primo livello, inerenti l’efficientamento energetico dell’edificio, con importo lavori superiore ai 200mila euro. Tradotto: interventi che riguardino più del 50% della superficie lorda complessiva dell’edificio per quanto riguarda l’involucro, ed allo stesso tempo vadano ad ammodernare l’impianto termico per la climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio. Lo sconto in fattura può essere recuperato in 5 anni.

Rimangono invariate le regole per la cessione del credito che si applica a ecobonus condomini, ecobonus singole unità immobiliari e sisma bonus condomini. Non è possibile la cessione del credito per il sisma bonus sulle singole unità immobiliari ed è stata tolta la possibilità di cedere il credito per l’installazione dei pannelli fotovoltaici.

bonus casa 2020 sconto in fattura

Sisma bonus 2020

Il sisma bonus, la detrazione dedicata al miglioramento sismico dei condomini e delle singole unità immobiliari, rimane pressoché invariato con scadenza al 31 dicembre 2021.

Rientra nelle detrazioni previste dal sisma bonus anche l’acquisto di case antisismiche, situate in zona sismica 1, 2 o 3, demolite e ricostruite da imprese edili e messe in vendita entro 18 mesi dalla data di fine lavori. La detrazione è pari al 75% del prezzo di vendita se l’intervento ha comportato la diminuzione di una classe di rischio sismico ed all’85% del prezzo di vendita nel caso in cui l’intervento abbia portato al miglioramento di due o più classi sismiche.

Bonus casa 2020 sismabonus

Bonus ristrutturazioni ed acquisto di immobili ristrutturati

Il bonus ristrutturazioni è stato rinnovato alle stesse condizioni dell’anno precedente per cui sarà possibile detrarre il 50% delle spese sostenute, fino ad un massimale di 96 mila euro per unità immobiliare, e recuperare le detrazioni in 10 anni. Il bonus scadrà il 31 dicembre 2020.

Rientrano nel bonus ristrutturazioni i seguenti interventi:

    • manutenzione ordinaria;
    • manutenzione straordinaria;
    • lavori su immobili danneggiati da calamità;
    • acquisto e costruzione di box e posti auto;
    • eliminazione delle barriere architettoniche;
    • prevenzione degli illeciti;
    • cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico;
    • interventi per il risparmio energetico;
    • adozione di misure antisismiche;
    • bonifica dall’amianto;
    • messa in sicurezza contro gli infortuni domestici.

Inoltre per chi acquista un immobile ristrutturato da un’impresa di costruzioni e messo in vendita entro 18 mesi dalla data di fine lavori è prevista la detrazione del 50% sul 25% del prezzo di acquisto.

Bonus casa 2020 bonus ristrutturazioni

Altri bonus casa 2020

Monitoraggio strutturale continuo degli immobili

Sarà previsto un credito d’imposta per il monitoraggio strutturale continuo degli edifici, riconosciuto nel limite massimo di 1,5 milioni di euro per ciascun anno (2020 e 2021). Tale misura sarà regolamentata da un apposito decreto del Ministero dell’Economia.

Bonus mobili

Tra i bonus casa 2020 è stato confermato anche il bonus mobili. La detrazione sarà possibile per il 50% del prezzo di acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe A+ e superiori (classe A per i forni) destinati ad arredare un’immobile oggetto di ristrutturazione.

Bonus verde

Confermato, infine, anche il bonus verde fino al 31 dicembre 2020. La misura prevede una detrazione IRPEF del 36% delle spese sostenute, con un limite massimo di 5mila euro, per la sistemazione di aree verdi ad uso abitativo. La detrazione va ripartita in 10 rate annuali.

bonus casa 2020 bonus mobili

I servizi di EDILVI impresa edile ed ESCo a Treviso

EDILVI, impresa edile a Treviso ed Energy Service Company, si occupa di ecobonus condomini e sisma bonus condomini in provincia di Treviso, nonché di ecobonus e sismabonus per singole unità immobiliari. Scopri di più sui nostri servizi visitando la sezione dedicata nel nostro sito.

Scopri
la Divisione ESCo

Contratti EPC: riqualificazione degli edifici esistenti attraverso i contratti di efficienza energetica

contratti epc cosa sono
contratti epc cosa sono

Contratti EPC: riqualificazione degli edifici esistenti attraverso i contratti di performance energetica

I contratti EPC sono dei contratti di Performance energetica (Energy Performance Contract) applicati dalle ESCo (Energy Service Company) che consentono di fornire servizi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti o degli impianti industriali esistenti.

Che cosa sono le Energy Service Company?

I contratti EPC sono dei contratti di Performance energetica (Energy Performance Contract) applicati dalle ESCo (Energy Service Company) che consentono di fornire servizi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti o degli impianti industriali esistenti.

Remunerazione in base alle performance

Nel settore civile, i contratti EPC si applicano prevalentemente ad edifici di dimensioni medio/grandi e si possono attivare sia per gli edifici privati che per gli edifici pubblici.

I contratti di performance energetica sono una tipologia contrattualistica particolare: la remunerazione della società che fornisce i servizi energetici avviene, infatti, solo nel caso di raggiungimento di determinati obiettivi di efficienza energetica.

Tali obiettivi sono quantificati sulla base del risparmio di energia consumata, e di conseguenza sul risparmio in denaro che si ottiene in bolletta.

I servizi delle ESCo nei contratti EPC

Il ruolo delle ESCo è fondamentale nella gestione dei contratti EPC in quanto forniscono al committente servizi quali:

    • progettazione;
    • ricerca di finanziamenti;
    • realizzazione degli interventi;
    • manutenzione degli impianti dell’edificio;
    • misurazione dei risparmi energetici ottenuti dagli interventi stessi.

Forniscono, quindi, tutti i servizi necessari al raggiungimento degli obiettivi indicati all’interno del contratto: è, dunque, nell’interesse della ESCo che gli interventi vengano effettuati a regola d’arte e gli obbiettivi vengano raggiunti.

Testa il tuo contratto di Performance energetica

Chi si approccia per la prima volta ai contratti EPC e vorrebbe capire se fa al caso suo, può usufruire di un’applicazione, messa a disposizione da Guarantee (progetto europeo con l’obiettivo di favorire la diffusione dei contratti EPC), che in pochi passaggi consente di capire se questa tipologia di contratto è applicabile all’edificio che si vorrebbe efficientare.

Anche noi di EDILVI l’abbiamo testata, a titolo d’esempio, e troviamo che dia delle prime indicazioni utili sull’applicabilità di un contratto EPC per un determinato edificio.

contratti epc

Contattaci per maggiori informazioni

Vi invitiamo, dunque, a testarla e successivamente a contattarci qualora abbiate in programma l’efficientamento di:

    • Condomini;
    • Scuole;
    • Palestre o palazzetti dello sport pubblici o privati;
    • Edifici pubblici;
    • Edifici commerciali o direzionali.

Potete contattarci lasciando un commento all’articolo, scrivendo una mail a info@edilvi.it specificando nell’oggetto che siete interessati ai contratti EPC, o ancora tramite il nostro form di contatto.

Scopri
la Divisione ESCo

Riqualificazione energetica degli edifici esistenti: stato di fatto condomini

riqualificazione energetica degli edifici esistenti
riqualificazione energetica degli edifici esistenti

Riqualificazione energetica degli edifici esistenti: stato di fatto condomini

A parlare di riqualificazione energetica degli edifici esistenti e dello stato di fatto dei condomini italiani è stata Legambiente, che lo scorso 6 dicembre ha presentato un rapporto sull’attività svolta nel 2018 proprio nel settore residenziale.

Il rapporto, frutto della campagna Civico 5.0, da cui abbiamo tratto i dati inseriti nell’articolo, mette in evidenza una situazione allarmante sull’efficienza energetica del patrimonio edilizio residenziale italiano. La maggior parte dei condomini italiani sono freddi d’inverno e troppo caldi d’estate. Il 39% è in classe energetica G (la peggiore) mentre solo il 6% è in classe energetica A: muri, solai, infissi, serramenti hanno una debole tenuta termica e mancano di adeguato isolamento; spesso gli impianti sono datati e poco efficienti. Il 56% delle famiglie non sa la classe energetica di appartenenza della propria abitazione.

Una situazione preoccupante che renderà necessario nei prossimi anni programmare “seri interventi di riqualificazione e di efficientamento energetico al ritmo di 30mila condomini all’anno entro il 2030″, secondo quanto riportato da Legambiente.

I dati sui condomini

Per capire la portata del tema “riqualificazione degli edifici esistenti” riportiamo altri dati tratti dal rapporto di Legambiente:

    • 14 milioni di famiglie, in Italia, vivono in condominio;
    • i condomìni sono 1,2 milioni;
    • 9,4 milioni di persone vivono in condizione di povertà energetica;
    • 20 milioni di cittadini vivono in abitazioni fatiscenti.

E non solo:

Abitazioni in stato mediocre o pessimo in Italia
17%
Condomini costruiti prima della L. 10/1990 sull'efficienza energetica
82%
Popolazione in abitazioni umide e con muffa
23%
Persone che non possono riscaldare adeguatamente la casa
17%

Il settore residenziale, inoltre, incide per il 24% sul consumo finale totale di energia e l’Italia è al 6 posto su 28 paesi con la più alta percentuale di abitazioni umide. Ma quali sono le maggiori problematiche che si riscontrano nei condomìni?

Comportamento termico non efficiente

I condomìni monitorati da Legambiente hanno mostrato una serie di problematiche comuni che hanno messo in evidenza come il comportamento termico degli stessi sia inefficiente (sono stati monitorati 22 condomini in 12 Regioni differenti con la partecipazione di 36 famiglie).

Le cause sono state facilmente riscontrate dalle termografie:

    • debole tenuta termica delle superfici opache verticali ed orizzontali (pareti, solai, struttura portante, coperture);
    • debole tenuta termica ed ermetica di infissi, serramenti e cassonetti per gli avvolgibili;
    • ponti termici tra parete/solaio, parete/pilastro, trave/pilastro, coperture.

Ciò genera principalmente due fenomeni: la migrazione del calore verso l’esterno e temperature superficiali disomogenee che si traducono in basso confort ambientale e problemi di umidità, talvolta con generazione di muffe. Risultato: abitazioni poco confortevoli ed alti costi in bolletta (spesa media totale annua per riscaldamento ed energia elettrica di 1450 euro ad abitazione).

riqualificazione energetica degli edifici esistenti

Difficoltà di investimento

La riqualificazione degli edifici esistenti è dunque necessaria per aumentare il confort di tutti i cittadini (e chiaramente per alleggerire i costi in bolletta).

Tuttavia effettuare gli investimenti per riqualificare il proprio condominio è molto spesso difficile e legato ad alcune problematiche che Legambiente elenca con chiarezza:

    • presenza ed aumento dei conflitti condominiali;
    • emarginazione e ghettizzazione nelle periferie, in particolare nelle grandi città;
    • scetticismo su investimenti e progetti comuni da parte dei condòmini;
    • tempi decisionali lunghi del condominio e tanta burocrazia;
    • poca cura ed attenzione per le aree comuni;
    • invecchiamento della popolazione e quindi minor propensione all’ammodernamento;
    • ruolo dell’amministratore condominiale non sempre proattivo ed aggiornato;
    • aumento di decreti ingiuntivi per mancanza di liquidità e morosità;
    • aumento degli avvisi di sospensione di elettricità e gas.

Viene ritratta, dunque, una situazione economica e sociale non sempre tra le migliori che rende difficile far passare l’idea che riqualificare il proprio condominio va a beneficio di tutti, considerati anche gli incentivi a disposizione e la possibilità di ricorrere al meccanismo della cessione del credito.

riqualificazione energetica degli edifici esistenti

Riqualificazione edifici esistenti: quali opportunità?

Per tutto il 2019 sarà ancora possibile usufruire dell’Ecobonus condomini, che se abbinato al Sismabonus condomini, consente di ottenere detrazioni fiscali fino all’85% sui lavori effettuati sulle parti comuni. Con il meccanismo della cessione del credito, inoltre, si può cedere la detrazione e pagare solo la parte rimanente non coperta dalle detrazioni.

Tuttavia, la disciplina è abbastanza complicata e conviene rivolgersi ad aziende specializzate in servizi energetici che forniscono soluzioni su misura per ogni condominio.

I servizi di EDILVI

La nostra azienda dal 2011 è certificata UNI CEI 11352 ed è una Energy Service Company che si occupa della riqualificazione dei condomini, oltre che della riqualificazione energetica degli edifici esistenti più in generale.

Forniamo servizi ad hoc per la riqualificazione dell’involucro, degli impianti e per una migliore gestione dell’energia sulla base dei comportamenti delle persone che abitano nel condominio; ed accettiamo la cessione del credito a fronte di apposita delibera assembleare.

Se stai leggendo questo articolo ed il tuo condominio deve effettuare dei lavori di manutenzione straordinaria, dei lavori di riqualificazione energetica, di miglioramento sismico siamo il partner giusto per te e ti invitiamo ad accedere alla nostra applicazione web per richiedere una valutazione economica su misura, cliccando sul pulsante qui sotto.

Compila il form

Efficienza energetica in Italia secondo l’ENEA: il Rapporto Annuale 2018

rapporto annuale efficienza energetica 2018
rapporto annuale efficienza energetica 2018

Efficienza energetica in Italia secondo l’ENEA: il Rapporto Annuale 2018

Efficienza energetica è il tema di dibattito annuale dell’ENEA che puntualmente, tra giugno e luglio, presenta l’analisi ed i risultati delle policy di efficienza energetica italiane.

Il settimo rapporto ENEA, presentato a Roma il 19 giugno scorso, mette in luce i risultati del 2017. Dà, inoltre, importanti indicazioni sulle politiche da attuare nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi stabiliti nella SEN 2017 (Strategia Energetica Nazionale) nonché gli obiettivi dettati dall’Unione Europea da qui al 2030.

rapporto annuale efficienza energetica 2018

A tal fine, la parola d’ordine indicata nel Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica 2018 è semplificazione:

    • degli interventi (coniugando risparmio energetico e sicurezza);
    • dei meccanismi di incentivazione (puntando in particolare sulla cessione del credito d’imposta).

Efficienza energetica: i risparmi da conseguire

Rispetto agli obiettivi stabiliti per il 2020 (periodo dal 2011 al 2020), considerando tutto il 2017, sono stati raggiunti 8 Mtep/anno di risparmio energetico.

dell'obiettivo finale al 2020
52%
derivante dai Certificati Bianchi
37%
derivante dalle Detrazioni Fiscali
25%
Mentre il settore residenziale ha raggiunto l’obiettivo stabilito per il 2020, l’industria è, invece, arrivata a metà strada.

Efficienza energetica: i risultati dai singoli incentivi

Nel corso del 2017 sono stati ottenuti risultati incoraggianti derivanti da incentivi e politiche di riqualificazione energetica. Parliamo di incentivi e politiche tra cui: Certificati Bianchi (TEE), EcobonusConto Termico 2.0, Piano Impresa 4.0 e Requisiti Minimi (D. Lgs. 192/05 e Decreto 26/06/2015).

Secondo il Rapporto Annuale 2018, inoltre, l’Italia ha un’intensità energetica inferiore del 17% rispetto alla media UE-28 e del 14,1% rispetto alla Zona Euro (dati 2016).

Diamo, quindi, un’occhiata ai dati specifici relativi agli incentivi:

Certificati Bianchi (TEE)

• 5,8 milioni di TEE emessi;
• 62% nell’industria;
• 31% nel settore civile;
• 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio risparmiate.

Ecobonus

• 421.997 richieste;
• 3,7 miliardi di euro attivati;
• 112 Ktep/anno risparmiati;
• interventi più effettuati: sostituzione serramenti e sostituzione impianti di climatizzazione invernale.

Conto Termico 2.0

• 43.227 richieste;
• 182 milioni di euro investiti;
• 62 milioni di euro investiti per la PA;
• aumento delle richieste per la modalità di accesso con prenotazione.

Requisiti minimi

• 150.000 mq di immobili venduti che rispettano i requisiti minimi nel 2016;
• 1 milione di mq di immobili venduti che rispettano i requisiti minimi nel 2017;
• consumo medio di 48Kwh/mq.

Domanda energetica e suddivisione dei consumi per singoli settori

Dopo aver approfondito l’aspetto dei risparmi conseguiti presentiamo, sempre sulla base dei dati del Rapporto Annuale 2018, la struttura della domanda di energia primaria nonché i consumi finali, settore per settore.

Domanda di energia

Fonti fossili tra cui gas naturale (37,5%) o petrolio (35,7%)
80%
Fonti rinnovabili biomasse (30%), geotermico (20,9%), idroelettrico (14,9%)
17%

Consumo di energia

Il consumo del settore industriale è pari a 25,6 Mtep nel 2016, in crescita del +1,4% rispetto al 2015. Tutti i comparti del settore industriale hanno registrato aumenti nei consumi di energia finale, nel corso del 2016, tranne i comparti dei minerali non metalliferi, il comparto carta ed il tessile. Per quanto riguarda invece l’intensità energetica, nel 2016, l’industria è in lieve crescita rispetto al 2015 (+0,6%). Tuttavia il settore industriale registra un calo dell’intensità energetica globale, iniziato già nel 1995 con il calo nel settore chimico.

Nel settore residenziale il consumo è in calo dell’1% rispetto al 2015 ed è pari a 32,2 Mtep. Si registrano aumenti nel consumo di energia da fonti rinnovabili (gas naturale +0,7%, calore +4,2%, solare termico +5,4%). Aumentano anche i consumi di GPL (+3%), mentre diminuiscono i consumi di energia elettrica (-2,8%) e legna (-3,5%).

Nel settore non residenziale (servizi, commercio e Pubblica Amministrazione) il consumo è di 16 Mtep nel 2016, pari al consumo dell’anno precedente. Tuttavia, con la crescita del settore dei servizi, dal 1990 al 2016, il consumo del settore non residenziale è raddoppiato.

Infine, per quanto riguarda il settore trasporti, la modalità di trasporto principale continua a rimanere il trasporto su strada ed i consumi di energia finale mostrano, rispetto al 2015, una flessione dell’1,2% (38,4 Mtep).

Concludendo l’analisi, i consumi di energia finale continuano a diminuire rispetto al 2005. Prendendo in considerazione l’anno 2000 come anno di massimi consumi i settori che maggiormente hanno contribuito a questa riduzione sono il settore residenziale ed il settore industriale. L’efficienza energetica del primo è migliorata di un +10,7%, mentre l’industria è migliorata del +20,7%.

Tutti i dati contenuti nell’articolo sono stati estrapolati dal Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica 2018 dell’ENEA che è possibile consultare al seguente link.

La riqualificazione energetica e sismica delle scuole italiane

riqualificazione energetica e sismica delle scuole
riqualificazione energetica e sismica delle scuole

La riqualificazione energetica e sismica delle scuole italiane

La maggior parte delle scuole italiane sono state costruite prima del 1976, anno in cui è stata varata la prima legge sul contenimento energetico; dunque la maggior parte degli edifici scolastici sono inadeguati dal punto di vista energetico e sismico, con pesanti ripercussioni sulle dispersioni di energia, sui costi di gestione, sulle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e soprattutto sul confort di alunni, professori e personale scolastico.

Inoltre, buona parte delle scuole italiane si trova in zone a rischio sismico elevato (zona 1, 2 e 3); in particolare gli edifici più datati potrebbero dunque essere a rischio di crollo in caso di terremoto.

In seguito al terremoto di Puglia e Molise (31 ottobre – 02 novembre 2002), che causò la morte di 27 bambini per il crollo del solaio della scuola “Francesco Jovine”, lo Stato Italiano ha riclassificato le zone a rischio sismico e identificato tutti gli edifici strategici e rilevanti (come le scuole) che devono per legge dotarsi dell’attestato di rischio sismico.

Ad oggi molte scuole non sono ancora state adeguate dal punto di vista sismico e pertanto ciò va a discapito della sicurezza di alunni, famiglie, insegnanti e personale.

riqualificazione energetica e sismica delle scuole

Riqualificazione energetica e sismica delle scuole: Cosa è possibile fare?

Sia per la riqualificazione energetica che per il miglioramento sismico delle scuole Governo, Ministeri, Enti preposti hanno varato nel tempo leggi, decreti ed apposite guide che consentono di far crescere l’efficienza energetica e sismica degli edifici della Pubblica Amministrazione, tra cui le scuole pubbliche.

Una guida redatta da Ministero dell’Ambiente, Ministero dell’Istruzione ed ENEA ha ben spiegato il procedimento per riqualificare gli edifici scolastici, partendo dalla diagnosi energetica e dalla diagnosi sismica, passando per gli interventi possibili, per finanziamenti ed incentivi esistenti fino alle modalità per reperire le risorse economiche grazie a collaborazioni pubblico-privato.

Gli Enti pubblici proprietari degli edifici scolastici hanno la possibilità di stipulare accordi contrattuali con le aziende per accedere agli incentivi statali e regionali. Questa particolare forma di contratto, si chiama Contratto EPC (Energy Performance Contract) ed è un accordo che la Pubblica Amministrazione può contrarre con società certificate chiamate ESCo (Energy Service Company), quali la nostra azienda EDILVI ESCo, che possono effettuare le diagnosi energetiche e sismiche, accedere agli incentivi, eseguire i lavori di riqualificazione energetica e miglioramento sismico delle scuole italiane, gestire la manutenzione successiva, e gestire il rendimento energetico dell’edificio riqualificato.

Il contratto EPC, infatti, è un contratto che prevede, da parte della ESCo, l’assunzione del rischio finanziario degli interventi di riqualificazione energetica e miglioramento sismico e si basa sulla differenza tra i costi di consumo dell’energia iniziali (prima della riqualificazione) e quelli attesi dopo l’intervento.

riqualificazione energetica e sismica delle scuole

Riqualificazione energetica e sismica delle scuole: Cosa è possibile fare?

Gli interventi per la riqualificazione energetica ed il miglioramento sismico delle scuole possono essere principalmente di due tipi:

Interventi sull'edificio

• Isolamento delle pareti perimetrali;
• Isolamento delle coperture;
• Isolamento dei solai;
• Interventi sulle finestre (pellicole adesive, sostituzione vetri, sostituzione di tutto il serramento);
• Inserimento di sistemi schermanti (orizzontali/verticali, interni/esterni, frangisole fissi/orientabili, veneziane, tende avvolgibili, lamelle nel vetrocamera);
• Isolamento sismico con tecniche innovative quali cappotto sismico.

Interventi sugli impianti

• Installazione generatori a condensazione più interventi di adattamento degli impianti esistenti;
• Installazione pompe di calore (elettriche a compressione o ad assorbimento);
• Ventilazione meccanica controllata per ottenere un buon livello della qualità dell’aria e ridurre gli inquinanti volatili;
• Sistemi BEMS per la gestione integrata delle funzioni tecnologiche dell’edificio (monitoraggio e gestione dell’uso dell’energia);
• Illuminazione (pareti chiare, sfruttare la luce che entra dalle finestre, interruttori a tempo in bagni e scale, lampade a LED);
• Cogenerazione di energia elettrica e termica;
• Installazione di impianti a fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico ed eolico i più adatti).

A quali incentivi si può accedere?

Gli Enti Pubblici possono finanziare la riqualificazione energetica delle scuole attraverso appositi fondi pubblici (propri, Regionali o Statali) e privati come:

    • Conto Termico 2.0;
    • Fondi Europei FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) ed FSE (Fondo Sociale Europeo), recepiti dai Programmi Operativi Nazionali (PON) e Regionali (POR);
    • Decreto Mutui;
    • Otto per mille;
    • Fondi di istituzioni private.

Riqualificare è importante per il futuro

Riqualificare energeticamente e sismicamente gli edifici scolastici diventa dunque fondamentale per garantire migliori condizioni di studio/lavoro e maggiore sicurezza ad alunni, insegnanti e personale. Inoltre, l’abbattimento dei costi di gestione dell’energia (bollette) e l’abbattimento delle emissioni nocive in atmosfera si ripercuote positivamente sia sull’economia, liberando risorse economiche ora destinate al pagamento delle elevate bollette delle scuole, che sulla salute. Meno emissioni in ambiente significa infatti un miglioramento generale delle condizioni di salute umane.

Scopri tutti i servizi dedicati alla riqualificazione energetica e sismica delle scuole e degli edifici pubblici all’interno della sezione dedicata alla nostra Divisione ESCo.

Scopri
la Divisione ESCo

Riqualificare le case ATER con Conto Termico 2.0 e Sisma Bonus

riqualificazione case ater
riqualificazione case ater

Riqualificare le case ATER con Conto Termico 2.0 e Sisma Bonus

Gli enti che gestiscono le case ATER, o Istituti Autonomi Case Popolari, sono Enti Pubblici che gestiscono a livello locale l’edilizia destinata ai ceti meno abbienti della popolazione italiana; rientrano dunque a tutti gli effetti nel patrimonio edilizio pubblico.

La Strategia Energetica Nazionale 2017, tra i tanti settori analizzati, ha stabilito che il patrimonio edilizio pubblico va riqualificato nei prossimi anni in quanto attualmente obsoleto dal punto di vista energetico. Non solo, molto spesso lo stesso patrimonio edilizio è inadeguato anche nell’aspetto della sicurezza sismica.

Per perseguire gli obiettivi al 2030 della Strategia Energetica Nazionale sarà, quindi, necessario riqualificare anche le case popolari. A disposizione di chi gestisce le case ATER e degli enti aventi le stesse finalità sociali (ossia che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di house providing, che siano costituiti ed operanti al 31 dicembre 2013, su edifici di loro proprietà o in uso per l’edilizia residenziale) ci sono due possibilità di incentivo: il Conto Termico 2.0 ed il Sisma Bonus.

Il Conto Termico 2.0 per le case ATER

Il Conto Termico 2.0 è un incentivo statale che finanzia fino al 65% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici.

Gli interventi ammessi si dividono in due categorie:

    • interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari esistenti;
    • interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari.
Incentivo per edifici nZEB
65%

Gli Enti Pubblici, comprese le case ATER e gli enti aventi le stesse finalità sociali, possono richiedere gli incentivi del Conto Termico 2.0 per riqualificare edifici di cui sono proprietari o utilizzatori.

Nel caso di riqualificazione di un edificio ad nZEB l’incentivo si attesta al 65%; in ogni caso il costo della diagnosi energetica viene coperto al 100% dall’incentivo.

Il Sisma Bonus per le case ATER

La Legge Finanziaria per il 2018 ha previsto che possano beneficiare del Sisma Bonus anche le case ATER e gli enti aventi le stesse finalità sociali. In questo caso l’incentivo fiscale prevede una detrazione fino all’85% nel caso di miglioramento di 2 classi di rischio sismico dell’edificio. La quota massima incentivata per unità immobiliare è di 96.000 euro.

La detrazione fiscale derivante dal Sisma Bonus può diventare credito fiscale cedibile all’azienda che effettua i lavori (o a terzi) come mezzo di finanziamento degli interventi compiuti.

Miglioramento di 2 classi di rischio sismico
85%

Come accedere agli incentivi?

Gli enti pubblici che gestiscono le case ATER, e gli enti aventi le stesse finalità sociali, possono ottenere gli incentivi fiscali Conto Termico 2.0 e Sisma Bonus per riqualificare energeticamente un edificio esistente (e portarlo in classe energetica A4 ossia nZEB – nearly zero energy building) avvalendosi di una ESCo (Energy Service Company), con esperienza nella riqualificazione energetica, nell’individuazione degli incentivi e nella gestione dei contatti con il settore pubblico.

Una ESCo per operare deve essere in possesso, secondo quando stabilito dalla legge, di certificato UNI CEI 11352.

L’ente pubblico che si avvale dei servizi di una ESCo può stabilire con la stessa un contratto EPC (Energy Performance Contract) con prestazioni aggiuntive. In questo caso la ESCo opererà in nome e per conto dell’ente pubblico, effettuando una prima diagnosi energetica, presentando tutta la documentazione necessaria al GSE, ottenendo gli incentivi, eseguendo i lavori e gestendo le performance dell’edificio, negli anni di durata del contratto EPC.

EDILVI ESCo è azienda certificata UNI CEI 11352 ed opera da anni nel settore, riqualificando edifici pubblici quali scuole, municipi, palestre ed edifici come le case ATER.

Scarica
la nostra guida

La Strategia Energetica Nazionale: focus sull’efficienza energetica

strategia energetica nazionale
strategia energetica nazionale

La Strategia Energetica Nazionale: focus sull’efficienza energetica

Il 10 novembre scorso il Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda ed il Ministro per l’Ambiente GianLuca Galletti, hanno presentato a Palazzo Chigi la nuova SEN 2017 (Strategia Energetica Nazionale), che fissa gli obiettivi in materia per i prossimi tre anni e con sguardo fino al 2030 e 2050. Tra le strategie per il prossimo futuro è stata data grande importanza alle soluzioni ed alle politiche relative all’efficienza energetica.

Tre gli obiettivi della nuova Strategia Energetica Nazionale:

Competitività

Più competitività nei mercati energetici ed energia a minor costo per cittadini ed imprese.

Sicurezza

Un sistema energetico più sicuro e maggiori investimenti per spingere la sostenibilità.

Ambiente

Decarbonizzazione del sistema energetico al 2025, maggior uso delle fonti rinnovabili, più efficienza.

Il punto di partenza dell’Italia

I dati riportati nella Strategia Energetica Nazionale mettono in evidenza le elevate performance del nostro Paese nel campo dell’efficienza energetica. Rispetto agli altri Paesi Europei l’Italia ha raggiunto e superato alcuni tra i più importanti parametri stabiliti per il 2020 con due o tre anni di anticipo.

Le buone politiche sull’efficienza energetica adottate dal 2005 al 2016 hanno prodotto un risparmio di energia finale consumata di 11,58 Mtep/anno (la previsione al 2011 era di 10,87 Mtep/anno). Nonostante i traguardi raggiunti si può ancora fare molto: settore civile (residenziale e terziario) e trasporti hanno infatti un elevato potenziale di risparmio energetico. Anche l’industria, tuttavia, può ancora dare il suo contributo.

Strategia energetica Nazionale: Le azioni di riduzione dei consumi

La Strategia Energetica Nazionale ha individuato aree ed azioni sulle quali intervenire per garantire la riduzione dei consumi energetici nei prossimi anni:

    • Contributo alla riduzione delle emissioni;
    • Sicurezza nell′approvvigionamento riducendo il fabbisogno energetico;
    • Valorizzazione delle potenzialità di riduzione dei consumi dei singoli settori;
    • Evoluzione normativa in linea con i target UE al 2030;
    • Riduzione consumi nel settore civile e nei trasporti.

Puntare sulla valorizzazione energetica significa incrementare la sicurezza di tutto il sistema dell’energia, ridurre le bollette e la spesa di famiglie ed imprese e dare maggior impulso alla filiera produttiva edilizia ed impiantistica italiana.

Le linee d’azione settore per settore

Considerata la complessità ed il costo potenzialmente crescente degli interventi da realizzare per raggiungere gli obiettivi al 2030 è necessario intervenire sugli strumenti utilizzati per promuovere l’efficienza energetica, in particolare nei settori residenziale, terziario e mobilità.

Qui sotto riporteremo le iniziative identificate nella Strategia Energetica Nazionale per i settori: residenziale, terziario ed industriale.

Residenziale

Lo Stato sta delineando alcune azioni per promuovere l’efficienza energetica che vanno da una strategia a lungo termine per riqualificare il parco immobiliare all’ottimizzazione delle detrazioni fiscali (riqualificazione energetica, recupero edilizio, antisismico) da inserire oggi anno nella Legge di Stabilità, dalla costituzione di un apposito Fondo Nazionale per l’efficienza energetica che stimoli i finanziamenti bancari alla riduzione del fabbisogno energetico della popolazione meno abbiente nonché alla riqualificazione degli edifici residenziali pubblici (social housing), dalla promozione delle nuove tecnologie alla formazione ed educazione dei cittadini; dai nuovi standard minimi per l’edilizia (case NZEB dal 2021) fino a nuovi limiti d’uso e normative più restrittive per gli impianti di riscaldamento e raffrescamento di vecchia generazione.

strategia energetica nazionale

Terziario

Come nel settore residenziale, anche nel terziario lo Stato Italiano sta prevedendo misure, strumenti ed adeguamenti normativi al fine di incentivare l’efficientamento energetico. Nei prossimi anni verranno adeguati gli strumenti di sostegno per riqualificare gli edifici non residenziali e particolare impegno sarà dedicato alla riqualificazione degli edifici pubblici nonché degli edifici della PA centrale; verrà stilato un programma indirizzato all’illuminazione pubblica; saranno stabilite misure per incentivare il cambiamento comportamentale dei lavoratori e verranno rafforzati gli standard minimi per l’edilizia. Ricordiamo, infatti, che a partire dal 2019 tutte le nuove costruzioni in ambito pubblico dovranno rispettare i parametri NZEB (Nearly Zero Energy Building). Infine lo Stato spingerà l’applicazione dei Criteri ambientali minimi nelle gare d’appalto di acquisto di beni e servizi e nel comparto infrastrutture di rete per gas ed elettricità promuoverà in misura maggiore l’attuazione delle misure previste dal D.Lgs. 102/2014.

strategia energetica nazionale

Industriale

In ambito industriale i livelli di efficienza energetica sono elevati ed il margine di potenziale di riduzione dei consumi è inferiore che negli altri settori. Il focus per l’industriale sarà dunque aggiornare e potenziare il meccanismo dei Certificati Bianchi, la promozione dell’efficienza energetica nelle PMI, valorizzare lo strumento del bilancio energetico d’impresa, valorizzare l’innovazione e l’efficienza dei prodotti nell’ambito del Piano Industria 4.0 e sostenere i programmi di formazione all’efficienza energetica in collaborazione con le associazioni di categoria.

strategia energetica nazionale

Governance

Verrà attivato un modello di governance che coinvolge sia le amministrazioni centrali, che regionali, che gli enti locali per favorire il contributo di ognuno all’efficienza energetica. Verranno, inoltre, rafforzati alcuni fattori abilitanti che consentono di attivare gli investimenti privati. Parliamo di: qualificazione degli operatori di settore, in particolare delle ESCo; semplificazione dei procedimenti autorizzativi per l’accesso agli incentivi e rafforzamento delle attività di controllo del rispetto di standard e normative.

Per saperne di più sui servizi della nostra Divisione ESCo visita le pagine dedicate.

Scopri
la Divisione ESCo

Nuove costruzioni
Casa Smart Plus
case nZEB

Super bonus 110
Demolizione, ricostruzione, riqualificazione case

Super Bonus 110
Riqualificazione
condomini

Nuove costruzioni

Casa Smart Plus
case nZEB

Super Bonus 110

Demolizione e ricostruzione
o riqualificazione case

Super Bonus 110

Riqualificazione
condomini