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I vantaggi delle Smart Home

Smart home: i vantaggi
Smart home: i vantaggi

I vantaggi delle Smart Home

Le caratteristiche principali di una casa smart sono sicuramente il comfort domestico e l’importante risparmio energetico. Dotando infatti la propria abitazione di un impianto domotico si potrà avere un’interconnessione dei diversi spazi e impianti della casa; questo permetterà di tenere sotto controllo, anche da remoto, ogni aspetto dell’immobile, facilitando la gestione degli spazi domestici e contribuendo quindi a ridurre le bollette di luce e gas. Basterà possedere una delle migliori offerte fibra ottica per utilizzare al meglio i vantaggi del proprio impianto domotico; da non sottovalutare anche la scelta di un buon operatore sul proprio smartphone che permetta un controllo veloce anche quando siamo fuori casa.

Abitazioni smart e risparmio energetico

L’automazione ci permette di monitorare costantemente i nostri consumi domestici, andando a intervenire in autonomia per migliorarne la resa e le prestazioni. In questo modo non solo aumenteremo l’efficienza energetica della nostra abitazione ma soprattutto andremo ad evitare inutili sprechi di energia contribuendo così alla salvaguardia del nostro pianeta.

Smart Home i vantaggi nel risparmio energetico

I vantaggi della domotica

    1. Iperconnettività: sarà possibile rimanere sempre connessi e da qualsiasi luogo per controllare ogni ambiente della casa tramite app o smartphone;

    2. Maggior sicurezza: l’impianto domotico ci permette di monitorare costantemente l’abitazione avvertendoci in tempo reale di qualsiasi cambiamento, cosa importantissima soprattutto in caso di effrazioni o ad esempio incendi;

    3. Comfort abitativo: una smart home può essere personalizzata completamente per controllare da remoto ogni aspetto abitativo come ad esempio avviare un elettrodomestico, programmare la temperatura interna, spegnere le luci;

    4. Riduzione dei consumi: la domotica ci permette di mantenere costantemente sotto controllo i consumi energetici dell’abitazione permettendoci un enorme risparmio in bolletta.
Smart home e controllo da remoto

Gli elettrodomestici intelligenti

Tra i vantaggi energetici della domotica troviamo in particolare l’illuminazione e il riscaldamento.
Con l’illuminazione intelligente difatti è possibile regolare l’accensione e lo spegnimento delle luci di qualsiasi ambiente della casa. Per quanto riguarda i termostati intelligenti permettono invece di gestire la caldaia programmando la temperatura interna sulla base delle nostre abitudini donandoci un maggiore comfort abitativo. Un ulteriore aiuto con il risparmio energetico viene dato dalle prese intelligenti, dispositivi in grado di monitorare il consumo elettrico quotidiano e anche di disattivarsi in automatico qualora si dovesse superare la soglia di consumi stabilita.

Smart home: elettrodomestici intelligenti

Bonus domotica 2022: come ottenerlo

Anche per il 2022 è possibile approfittare del bonus domotica al 65% per l’acquisto e l’installazione di dispositivi per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione e diminuire così gli sprechi energetici, cosa importantissima in un periodo in cui bisogna stare molto attenti a fare il nostro piccolo per salvaguardare il Pianeta in cui viviamo. L’agevolazione per la domotica rientra all’interno dell’Ecobonus, che prevede quindi detrazioni anche per l’aggiornamento degli impianti domotici della casa (building automation).

Possono usufruire di questi incentivi tutti i contribuenti che possiedono l’immobile oggetto di intervento a qualsiasi titolo quindi:

    • Persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
    • Contribuenti titolari di reddito d’impresa;
    • Associazioni tra professionisti;
    • Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

La storia di Edilvi: da azienda edile tradizionale alla transizione edilizia 4.0

Transizione edilizia 4.0 la storia di Edilvi
Transizione edilizia 4.0 la storia di Edilvi

La storia di Edilvi: dall’azienda edile tradizionale fino alla transizione edilizia 4.0

Potremmo tranquillamente aprire il nostro articolo con il classico “c’era una volta Edilvi, impresa di costruzioni”. Cantieri, gru, operai, grandi costruzioni. Un’impresa edile tradizionale ma con un occhio sempre rivolto all’efficienza energetica ed alle innovazioni di settore. Tutto filava liscio, fino all’arrivo dell’era del web e della grande crisi immobiliare del 2008-2009.

Queste due “minacce esterne” hanno letteralmente sconvolto il mercato dell’edilizia e dell’immobiliare cambiandone completamente il volto. Sappiamo già cosa è accaduto a tante aziende del settore: sofferenze, licenziamenti, fallimenti. Diciamocelo, il periodo è stato duro.

Tuttavia, come abbiamo imparato anche di recente, dietro alle grandi crisi possono nascondersi grandi opportunità. La crisi porta al cambiamento. Si, suona come una frase fatta. Ma nel nostro caso è andata proprio così. E qui sotto vi raccontiamo la storia dei nostri ultimi dieci anni.

Transizione edilizia 4.0: crisi come opportunità di innovazione

La nostra strada: la transizione edilizia dal 2011 al 2014

La crisi edilizia ci ha portato a riflettere in modo profondo per capire se il nostro modello di business fosse ancora sostenibile oppure se, nonostante le difficoltà del mercato, ci fossero nuove opportunità sulle quali concentrarsi. Il 2010 ed il 2011 sono gli anni in cui timidamente si inizia a parlare di ambiente, di obiettivi climatici ed energetici, di edifici ad energia quasi zero. Gli anni in cui nasce il contratto EPC e in Italia aprono le prime ESCo – Energy Service Company.

Nel 2011 abbiamo aperto la Divisione ESCo ed abbiamo iniziato, dopo aver ottenuto la Certificazione UNI CEI 11352, ad occuparci di riqualificazioni di edifici pubblici e di contratti EPC. Oltre all’apertura di questo nuovo ramo aziendale abbiamo deciso di cogliere la sfida degli edifici nZEB, la quale ci ha portato a contatto con gli ambienti universitari grazie ai quali abbiamo sviluppato il nostro brevetto costruttivo Casa Smart Plus nel 2014. Un sistema involucro-impianti che rende le nostre abitazioni, case estremamente performanti sia dal punto di vista energetico che antisismico.

Il passaggio a PMI innovativa, nello stesso anno del brevetto Casa Smart Plus, è stato un passaggio pressoché naturale.

Sempre nel 2014 abbiamo costruito la prima abitazione nZEB, ad energia quasi zero, in anticipo sul Decreto Requisiti Minimi del 2015 che ha imposto l’obbligo di costruzione di edifici nZEB a partire dal 2019 per gli edifici pubblici e dal 2021 per gli edifici privati.

Transizione edilizia 4.0: la prima Casa Smart Plus nel 2014

Dal 2014 al 2019: il passaggio graduale alla digitalizzazione degli uffici e le prime attività di gestione da remoto degli edifici

Il brevetto costruttivo per le abitazioni, l’avvento del Conto Termico 2.0 e la stipulazione dei primi contratti EPC hanno portato alla necessità di introdurre in azienda un approccio sistemico che comprendesse tutti i processi di costruzione e riqualificazione dell’edificio fino alla sua completa gestione energetica. Dalla progettazione in 2D siamo così passati al metodo BIM con progettazione in 3D e processi via via più avanzati di contabilizzazione del cantiere, di integrazione tra aspetti architettonici, strutturali ed impiantistici.

Ciò ha reso necessario, negli anni, un aggiornamento costante dei software di lavoro dell’ufficio tecnico ed un potenziamento della rete interna aziendale lato software e lato hardware. I vecchi pc ed i vecchi server sono stati sostituiti con macchine più recenti e performanti.

La collaborazione con il mondo universitario, inoltre, è diventata costante. Giovani talenti della progettazione, dell’informatica, dell’economia gestionale, degli aspetti legali aziendali sono stati inseriti in azienda con il tutoraggio dei docenti universitari e con le figure più esperte all’interno dell’azienda stessa. Ciò ci ha permesso di studiare nuove soluzioni costruttive integrando l’efficienza energetica con il miglioramento sismico, la building automation, la fibra ottica (FTTH) arrivando ad esplorare le prime soluzioni IoT da inserire all’interno degli edifici.

La realizzazione dei primi interventi di riqualificazione con contratti EPC avvenuta nel 2017-2018 ha reso necessario anche un aumento di banda nella connessione aziendale per poter gestire, attraverso un’app progettata ad hoc dai nostri informatici, il controllo da remoto della gestione energetica degli edifici riqualificati. Attraverso una scheda telefonica ed una linea VPN abbiamo iniziato a raccogliere ed elaborare i primi dati provenienti dagli edifici riqualificati approcciandoci in contemporanea al mondo del facility management e dei big data. Dati che, a loro volta, hanno reso necessario incrementare la cyber security per garantirne la protezione.

Una trasformazione ed un riposizionamento sul mercato di questa entità hanno cambiato anche il nostro approccio al marketing e nel 2016 il nostro vecchio sito ha lasciato posto prima a due siti, dedicati uno a Casa Smart Plus ed uno alla ESCo, e nel 2019 ad un sito completamente rinnovato, responsive (che si adatta ai diversi device dai quali gli utenti navigano), con contenuti realizzati in ottica SEO per rispondere ai bisogni dei clienti.

Oltre al sito, abbiamo curato la nostra presenza online attraverso i social network con un approccio sempre più vicino al possibile cliente, nonché creato delle applicazioni online che consentono di richiedere (ed ottenere, nel caso delle abitazioni di nuova costruzione) un preventivo in pochi minuti. Ciò ci ha consentito di raccogliere in modo strutturato le richieste dei nostri possibili clienti. Infine, abbiamo coltivato la presenza nel territorio attraverso la partecipazione a convegni, fiere ed eventi locali.

Negli anni, per agevolare i tecnici che si occupano di ricerca universitaria, oltre che di progettazione in azienda, abbiamo attivato delle linee VPN per consentire loro di lavorare, alcuni giorni la settimana, in remote working e smart working.

Transizione edilizia 4.0: la palestra di Crocetta del Montello

2020: ingraniamo la quarta!

A fine 2019 inizio 2020 stavamo lavorando su alcune nuove applicazioni con l’obbiettivo di migliorare l’assistenza al cliente, la gestione delle ore di lavoro e la gestione dei cantieri. Potremmo continuare con “e tutto procedeva al meglio quando infine arrivò la pandemia a bloccarci”. Certo un primo disorientamento ha colpito anche noi, ma come ormai nostra consuetudine, abbiamo cercato di cogliere le opportunità nella crisi.

Dopo alcuni giorni di stop siamo stati in grado di attivare, per tutti i tecnici e gli impiegati, lo smart working garantendo così la continuità nella progettazione, nelle strategie di marketing, nella gestione e nell’amministrazione. Durante il lockdown abbiamo utilizzato la videoconferenza per presentare i progetti, abbiamo partecipato a corsi di formazione, ci siamo connessi tutti i giorni da casa ai nostri pc aziendali.

Subito ci siamo resi conto che il processo di digitalizzazione e innovazione, che stavamo conducendo già prima della pandemia, andava ulteriormente potenziato. Poco dopo il rientro in azienda ed il riavvio dei cantieri, nel rispetto delle normative anticovid, abbiamo:

    • mantenuto la possibilità, per i lavoratori che vogliono usufruirne, di alternare smart working e lavoro in ufficio per qualche giorno a settimana;
    • avviato nuove ricerche sulla sanificazione dell’aria negli ambienti chiusi;
    • cambiato i nostri paradigmi di progettazione inserendo in ogni casa una stanza in più da adibire a studio o palestra;
    • riqualificato un secondo edificio, in Toscana nell’estate 2020, integrando la contabilizzazione da remoto dei consumi e la manutenzione predittiva;
    • acquistato nuove attrezzature da cantiere come, ad esempio, una gru con radiocomando e un escavatore gestito da remoto (Transizione 4.0);
    • sviluppato e potenziato ulteriormente l’app dedicata ai contratti EPC per la raccolta dei dati energetici provenienti dagli impianti degli edifici connessi da remoto;
    • sviluppato e aggiornato costantemente le tre app di preventivazione (nuove abitazioni, riqualificazione singole unità immobiliari, riqualificazione condomini);
    • sviluppato un’app che consente ai clienti di aprire appositi ticket e richieste di manutenzione in caso di malfunzionamento degli impianti con possibilità di aggiornare lo stato di lavorazione della richiesta di assistenza;
    • avviato la contabilizzazione da remoto degli impianti di 3 abitazioni private costruite nel corso del 2020;
    • dato supporto costante alla gestione degli impianti con contabilizzazione da remoto esistente;
    • avviato, nel 2021, la riqualificazione del Municipio di Seravezza in provincia di Lucca che vede affiancare all’efficientamento energetico anche il miglioramento sismico;
    • riqualificato abitazioni nel trevigiano grazie al Superbonus 110 in particolare con sistema di demolizione e ricostruzione;
    • organizzato una conferenza di presentazione di un intervento di demolizione e ricostruzione realizzato con il Superbonus 110 coniugando l’evento in presenza con la video trasmissione live via Facebook dello stesso.

L’innovazione in azienda continuerà anche nei prossimi mesi. Vi racconteremo passo passo, attraverso le pagine del nostro blog aziendale, le nuove iniziative che introdurremo durante il processo di Transizione edilizia 4.0.

Nuove frontiere per l’edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Nuove frontiere per l'edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0
Nuove frontiere per l'edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Nuove frontiere per l’edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Il Piano Nazionale Transizione 4.0, che ha sostituito il precedente Industria 4.0 istituito dal MISE nel 2016, ha introdotto importanti novità nella digitalizzazione e nell’innovazione delle aziende, in particolare delle aziende edili. La transizione edilizia si inserisce in un momento di particolare fermento per il settore dato dall’approvazione, a maggio 2020, del Superbonus 110.

Transizione 4.0 edilizia cantiere superbonus 110

Un quadro rapido della situazione attuale in edilizia

Il nostro settore, particolarmente colpito dalle crisi del 2008 e del 2012, nonché rallentato lo scorso anno a causa del lockdown, vive ora una fase di ripresa che, tuttavia, pone davanti ad ogni azienda delle nuove sfide che coinvolgono tutti i processi aziendali: dalla progettazione all’amministrazione di cantiere e generale, dalla gestione di cantiere al controllo dei consumi degli edifici a lavori conclusi, da una maggior attenzione al settore comunicazione e marketing alla sicurezza dei sistemi informatici aziendali, dalle strategie commerciali alla gestione delle pratiche burocratiche.

Pensare di operare come dieci o vent’anni fa non è più possibile. Bisogna investire, cambiare e cogliere le opportunità che questo periodo particolare ci offre. Il Piano Nazionale Transizione 4.0 ha come obiettivo quello di traghettare il settore industriale, edilizia compresa, verso un futuro che metta al centro la sostenibilità ambientale, il progresso tecnologico e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Cosa prevede il Piano Nazionale Transizione 4.0 per l’edilizia?

Il Piano Nazionale Transizione 4.0, approvato con la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) mette a disposizione delle aziende 24 miliardi di euro di benefici fiscali, di cui 750 milioni provenienti dal programma Next Generation EU, per il biennio 2021-2022, per l’acquisto o il leasing di beni strumentali volti a promuovere la trasformazione tecnologica e digitale. Le misure si applicano a partire da investimenti effettuati da novembre 2020 e fino a giugno 2023 (nel caso in cui l’azienda abbia provveduto al pagamento del 20% dell’importo di acquisto del bene entro il 31 dicembre 2022).

I due obiettivi principali del Piano sono la stimolazione degli investimenti e la conseguente riduzione della tassazione per le imprese.

Il Piano Nazionale Transizione 4.0 è volto a tutte le imprese con residenza fiscale in Italia (di tutti i settori e tipologie merceologiche). I beni strumentali che possono beneficiare degli incentivi sono sia beni materiali che beni immateriali, e non solo.

I beni materiali e immateriali si suddividono in beni materiali 4.0 e immateriali 4.0 e beni materiali non 4.0 e beni immateriali non 4.0. Cambiano le aliquote per il credito d’imposta a seconda che siano o meno beni 4.0. Andiamo ora ad approfondire gli incentivi.

Transizione 4.0 edilizia: gli investimenti

Quali incentivi per l’edilizia 4.0?

Nei beni materiali 4.0 rientrano tutte le macchine utensili (aliquota credito d’imposta 50% per il 2021 e 40% per il 2022 per spese inferiori ai 2,5 milioni di euro; aliquota 30% per il 2021 e 20% per il 2022 per spese comprese tra i 2,5 ed i 10 milioni di euro; aliquota 10% per entrambi gli anni per spese comprese tra i 10 ed i 20 milioni di euro).

I beni materiali non 4.0 godono di un credito d’imposta del 10%, fruibile nell’anno in corso per la PMI, per il 2021 e di un credito d’imposta del 6% per l’anno 2022.

Nei beni immateriali 4.0 (credito d’imposta al 20% fino a 1 milione di euro di massimale) rientrano:

    • software;
    • sistemi tecnologici;
    • applicazioni;
    • piattaforme digitali;

che consentono di digitalizzare i processi aziendali.

Nel caso di investimenti in beni immateriali non 4.0 il credito d’imposta si ferma al 10% per l’anno 2021 (con possibilità di fruizione nell’anno in corso per le PMI) e scende al 6% nel 2022.

Rientrano poi negli incentivi per la transizione edilizia 4.0 anche attività quali:

    • investimenti in lavoro agile (credito d’imposta al 15%);
    • ricerca e sviluppo (credito d’imposta al 20% e massimale di 4 milioni di euro);
    • innovazione tecnologica (credito d’imposta al 10% e massimale di 2 milioni di euro);
    • innovazione green e digitale (credito d’imposta al 15% e massimale di 2 milioni di euro);
    • design e innovazione estetica (credito d’imposta al 10% e massimale di 2 milioni di euro).
    • formazione del personale aziendale e degli imprenditori (50% spese ammissibili per massimo 300mila euro per le micro e piccole imprese; 40% spese ammissibili per massimo 250mila euro per le medie imprese; 30% spese ammissibili per massimo 250mila euro per le grandi imprese).
Transizione 4.0 innovazione tecnologica

Come cambierà l’edilizia?

Sono tanti gli aspetti su cui le aziende edili dovranno lavorare:

    • la progettazione, in primis, che dovrà tenere sempre più conto di tecnologia, design e sostenibilità; il metodo BIM diventerà presto lo standard e chi già lo utilizza da tempo avrà un vantaggio competitivo di non poco conto rispetto a chi utilizza, invece, metodi tradizionali;
    • l’adozione di gestionali avanzati che contengano tutte le informazioni sugli edifici, sulle lavorazioni e sulla contabilità, consentendo così di monitorare costantemente i costi e di prevenire i rischi, di ottimizzare la gestione del lavoro e l’organizzazione delle attività in modo preciso, rispettando i tempi concordati e producendo così notevoli risparmi in termini temporali ed economici;
    • l’utilizzo di materiali e di impianti all’avanguardia nella costruzione degli edifici e nella contabilizzazione dei consumi post costruzione o post intervento di riqualificazione con la possibilità di attuare la programmazione predittiva della manutenzione ordinaria e straordinaria;
    • l’utilizzo della tecnologia digitale per la realizzazione della smart city e di comunità energetiche che condividono informazioni e scambi di energia in tempo reale abbattendo così i consumi, le dispersioni di sistema e le emissioni di anidride carbonica in atmosfera;
    • l’utilizzo di applicazioni e sistemi integrati per la gestione del cliente dalla fase di primo contatto con l’azienda fino al post vendita con particolare attenzione alle strategie di comunicazione e marketing;
    • l’introduzione di soluzioni di cyber security, cloud, integrazione dei big data raccolti dalla contabilizzazione energetica da remoto degli edifici, prototipazione rapida, realtà aumentata, realtà virtuale, robotica avanzata e collaborativa, stampa 3D, IoT ossia internet delle cose e dei macchinari;
    • formazione dei dipendenti su tutti questi nuovi strumenti, tecnologie ed opportunità in modo tale che vengano applicate in azienda, sotto la guida di Innovation Manager, figura centrale per la transizione edilizia;
    • rispetto delle normative anticovid e delle nuove norme in fatto di sicurezza dei cantieri, monitoraggio dei cantieri con videocamere con visione da remoto;
    • la digitalizzazione dei cantieri e la formazione delle maestranze nell’utilizzo di dispositivi di controllo da remoto dei macchinari, delle applicazioni di sorveglianza del cantiere, delle applicazioni di controllo presenze, controllo documentazioni ed approvvigionamento del cantiere con processi digitali di contatti e richieste ai fornitori;
    • elaborazione del Digital Twin, ossia la creazione del gemello digitale dell’edificio costruito ed esistente che, attraverso soluzioni di IoT, sopralluoghi costanti con droni, monitoraggio dei consumi da remoto, building automation, fibra FTTH, modello dell’edificio in BIM, consenta a tutti i soggetti coinvolti nella fase post intervento, il Facility Management, di monitorare, intervenire e gestire in tempo reale l’edificio ottimizzandone consumi, manutenzioni ed interventi correttivi.
Transizione 4.0 edilizia innovazione

Conclusioni sulla transizione edilizia 4.0

Le nuove normative introdotte (vedi ad esempio l’obbligatorietà del BIM nel settore pubblico o l’obbligatorietà della costruzione di edifici nZEB), il rapidissimo progresso tecnologico e dei materiali, lo sdoganamento dello smart working, dei sistemi di videoconferenza e di condivisione di documenti e dati stanno portando profonde trasformazioni nel mondo delle costruzioni. Questi cambiamenti vanno colti, pena l’esclusione dal mercato; ecco perché già da 10 anni la nostra azienda pone particolare attenzione all’innovazione, alla ricerca e sviluppo ed alla digitalizzazione dei processi aziendali.

Se siete curiosi di sapere come lavoriamo e quali innovazioni abbiamo introdotto negli ultimi anni continuate a seguire il nostro blog e le nostre pagine social. Nelle prossime settimane vi racconteremo la nostra evoluzione da costruttori tradizionali a PMI innovativa, svelandovi quali soluzioni abbiamo adottato dall’inizio della trasformazione fino ad oggi e il nostro sguardo verso il futuro. Stay tuned!

Smart building: come si misura l’intelligenza di un edificio?

Smart building edificio intelligente copertina
Smart building edificio intelligente copertina

Smart building: come si misura l’intelligenza di un edificio?

Nello scorse settimane vi abbiamo parlato di come lo smart working stia cambiando il modo di concepire la casa e successivamente vi abbiamo spiegato cosa sono le smart home. Oggi vi introduciamo nel mondo degli smart building. Di edifici intelligenti si parla già da diversi anni; il termine “edificio intelligente”, infatti, è stato adottato già negli anni ’80 negli Stati Uniti per definire un edificio dotato di sofisticati sistemi di telecomunicazione e di interconnessione degli impianti che offriva servizi condivisi ai propri residenti.

Oggi l’European Intelligent Building Group (EIBG) definisce lo smart building in questo modo:

edificio che fornisce un ambiente produttivo e conveniente attraverso l’ottimizzazione dei suoi quattro elementi base (strutture, sistemi, servizi, gestione) e la loro interrelazione

European Intelligent Building Group - EIBG

In parole semplici uno smart building è un edificio dotato di impianti automatizzati e di un’infrastruttura di supervisione e controllo che permette di ottimizzare:

Consumo energetico

Comfort

Sicurezza

Integrazione con sistema elettrico

Si stima che il volume di investimenti in Italia sugli smart building sia di 4,7 miliardi di euro l’anno, con una crescita costante del 30% per ogni anno.

Ma perché gli smart building sono così importanti?

Gli edifici in Europa ed in Italia sono responsabili:

    • Del 40% dell’energia totale consumata;
    • E del 36% delle emissioni di CO2.

Inoltre, il 35% degli edifici italiani ha più di 50 anni d’età ed il 75% degli edifici totali è inefficiente dal punto di vista energetico.

Come vediamo, dunque, gli edifici sono responsabili di gran parte dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 in atmosfera e sarà necessario, nei prossimi anni, intervenire attraverso la rigenerazione degli edifici obsoleti (in Italia sono presenti più di 14 milioni di edifici pluriennali).

Costruire o rendere un edificio smart, quindi, è indispensabile:

    • Per ridurre drasticamente i consumi energetici;
    • Per contrastare l’inquinamento;
    • Per rendere disponibili nuovi servizi e migliorare il comfort delle persone che vi abitano o vi lavorano all’interno.
Smart building edificio intelligente riqualificare

Come si stanno muovendo in merito le Istituzioni?

L’Unione Europea, consapevole di tale problematica, ha dato vita a programmi e direttive volte a promuovere l’efficienza energetica degli edifici.

La prima pietra miliare, in merito a questa tematica, è stata posta con l’emanazione della Direttiva 31/2010/UE, recepita con il D. Lgs. 192/2015, che ha imposto l’obbligatorietà, per gli edifici di nuova costruzione di rientrare nella classificazione di edifici nZEB (Nearly Zero Energy Building – edifici ad energia quasi zero).

L’obbligo, già entrato in vigore dal 1 gennaio 2019 per gli edifici pubblici di nuova costruzione, entrerà in vigore anche per gli edifici residenziali a partire dal 1 gennaio 2021. Tra qualche mese, quindi, tutti i nuovi edifici dovranno essere nZEB.

Negli anni il lavoro dell’Unione Europea si è ampliato. L’evoluzione delle tecnologie e l’avvento dell’IoT hanno reso necessaria una revisione della prima direttiva. Il lavoro ha portato all’emanazione della Direttiva UE 2018/844 che ha dato un ulteriore impulso alla promozione degli smart building. La nuova direttiva, che è in fase di recepimento in Italia, si focalizza su alcuni punti:

    • Accelerazione delle ristrutturazioni degli edifici esistenti;
    • Favorire strategie di riqualificazione edilizia che consentano di mobilitare sempre maggiori risorse economiche atte alla realizzazione di edifici a emissioni zero entro il 2050;
    • Promuovere l’uso dell’ICT (Information & Communication Technologies), tecnologie informatiche ed intelligenti, che permettano di operare e consumare in modo efficiente agli edifici;
    • Dare impulso alla mobilità elettrica;
    • Inserimento di un indice di misurazione dell’intelligenza degli edifici.
Smart building edificio intelligente smartphone

L’intelligenza degli edifici si misura con lo SRI – Smart Readiness Indicator

Arriviamo così a rispondere alla domanda iniziale: come si misura l’indice di intelligenza degli edifici?

Si misura con lo SRI (Smart Readiness Indicator). Questo indicatore è stato introdotto proprio dalla Direttiva UE 2018/844 ed è un indicatore che consente di stabilire quanto migliori l’efficienza energetica e la performance di un edificio, grazie all’adozione di tecnologie smart.

I criteri di valutazione dell’indicatore si basano su:

    • Comfort, ossia la capacità degli impianti di adattare la propria operatività in base alle esigenze degli utenti che utilizzano l’edificio;
    • Efficienza, attraverso un sistema che monitori, anche a distanza, l’energia consumata;
    • Flessibilità, ossia quanto e come l’edificio sia in grado di reagire in relazione agli input ricevuti dalla rete come, ad esempio, interruzione di carichi e modulazione dei consumi.

Ognuna di queste voci verrà valutata con un punteggio che va da 0 a 4. La somma dei punteggi stabilirà l’intelligenza dell’edificio.

Lo Smart Readiness Indicator si affiancherà all’Attestato di Prestazione Energetica ed alla valutazione del rischio sismico, già obbligatorie per gli edifici. Tuttavia lo SRI non sarà, almeno in una prima fase, obbligatorio ma avrà una funzione informativa per gli utenti che utilizzano l’edificio e consentirà di:

    • Aumentare la consapevolezza sui vantaggi dell’introduzione delle tecnologie di ultima generazione nelle nuove costruzioni e nelle riqualificazioni degli edifici esistenti;
    • Motivare i consumatori a fare investimenti in innovazioni tecnologiche in edilizia;
    • Far capire che rendere un edificio intelligente produce un aumento del valore dell’immobile che va dal 2 al 17%;
    • Far capire che un edificio intelligente accresce il valore dei contratti d’affitto (dall’8 al 35% in più rispetto ai canoni di un edificio normale).
Smart building edificio intelligente sri

Gli smart building come punto di snodo della nuova smart city

Gli smart building e la riqualificazione degli edifici esistenti hanno dunque, un ruolo fondamentale nell’abbattimento dell’inquinamento atmosferico. Meno inquinamento significa ricadute positive sulla salute di tutti i cittadini.

Gli smart building rivestono un ruolo importantissimo per la costruzione delle future smart cities. L’innovazione e le tecnologie porteranno il loro contributo per rendere le nostre città a misura d’uomo. Saranno città in grado di offrire nuovi e più performanti servizi ai propri cittadini, che adotteranno sistemi di mobilità sostenibile, che adotteranno sistemi intelligenti di raccolta e gestione dei rifiuti, semafori intelligenti, smart mobility, colonnine di ricarica per le auto elettriche, servizi di smart metering e monitoraggio in tempo reale dell’inquinamento dell’aria, sistemi di smart parking, servizi di car sharing, nonché migliore gestione delle risorse energetiche e delle reti distributive, comprese illuminazione pubblica, acquedotti e sistemi fognari.

Smart building edificio intelligente smart city

Perché gli smart building sono così importanti anche per EDILVI?

Da anni abbiamo puntato sulla costruzione di edifici nZEB e sulla riqualificazione di edifici esistenti in quanto siamo consapevoli che solo un’edilizia responsabile consentirà di lasciare un pianeta migliore alle nuove generazioni. Inoltre, per noi, il comfort dei nostri clienti viene al primo posto. È per questo motivo che a partire dalle nostre ultime realizzazioni stiamo introducendo sistemi di building automation, senza costi aggiuntivi per il cliente, che consentono di ottimizzare ancora di più i consumi energetici e di controllare, anche da remoto, i consumi delle proprie abitazioni o degli edifici in uso.

Se sei interessato a saperne di più sugli edifici e le case che costruiamo non ti resta che contattarci. Un nostro consulente sarà a tua disposizione per spiegarti come costruiamo i nostri smart building e le nostre smart home.

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Smart home: sai che cos’è la casa intelligente?

Smart home scopri cos'è
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Smart home: sai che cos’è la casa intelligente?

Sempre più spesso si sente parlare di smart home, termine inglese che sta per “casa intelligente”. Ma che cosa è realmente la smart home?

La casa smart è un sistema abitativo nel quale, le esigenze degli abitanti, le strutture, gli impianti e gli elettrodomestici entrano in stretta relazione gli uni con gli altri grazie a tecnologie, software e sensori, che producono un aumento del comfort abitativo ed una maggiore consapevolezza nella gestione dei consumi energetici.

In una smart home l’impianto di illuminazione sarà in grado di spegnere ed accendere le luci nelle stanze in base alla presenza o meno degli abitanti; l’impianto di ventilazione si occuperà in autonomia di rinnovare l’aria delle stanze quando rileverà un’alta presenza di anidride carbonica; l’impianto di riscaldamento e raffrescamento saprà quando riscaldare o raffrescare grazie a sensori di temperatura; gli assistenti vocali tipo Alexa o Google Assistant ci forniranno indicazioni in tempo reale sulla base delle nostre richieste (dalle ricette alle condizioni del traffico urbano, agli orari dell’autobus più vicino). E tutto ciò potrà essere gestito direttamente dai nostri smartphone, tablet e pc che saranno in grado di ottimizzare e controllare i consumi della nostra abitazione anche se non siamo fisicamente a casa.

Smart home come sistema abitativo

Smart home e smart building: definizione ufficiale e pillole di storia.

La Commissione Europea dà la seguente definizione di smart building:

un insieme di tecnologie di comunicazione che consentono a diversi oggetti, sensori e funzioni all’interno di un edificio di comunicare e interagire tra loro e anche di essere gestiti, controllati e automatizzati in modo remoto. Nello smart building le tecnologie aiutano a collegare una varietà di sottosistemi che originariamente operavano in modo indipendente. I processi automatizzati consentono il controllo delle operazioni dell’edificio, compresi riscaldamento, ventilazione, condizionamento, illuminazione, sicurezza e altri sistemi”.

Di edificio intelligente si è iniziato a parlare negli anni ’80 negli Stati Uniti: si trattava di edifici con sofisticati sistemi di telecomunicazioni che fornivano servizi condivisi ai residenti. La building automation ed i BMS (building management system) erano dei sistemi di controllo automatizzato che monitoravano apparecchiature meccaniche ed elettriche a livello individuale.

L’evoluzione di Internet e l’avvento del web hanno spinto il settore dei BMS verso l’Internet of Thing IoT, ossia l’interazione tra uomo ed oggetti.

Ma se fino a due mesi fa l’argomento smart home era ancora riservato ai professionisti e ad una stretta nicchia di utenti oggi è diventato piuttosto popolare, come conseguenza al periodo d’emergenza che stiamo vivendo.

smart home interazione uomo oggetti

Perché si parla sempre di più di casa intelligente?

Se prima dell’emergenza coronavirus trascorrevamo molte ore in ufficio oggi la nostra vita si svolge quasi esclusivamente in casa ed a stretto contatto con i nostri famigliari; il che ci spinge a valutare l’adeguatezza o meno degli spazi domestici, il livello di comfort percepito, i consumi energetici, la possibilità di lavorare da casa.

Avere una casa intelligente, in cui tutti i sistemi impiantistici, gli elettrodomestici e le connessioni siano stabili ed efficienti può fare davvero la differenza e portare ad un netto miglioramento del comfort e dei consumi energetici. Dunque, si parla sempre di più di smart home perché la casa intelligente dà una risposta concreta ai maggiori bisogni di comfort ed efficienza che stanno via via maturando in questo periodo storico.

Smart home cos'è e smart working

Ma quali sono i comparti che caratterizzano la casa intelligente?

I dati raccolti dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano stimano che nel 2019 il mercato della smart home vale 530 milioni di euro, in crescita del 40% rispetto all’anno precedente. Segnali che mettono in evidenza quanto il settore sia effervescente; l’offerta, inoltre, sta crescendo sia in termini quantitativi che qualitativi e si assiste ad una sempre maggiore integrazione tra prodotti e servizi offerti.

Comparto Sicurezza

Il più maturo è sicuramente il comparto sicurezza, che da solo vale 150 milioni di euro, e che presenta forti integrazioni tra sistemi quali: videocamere, sensori di movimento, serrature. La sua evoluzione andrà verso l’implementazione di:

    • Smart speaker, ossia sistemi che identificano i rumori domestici e valutano la pericolosità degli stessi;
    • Sistemi di riconoscimento facciale per identificare eventuali estranei in casa;
    • Sistemi di visione che identificano le attività svolte quotidianamente e segnalano quelle anomale, con un occhio di riguardo alla tutela della privacy.

Comparto Smart speaker

Al secondo posto troviamo il comparto smart speaker, per un totale di 96 milioni di euro di fatturato, con i sistemi di controllo vocale. Tali sistemi potrebbero portare allo sviluppo di nuovi servizi per il mondo dell’energia (autolettura bolletta), dare impulso a servizi quali telesoccorso ed assistenza alla persona.

Comparto Elettrodomestici

Al terzo posto, invece, troviamo gli elettrodomestici connessi, che nel 2019 hanno fatturato 85 milioni di euro con una crescita annua del 55%. In questo settore, infatti, si sta sviluppando l’integrazione ed il coordinamento tra elettrodomestici diversi e le persone sono sempre più propense ad utilizzarli.

Comparto Riscaldamento e climatizzazione

In seguito, si attesta il comparto riscaldamento e climatizzazione; ricordiamo che dal 2021 verrà introdotta l’obbligatorietà della gestione da remoto dei contabilizzatori di calore.

Comparto Illuminazione

Troviamo, poi, il comparto illuminazione smart che fattura 35 milioni di euro; molti sistemi di illuminazione sfruttano la voce per la regolazione dell’illuminazione stessa.

Protocolli interoperabili

Infine, i giganti del web quali Google, Amazon, Apple e ZigBee Alliance si sono messi al lavoro per sviluppare e far crescere dei protocolli interoperabili (iniziativa Connected Home over IP-CHIP) che consentano di integrare tra loro le varie tecnologie già presenti nel mercato.

Smart Home i comparti

Perché scegliere Casa Smart Plus di EDILVI?

EDILVI ha da sempre puntato sulla Ricerca & Sviluppo e sulla collaborazione con gli istituti universitari. Già da due anni ha introdotto sistemi di building automation e gestione degli impianti da remoto in edifici pubblici e condomini riqualificati.

Oggi, grazie alla consolidata esperienza ed agli studi recentemente svolti, è in grado di fornire una smart home grazie al sistema costruttivo brevettato Casa Smart Plus agli stessi costi di una casa tradizionale ed in soli 4 mesi dall’avvio del cantiere.

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni sui nostri prodotti e servizi in quanto vuoi costruire casa a Treviso e provincia contattaci. Un nostro consulente sarà a tua disposizione per illustrarti il nostro metodo costruttivo.

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Casa Smart Plus

Casa smart e smart building: ecco cosa sono gli edifici intelligenti

Casa Smart e smart building cosa sono
Casa Smart e smart building cosa sono

Casa smart e smart building: ecco cosa sono gli edifici intelligenti

Sempre più spesso sentiamo parlare di casa smart e smart building, ovvero di edifici intelligenti. Ma cosa sono in realtà? Cosa rende, un edificio, intelligente? Come può migliorare la qualità, il benessere e la salute degli occupanti? E, infine, come si misura l’intelligenza di un edificio?

Oggi vi spiegheremo, nel modo più chiaro e semplice possibile:

    • cosa sono questi edifici;
    • perché diventeranno, nei prossimi anni, una realtà via via sempre più consolidata;
    • e soprattutto perché, scegliere o rendere intelligente un edificio sia un vantaggio per tutti noi.

Caratteristiche degli edifici intelligenti

"La Casa è una Macchina per Abitare" citazione riportata nel 1923 dall'architetto Le Corbusier nel manuale teorico Vers une architecture.

Charles-Édouard Jeanneret-Gris - Le Corbusier

Oggi più che mai la casa diventa “macchina” ossia un insieme di componenti che armonizzando le loro funzioni generano una sinergia per il comfort e il risparmio energetico.

La casa smart e gli smart building sono, dunque, edifici dotati di:

    • involucri performanti;
    • impianti efficienti per la climatizzazione invernale ed estiva, per l’acqua calda sanitaria, per la ventilazione meccanica, per l’illuminazione e per la sicurezza;
    • sensori di ultima generazione che, sfruttando le reti informatiche, il wireless ed appositi software, consentono agli impianti di “parlare” tra di loro ed “imparare” dall’ambiente interno (ad esempio dalle abitudini degli occupanti) ed esterno come funzionare al meglio.

I sistemi di sensoristica, i dispositivi installati, i software e le applicazioni, ossia i sistemi di building automation, consentono di raccogliere in modo continuativo dati sull’edificio e, una volta elaborati tali dati, di controllare e gestire da remoto gli impianti ed i consumi degli edifici stessi attraverso pc, tablet e smartphone.

Casa smart e smart building gestione da smartphone

Quali sono gli obiettivi di un edificio intelligente?

L’obiettivo principale è ridurre ulteriormente l’impatto degli edifici sui consumi di energia. Come già sappiamo la maggior parte degli edifici esistenti sono responsabili del 40% dei consumi energetici globali. Oggi, oltre ad applicare materiali e soluzioni costruttive dall’alta efficienza energetica, oltre a produrre energia da fonti rinnovabili, dobbiamo far si che l’energia consumata in ogni edificio sia gestita in modo intelligente, digitalizzando l’edificio stesso.

Una casa smart o uno smart building sono, quindi, degli ecosistemi di dispositivi tra loro connessi. Siamo di fronte ad una evoluzione dell’edificio tradizionale che non viene più “lasciato a se stesso” ma viene condotto e seguito durante tutto il suo ciclo di vita: dalla progettazione, alla realizzazione, alla gestione fino alla manutenzione grazie al metodo BIM (Building Information Modeling).

Casa smart e smart building: il metodo BIM

Quali sono i vantaggi di abitare in una casa smart o in uno smart building?

I vantaggi di abitare in una casa smart o in uno smart building sono numerosi ed hanno ripercussioni di tipo economico ed anche sanitario:

    1. un edificio più efficiente consente di ridurre i costi economici ed anche di generare ricavi vendendo alla rete l’energia prodotta in eccedenza;
    2. la raccolta costante di dati sugli impianti garantisce la possibilità di fare manutenzione predittiva (ossia di prevedere gli interventi di manutenzione prima che si verifichino dei guasti) ed attivare interventi adeguati e mirati in caso di malfunzionamenti;
    3. il valore dell’immobile cresce grazie alla certezza delle performance energetiche (si stima un maggior valore dell’immobile compreso tra il 7 e l’11% in più rispetto agli immobili tradizionali);
    4. una migliore gestione degli impianti ottimizza gli ambienti, il che a sua volta genera più benessere e meno problemi di salute sia a casa che a lavoro;
    5. il comfort è maggiore rispetto ad una casa o edificio tradizionale;
    6. se dotati di videosorveglianza integrata sono edifici più sicuri;
    7. nel prossimo futuro, l’integrazione con la rete, permetterà all’edificio di gestire in modo ottimale anche la ricarica delle auto elettriche.

Inoltre, viene data sempre maggiore attenzione a sensibilizzare gli occupanti nell’adottare azioni comportamentali volte al risparmio energetico e ad ottenere un migliore interazione con il sistema edificio-impianto; il che va a generare un circolo virtuoso che consente di ridurre i costi di gestione energetica e le emissioni di anidride carbonica dell’edificio.

Casa smart e smart building i vantaggi

Come si misura l'intelligenza di un edificio?

L’Unione Europea, attraverso la Direttiva UE 2018/844 ha dato vita allo SRI – Smart Readiness Indicator, ossia un indicatore che misura la predisposizione all’intelligenza degli edifici. Ai fini di stabilire l’intelligenza degli edifici bisogna prendere in considerazione 3 funzionalità chiave:

    1. autoregolazione: ossia la capacità di mantenere le prestazioni di efficienza energetica e funzionamento dell’edificio adattando il consumo energetico all’impiego di energia da fonti rinnovabili;
    2. interazione con l’ambiente: ossia la capacità di adattare la modalità di funzionamento degli impianti in risposta alle esigenze dell’occupante;
    3. interazione con la rete: ossia la capacità di aumentare/ridurre il consumo di energia a seconda delle esigenze reali dell’edificio e degli occupanti permettendo così una maggiore stabilità dell’intera rete di distribuzione dell’energia.

L’indicatore analizza 10 categorie di servizi:

Riscaldamento
Raffrescamento
Acqua calda sanitaria
Ventilazione controllata
Illuminazione
Involucro dinamico
Generazione energia rinnovabile sul posto
Gestione dal lato della domanda
Ricarica veicoli elettrici
Monitoraggio e controllo

Le categorie a loro volta agiscono su 8 criteri d’impatto:

Energia
Flessibilità per la rete
Autogenerazione
Comfort
Comodità
Benessere e salute
Manutenzione e previsione dei guasti
Informazioni agli occupanti

I risultati dello SRI potrebbero essere presentati in 3 modi (ad oggi in via di definizione):

    • punteggio complessivo;
    • punteggio relativo in percentuali (esempio: l’immobile raggiunge il 65% del suo potenziale di intelligenza);
    • categorizzazione (esempio: classe di appartenenza B).

EDILVI: casa smart e smart building

La nostra esperienza come impresa edile a Treviso e nel settore della Ricerca e Sviluppo nel campo delle costruzioni e dell’efficientamento energetico ci ha portato a creare il nostro brand Casa Smart Plus dedicato proprio ad una nuova concezione della casa come spazio dedicato al comfort dei nostri clienti ed al risparmio energetico. Le nostre abitazioni sono, infatti, case ecosostenibili (nZEB ad energia quasi zero) con involucro ed impianti performanti e predisposizione per l’installazione di sistemi di sensoristica avanzata che consentono ai nostri clienti di gestire dal proprio pc, tablet o smartphone i consumi della propria abitazione.

Inoltre, anche nel campo della riqualificazione degli edifici esistenti, in particolare degli edifici pubblici, ci adoperiamo per installare sistemi di building automation che ci consentono la gestione da remoto degli impianti e la pianificazione di manutenzione ordinaria degli stessi nonché di attuare interventi di sensibilizzazione comportamentale diretti alle persone che lavorano o vivono nell’edificio.

Se cerchi un’impresa edile a Treviso per costruire casa, scopri di più nella sezione del sito dedicata a Casa Smart Plus; se sei un responsabile di una Pubblica Amministrazione o devi riqualificare un edificio esistente vai alla sezione del sito dedicata alla nostra Divisione ESCo.

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Domotica e IoT: cosa sono

domotica e iot . Smart home e la casa intelligente
domotica e iot . Smart home e la casa intelligente

Domotica e IoT: cosa sono

La domotica è una branca della tecnologia che si occupa della progettazione di abitazioni intelligenti, cioè smart home capaci di utilizzare i dati ambientali per il loro funzionamento tali da rispondere alle esigenze dei proprietari.

L’IoT, o Internet of Things, è un sistema che ha la capacità di interagire con l’ambiente esterno, recuperando, elaborando e trasmettendo informazioni tra Internet e il mondo reale.
In questa grande rete di connessioni, gli oggetti e i luoghi fisici si relazionano con lo scopo di migliorare la qualità della vita; a livello tecnologico si tratta di dotare i dispositivi di un sensore (bluetooth o Wi-Fi) il quale permette al prodotto di comunicare con la rete.

Differenze tra domotica e IoT

Domotica

    • è un impianto gerarchico ben strutturato
    • è un sistema verticale e controllato
    • ha un ampio mercato di possibili applicazioni

Internet of Things

    • Sono dei dispositivi indipendenti ed individuali
    • E’ un sistema isolato e indipendente (orizzontale e aperto)
    • Per ora sono presenti solo prototipi e primi prodotti sul mercato

Che cos'è la domotica

Con il termine domotica non si considerano solo le automazioni, intese come il funzionamento automatico di alcuni dispositivi, ma un sistema, cioè un impianto in grado di gestire e controllare le diverse automazioni.

Esistono 3 livelli di automazione:

    • Dispositivi singoli

      Si tratta di piccole apparecchiature (telecomandi, sensori,..) che possono dare un contributo innovativo alla casa, grazie alle loro funzioni di automazione e controllo

    • Piccoli impianti

      Sono dispositivi collegati tra di loro e gestiti da un sistema unico, quale computer o centralina; rappresentano dei piccoli sistemi domotici solo per alcune parti della casa

    • Sistemi domotici

      Rappresentano l’integrazione completa degli impianti, la cui gestione viene affidata ad un unico sistema di controllo; in questo caso l’utente si “interfaccia” con il sistema per gestire il funzionamento dei dispositivi.

domotica e iot cosa sono

I benefici

Per la gestione della casa il sistema domotico consente:
• il monitoraggio delle condizioni ambientali;
• il controllo dell’energia, finalizzato al risparmio energetico;
• la regolazione degli impianti e dei sistemi di sicurezza;
• la gestione dei carichi elettrici.
E molte altre funzioni.

I limiti

Attualmente la domotica non è percepita come una necessità e questo ne limita l’applicazione; ciò è dovuto ad un’elevata disinformazione e a scarse conoscenze tecniche, sia dei potenziali acquirenti, sia molto spesso degli installatori.

Inoltre il prezzo più elevato rispetto ai metodi tradizionali ne frena l’utilizzo, in concomitanza con la presenza di altre realtà tecnologiche.

I campi di applicazione

domotica e iot . Smart home e la casa intelligente

Nuove costruzioni
Casa Smart Plus
case nZEB

Super bonus 110
Demolizione, ricostruzione, riqualificazione case

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Riqualificazione
condomini

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o riqualificazione case

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