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Riqualificazione energetica edifici scolastici: nuovo intervento a Cavriglia presso la Scuola Santa Barbara

Riqualificazione scuola santa barbara cavriglia
Riqualificazione scuola santa barbara cavriglia

Riqualificazione energetica edifici scolastici: nuovo intervento a Cavriglia presso la Scuola Santa Barbara

Ad aprile 2022 sono partiti i lavori di riqualificazione energetica e sismica della Scuola Santa Barbara di Cavriglia, in provincia di Arezzo. Si tratta del terzo lavoro di efficientamento in Toscana per Edilvi, dopo la scuola di Meleto ed il Municipio di Seravezza. La fine lavori e la consegna della scuola al Comune avverranno all’inizio del nuovo anno scolastico 2022-2023 tra fine settembre ed i primi giorni di ottobre.

Come per Meleto e Seravezza, i lavori di riqualificazione della scuola (che da scuola primaria diventerà scuola per l’infanzia per bambini da 0 a 6 anni), si stanno svolgendo grazie al parternariato pubblico privato nella formula di contratto EPC (Contratto di Prestazione Energetica) con contributi pubblici quali Conto Termico 2.0 e fondi POR-FESR 2014 – 2020 della Regione Toscana. Grazie al solo Conto Termico sono stati ottenuti circa 275.000 euro di contributi.

Un nuovo edificio scolastico nZEB

L’intervento di riqualificazione energetica e sismica di edificio scolastico, che comprende tutti i lotti inerenti alla scuola, porterà la costruzione a raggiungere la classe energetica nZEB (ad energia quasi zero) con un ingente risparmio energetico che si aggira attorno all’80% dei consumi e delle spese in bolletta, nonché ad incrementare il livello di sicurezza in caso di sisma.

Il processo BIM per la riqualificazione della scuola

Tutto il processo di efficientamento, dalla fase di contratto alla fase di manutenzione post-intervento, passando per la progettazione e l’operatività di cantiere, vengono condotti grazie all’utilizzo del metodo BIM. I rilievi, condotti con laser scanner, hanno consentito di ricreare in ambiente virtuale tutto l’edificio e successivamente di elaborare gli interventi fino a produrre un modello 3D dell’edificio efficientato. In questo modo è stato possibile calcolare i risparmi che si otterranno dopo la realizzazione degli interventi ed ottimizzare la gestione del cantiere (in particolare cronoprogramma e gestione materiali).

Successivamente al completamento dei lavori, Edilvi, grazie ai sistemi di building automation installati sarà in grado di gestire da remoto i consumi energetici della scuola e di effettuare un servizio post-vendita puntuale con manutenzione predittiva e manutenzione straordinaria mirata.

Gli interventi di riqualificazione della scuola

Gli interventi di riqualificazione della scuola sono i seguenti:

    • Coibentazione delle pareti perimetrali con cappotto esterno;
    • Coibentazione della copertura;
    • Installazione di sistema di building automation con controllo di gestione dei consumi energetici da remoto;
    • Sostituzione dei serramenti esistenti con serramenti ad alta efficienza energetica;
    • Sostituzione del generatore di calore della palestra con installazione di pompa di calore elettrica a compressione di vapore e conseguente aggiornamento della centrale termica;
    • Installazione di pompa di calore per l’acqua calda sanitaria nella zona mensa;
    • Taglio della muratura interna ed esterna per l’inserimento di guaina con funzione di freno vapore per il contrasto della risalita dell’umidità;
    • Sostituzione dell’impianto di illuminazione a fluorescenza con luci a LED e sistema di regolazione del flusso luminoso;
    • Sostituzione delle lattonerie esistenti;
    • Interventi di miglioramento strutturale.

Edilvi e la riqualificazione degli edifici scolastici nel contesto del partnernariato pubblico privato

Edilvi dal 2011 opera come ESCo – Energy Service Company nel settore dell’efficientamento degli edifici pubblici ed in particolare degli edifici scolastici. Ha ottenuto e mantenuto negli anni la certificazione UNI CEI 11352:2014 e le attestazioni SOA che consentono di collaborare con la Pubblica Amministrazione tramite contratti EPC rientranti nel settore del Parternariato Pubblico Privato. Gli interventi realizzati da Edilvi si distribuiscono tra la provincia di Treviso e la Regione Toscana.

Per maggiori informazioni è possibile contattarci tramite l’apposito form a fondo pagina.

La storia di Edilvi: da azienda edile tradizionale alla transizione edilizia 4.0

Transizione edilizia 4.0 la storia di Edilvi
Transizione edilizia 4.0 la storia di Edilvi

La storia di Edilvi: dall’azienda edile tradizionale fino alla transizione edilizia 4.0

Potremmo tranquillamente aprire il nostro articolo con il classico “c’era una volta Edilvi, impresa di costruzioni”. Cantieri, gru, operai, grandi costruzioni. Un’impresa edile tradizionale ma con un occhio sempre rivolto all’efficienza energetica ed alle innovazioni di settore. Tutto filava liscio, fino all’arrivo dell’era del web e della grande crisi immobiliare del 2008-2009.

Queste due “minacce esterne” hanno letteralmente sconvolto il mercato dell’edilizia e dell’immobiliare cambiandone completamente il volto. Sappiamo già cosa è accaduto a tante aziende del settore: sofferenze, licenziamenti, fallimenti. Diciamocelo, il periodo è stato duro.

Tuttavia, come abbiamo imparato anche di recente, dietro alle grandi crisi possono nascondersi grandi opportunità. La crisi porta al cambiamento. Si, suona come una frase fatta. Ma nel nostro caso è andata proprio così. E qui sotto vi raccontiamo la storia dei nostri ultimi dieci anni.

Transizione edilizia 4.0: crisi come opportunità di innovazione

La nostra strada: la transizione edilizia dal 2011 al 2014

La crisi edilizia ci ha portato a riflettere in modo profondo per capire se il nostro modello di business fosse ancora sostenibile oppure se, nonostante le difficoltà del mercato, ci fossero nuove opportunità sulle quali concentrarsi. Il 2010 ed il 2011 sono gli anni in cui timidamente si inizia a parlare di ambiente, di obiettivi climatici ed energetici, di edifici ad energia quasi zero. Gli anni in cui nasce il contratto EPC e in Italia aprono le prime ESCo – Energy Service Company.

Nel 2011 abbiamo aperto la Divisione ESCo ed abbiamo iniziato, dopo aver ottenuto la Certificazione UNI CEI 11352, ad occuparci di riqualificazioni di edifici pubblici e di contratti EPC. Oltre all’apertura di questo nuovo ramo aziendale abbiamo deciso di cogliere la sfida degli edifici nZEB, la quale ci ha portato a contatto con gli ambienti universitari grazie ai quali abbiamo sviluppato il nostro brevetto costruttivo Casa Smart Plus nel 2014. Un sistema involucro-impianti che rende le nostre abitazioni, case estremamente performanti sia dal punto di vista energetico che antisismico.

Il passaggio a PMI innovativa, nello stesso anno del brevetto Casa Smart Plus, è stato un passaggio pressoché naturale.

Sempre nel 2014 abbiamo costruito la prima abitazione nZEB, ad energia quasi zero, in anticipo sul Decreto Requisiti Minimi del 2015 che ha imposto l’obbligo di costruzione di edifici nZEB a partire dal 2019 per gli edifici pubblici e dal 2021 per gli edifici privati.

Transizione edilizia 4.0: la prima Casa Smart Plus nel 2014

Dal 2014 al 2019: il passaggio graduale alla digitalizzazione degli uffici e le prime attività di gestione da remoto degli edifici

Il brevetto costruttivo per le abitazioni, l’avvento del Conto Termico 2.0 e la stipulazione dei primi contratti EPC hanno portato alla necessità di introdurre in azienda un approccio sistemico che comprendesse tutti i processi di costruzione e riqualificazione dell’edificio fino alla sua completa gestione energetica. Dalla progettazione in 2D siamo così passati al metodo BIM con progettazione in 3D e processi via via più avanzati di contabilizzazione del cantiere, di integrazione tra aspetti architettonici, strutturali ed impiantistici.

Ciò ha reso necessario, negli anni, un aggiornamento costante dei software di lavoro dell’ufficio tecnico ed un potenziamento della rete interna aziendale lato software e lato hardware. I vecchi pc ed i vecchi server sono stati sostituiti con macchine più recenti e performanti.

La collaborazione con il mondo universitario, inoltre, è diventata costante. Giovani talenti della progettazione, dell’informatica, dell’economia gestionale, degli aspetti legali aziendali sono stati inseriti in azienda con il tutoraggio dei docenti universitari e con le figure più esperte all’interno dell’azienda stessa. Ciò ci ha permesso di studiare nuove soluzioni costruttive integrando l’efficienza energetica con il miglioramento sismico, la building automation, la fibra ottica (FTTH) arrivando ad esplorare le prime soluzioni IoT da inserire all’interno degli edifici.

La realizzazione dei primi interventi di riqualificazione con contratti EPC avvenuta nel 2017-2018 ha reso necessario anche un aumento di banda nella connessione aziendale per poter gestire, attraverso un’app progettata ad hoc dai nostri informatici, il controllo da remoto della gestione energetica degli edifici riqualificati. Attraverso una scheda telefonica ed una linea VPN abbiamo iniziato a raccogliere ed elaborare i primi dati provenienti dagli edifici riqualificati approcciandoci in contemporanea al mondo del facility management e dei big data. Dati che, a loro volta, hanno reso necessario incrementare la cyber security per garantirne la protezione.

Una trasformazione ed un riposizionamento sul mercato di questa entità hanno cambiato anche il nostro approccio al marketing e nel 2016 il nostro vecchio sito ha lasciato posto prima a due siti, dedicati uno a Casa Smart Plus ed uno alla ESCo, e nel 2019 ad un sito completamente rinnovato, responsive (che si adatta ai diversi device dai quali gli utenti navigano), con contenuti realizzati in ottica SEO per rispondere ai bisogni dei clienti.

Oltre al sito, abbiamo curato la nostra presenza online attraverso i social network con un approccio sempre più vicino al possibile cliente, nonché creato delle applicazioni online che consentono di richiedere (ed ottenere, nel caso delle abitazioni di nuova costruzione) un preventivo in pochi minuti. Ciò ci ha consentito di raccogliere in modo strutturato le richieste dei nostri possibili clienti. Infine, abbiamo coltivato la presenza nel territorio attraverso la partecipazione a convegni, fiere ed eventi locali.

Negli anni, per agevolare i tecnici che si occupano di ricerca universitaria, oltre che di progettazione in azienda, abbiamo attivato delle linee VPN per consentire loro di lavorare, alcuni giorni la settimana, in remote working e smart working.

Transizione edilizia 4.0: la palestra di Crocetta del Montello

2020: ingraniamo la quarta!

A fine 2019 inizio 2020 stavamo lavorando su alcune nuove applicazioni con l’obbiettivo di migliorare l’assistenza al cliente, la gestione delle ore di lavoro e la gestione dei cantieri. Potremmo continuare con “e tutto procedeva al meglio quando infine arrivò la pandemia a bloccarci”. Certo un primo disorientamento ha colpito anche noi, ma come ormai nostra consuetudine, abbiamo cercato di cogliere le opportunità nella crisi.

Dopo alcuni giorni di stop siamo stati in grado di attivare, per tutti i tecnici e gli impiegati, lo smart working garantendo così la continuità nella progettazione, nelle strategie di marketing, nella gestione e nell’amministrazione. Durante il lockdown abbiamo utilizzato la videoconferenza per presentare i progetti, abbiamo partecipato a corsi di formazione, ci siamo connessi tutti i giorni da casa ai nostri pc aziendali.

Subito ci siamo resi conto che il processo di digitalizzazione e innovazione, che stavamo conducendo già prima della pandemia, andava ulteriormente potenziato. Poco dopo il rientro in azienda ed il riavvio dei cantieri, nel rispetto delle normative anticovid, abbiamo:

    • mantenuto la possibilità, per i lavoratori che vogliono usufruirne, di alternare smart working e lavoro in ufficio per qualche giorno a settimana;
    • avviato nuove ricerche sulla sanificazione dell’aria negli ambienti chiusi;
    • cambiato i nostri paradigmi di progettazione inserendo in ogni casa una stanza in più da adibire a studio o palestra;
    • riqualificato un secondo edificio, in Toscana nell’estate 2020, integrando la contabilizzazione da remoto dei consumi e la manutenzione predittiva;
    • acquistato nuove attrezzature da cantiere come, ad esempio, una gru con radiocomando e un escavatore gestito da remoto (Transizione 4.0);
    • sviluppato e potenziato ulteriormente l’app dedicata ai contratti EPC per la raccolta dei dati energetici provenienti dagli impianti degli edifici connessi da remoto;
    • sviluppato e aggiornato costantemente le tre app di preventivazione (nuove abitazioni, riqualificazione singole unità immobiliari, riqualificazione condomini);
    • sviluppato un’app che consente ai clienti di aprire appositi ticket e richieste di manutenzione in caso di malfunzionamento degli impianti con possibilità di aggiornare lo stato di lavorazione della richiesta di assistenza;
    • avviato la contabilizzazione da remoto degli impianti di 3 abitazioni private costruite nel corso del 2020;
    • dato supporto costante alla gestione degli impianti con contabilizzazione da remoto esistente;
    • avviato, nel 2021, la riqualificazione del Municipio di Seravezza in provincia di Lucca che vede affiancare all’efficientamento energetico anche il miglioramento sismico;
    • riqualificato abitazioni nel trevigiano grazie al Superbonus 110 in particolare con sistema di demolizione e ricostruzione;
    • organizzato una conferenza di presentazione di un intervento di demolizione e ricostruzione realizzato con il Superbonus 110 coniugando l’evento in presenza con la video trasmissione live via Facebook dello stesso.

L’innovazione in azienda continuerà anche nei prossimi mesi. Vi racconteremo passo passo, attraverso le pagine del nostro blog aziendale, le nuove iniziative che introdurremo durante il processo di Transizione edilizia 4.0.

Nuove frontiere per l’edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Nuove frontiere per l'edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0
Nuove frontiere per l'edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Nuove frontiere per l’edilizia: il Piano Nazionale Transizione 4.0

Il Piano Nazionale Transizione 4.0, che ha sostituito il precedente Industria 4.0 istituito dal MISE nel 2016, ha introdotto importanti novità nella digitalizzazione e nell’innovazione delle aziende, in particolare delle aziende edili. La transizione edilizia si inserisce in un momento di particolare fermento per il settore dato dall’approvazione, a maggio 2020, del Superbonus 110.

Transizione 4.0 edilizia cantiere superbonus 110

Un quadro rapido della situazione attuale in edilizia

Il nostro settore, particolarmente colpito dalle crisi del 2008 e del 2012, nonché rallentato lo scorso anno a causa del lockdown, vive ora una fase di ripresa che, tuttavia, pone davanti ad ogni azienda delle nuove sfide che coinvolgono tutti i processi aziendali: dalla progettazione all’amministrazione di cantiere e generale, dalla gestione di cantiere al controllo dei consumi degli edifici a lavori conclusi, da una maggior attenzione al settore comunicazione e marketing alla sicurezza dei sistemi informatici aziendali, dalle strategie commerciali alla gestione delle pratiche burocratiche.

Pensare di operare come dieci o vent’anni fa non è più possibile. Bisogna investire, cambiare e cogliere le opportunità che questo periodo particolare ci offre. Il Piano Nazionale Transizione 4.0 ha come obiettivo quello di traghettare il settore industriale, edilizia compresa, verso un futuro che metta al centro la sostenibilità ambientale, il progresso tecnologico e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Cosa prevede il Piano Nazionale Transizione 4.0 per l’edilizia?

Il Piano Nazionale Transizione 4.0, approvato con la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) mette a disposizione delle aziende 24 miliardi di euro di benefici fiscali, di cui 750 milioni provenienti dal programma Next Generation EU, per il biennio 2021-2022, per l’acquisto o il leasing di beni strumentali volti a promuovere la trasformazione tecnologica e digitale. Le misure si applicano a partire da investimenti effettuati da novembre 2020 e fino a giugno 2023 (nel caso in cui l’azienda abbia provveduto al pagamento del 20% dell’importo di acquisto del bene entro il 31 dicembre 2022).

I due obiettivi principali del Piano sono la stimolazione degli investimenti e la conseguente riduzione della tassazione per le imprese.

Il Piano Nazionale Transizione 4.0 è volto a tutte le imprese con residenza fiscale in Italia (di tutti i settori e tipologie merceologiche). I beni strumentali che possono beneficiare degli incentivi sono sia beni materiali che beni immateriali, e non solo.

I beni materiali e immateriali si suddividono in beni materiali 4.0 e immateriali 4.0 e beni materiali non 4.0 e beni immateriali non 4.0. Cambiano le aliquote per il credito d’imposta a seconda che siano o meno beni 4.0. Andiamo ora ad approfondire gli incentivi.

Transizione 4.0 edilizia: gli investimenti

Quali incentivi per l’edilizia 4.0?

Nei beni materiali 4.0 rientrano tutte le macchine utensili (aliquota credito d’imposta 50% per il 2021 e 40% per il 2022 per spese inferiori ai 2,5 milioni di euro; aliquota 30% per il 2021 e 20% per il 2022 per spese comprese tra i 2,5 ed i 10 milioni di euro; aliquota 10% per entrambi gli anni per spese comprese tra i 10 ed i 20 milioni di euro).

I beni materiali non 4.0 godono di un credito d’imposta del 10%, fruibile nell’anno in corso per la PMI, per il 2021 e di un credito d’imposta del 6% per l’anno 2022.

Nei beni immateriali 4.0 (credito d’imposta al 20% fino a 1 milione di euro di massimale) rientrano:

    • software;
    • sistemi tecnologici;
    • applicazioni;
    • piattaforme digitali;

che consentono di digitalizzare i processi aziendali.

Nel caso di investimenti in beni immateriali non 4.0 il credito d’imposta si ferma al 10% per l’anno 2021 (con possibilità di fruizione nell’anno in corso per le PMI) e scende al 6% nel 2022.

Rientrano poi negli incentivi per la transizione edilizia 4.0 anche attività quali:

    • investimenti in lavoro agile (credito d’imposta al 15%);
    • ricerca e sviluppo (credito d’imposta al 20% e massimale di 4 milioni di euro);
    • innovazione tecnologica (credito d’imposta al 10% e massimale di 2 milioni di euro);
    • innovazione green e digitale (credito d’imposta al 15% e massimale di 2 milioni di euro);
    • design e innovazione estetica (credito d’imposta al 10% e massimale di 2 milioni di euro).
    • formazione del personale aziendale e degli imprenditori (50% spese ammissibili per massimo 300mila euro per le micro e piccole imprese; 40% spese ammissibili per massimo 250mila euro per le medie imprese; 30% spese ammissibili per massimo 250mila euro per le grandi imprese).
Transizione 4.0 innovazione tecnologica

Come cambierà l’edilizia?

Sono tanti gli aspetti su cui le aziende edili dovranno lavorare:

    • la progettazione, in primis, che dovrà tenere sempre più conto di tecnologia, design e sostenibilità; il metodo BIM diventerà presto lo standard e chi già lo utilizza da tempo avrà un vantaggio competitivo di non poco conto rispetto a chi utilizza, invece, metodi tradizionali;
    • l’adozione di gestionali avanzati che contengano tutte le informazioni sugli edifici, sulle lavorazioni e sulla contabilità, consentendo così di monitorare costantemente i costi e di prevenire i rischi, di ottimizzare la gestione del lavoro e l’organizzazione delle attività in modo preciso, rispettando i tempi concordati e producendo così notevoli risparmi in termini temporali ed economici;
    • l’utilizzo di materiali e di impianti all’avanguardia nella costruzione degli edifici e nella contabilizzazione dei consumi post costruzione o post intervento di riqualificazione con la possibilità di attuare la programmazione predittiva della manutenzione ordinaria e straordinaria;
    • l’utilizzo della tecnologia digitale per la realizzazione della smart city e di comunità energetiche che condividono informazioni e scambi di energia in tempo reale abbattendo così i consumi, le dispersioni di sistema e le emissioni di anidride carbonica in atmosfera;
    • l’utilizzo di applicazioni e sistemi integrati per la gestione del cliente dalla fase di primo contatto con l’azienda fino al post vendita con particolare attenzione alle strategie di comunicazione e marketing;
    • l’introduzione di soluzioni di cyber security, cloud, integrazione dei big data raccolti dalla contabilizzazione energetica da remoto degli edifici, prototipazione rapida, realtà aumentata, realtà virtuale, robotica avanzata e collaborativa, stampa 3D, IoT ossia internet delle cose e dei macchinari;
    • formazione dei dipendenti su tutti questi nuovi strumenti, tecnologie ed opportunità in modo tale che vengano applicate in azienda, sotto la guida di Innovation Manager, figura centrale per la transizione edilizia;
    • rispetto delle normative anticovid e delle nuove norme in fatto di sicurezza dei cantieri, monitoraggio dei cantieri con videocamere con visione da remoto;
    • la digitalizzazione dei cantieri e la formazione delle maestranze nell’utilizzo di dispositivi di controllo da remoto dei macchinari, delle applicazioni di sorveglianza del cantiere, delle applicazioni di controllo presenze, controllo documentazioni ed approvvigionamento del cantiere con processi digitali di contatti e richieste ai fornitori;
    • elaborazione del Digital Twin, ossia la creazione del gemello digitale dell’edificio costruito ed esistente che, attraverso soluzioni di IoT, sopralluoghi costanti con droni, monitoraggio dei consumi da remoto, building automation, fibra FTTH, modello dell’edificio in BIM, consenta a tutti i soggetti coinvolti nella fase post intervento, il Facility Management, di monitorare, intervenire e gestire in tempo reale l’edificio ottimizzandone consumi, manutenzioni ed interventi correttivi.
Transizione 4.0 edilizia innovazione

Conclusioni sulla transizione edilizia 4.0

Le nuove normative introdotte (vedi ad esempio l’obbligatorietà del BIM nel settore pubblico o l’obbligatorietà della costruzione di edifici nZEB), il rapidissimo progresso tecnologico e dei materiali, lo sdoganamento dello smart working, dei sistemi di videoconferenza e di condivisione di documenti e dati stanno portando profonde trasformazioni nel mondo delle costruzioni. Questi cambiamenti vanno colti, pena l’esclusione dal mercato; ecco perché già da 10 anni la nostra azienda pone particolare attenzione all’innovazione, alla ricerca e sviluppo ed alla digitalizzazione dei processi aziendali.

Se siete curiosi di sapere come lavoriamo e quali innovazioni abbiamo introdotto negli ultimi anni continuate a seguire il nostro blog e le nostre pagine social. Nelle prossime settimane vi racconteremo la nostra evoluzione da costruttori tradizionali a PMI innovativa, svelandovi quali soluzioni abbiamo adottato dall’inizio della trasformazione fino ad oggi e il nostro sguardo verso il futuro. Stay tuned!

Municipio di Seravezza: a ritmo sostenuto i lavori di riqualificazione

Riqualificazione del municipio di Seravezza copertina
Riqualificazione del municipio di Seravezza copertina

Municipio di Seravezza: vanno a ritmo sostenuto i lavori di riqualificazione energetica e sismica

I lavori di riqualificazione energetica e sismica del Municipio di Seravezza (provincia di Lucca – Toscana) proseguono senza sosta dal 3 maggio scorso, giorno in cui i ragazzi del nostro Team Edilvi hanno dato il via al cantiere. Il cantiere vedrà i nostri operai specializzati operativi per 300 giorni. Al Comune di Seravezza verrà, poi, consegnato un edificio completamente rinnovato, confortevole e sicuro.

Si tratta, infatti, di un cantiere prestigioso che consentirà di rendere nZEB (edificio ad energia quasi zero) il Municipio comunale, abbattendo così i consumi energetici e le emissioni di CO2 in atmosfera. Inoltre, grazie ad innovative soluzioni strutturali, l’edificio verrà migliorato anche sotto il punto di vista antisismico.

Seravezza: i dati dell’intervento di riqualificazione del Municipio

L’intervento, realizzato tramite apposito contratto EPC (contratto di performance energetica), vale 1.986.042,78 reperiti tramite contributi statali e fondi del Comune. È stato progettato dai nostri tecnici in collaborazione con l’ing. Matteo Pierami di Lucca (che ha curato il progetto esecutivo) ed ha goduto del contributo di una ricercatrice di Padova che per tre anni ha lavorato sull’integrazione di interventi strutturali ed energetici.

La nostra squadra sta, infatti, applicando un “cappotto armato strutturale” che garantisce la riduzione dello scambio energetico tra ambienti interni ed esterni ed aumenta la tenuta della struttura in caso di sisma.
Ciò consente di ridurre i costi dell’intervento ed i giorni di lavoro garantendo, dunque, tempi di consegna più rapidi rispetto ad altri interventi di riqualificazione con metodi tradizionali. Un intervento, quello di Seravezza, che vede un’ulteriore svolta della nostra azienda verso l’innovazione in edilizia.

Gli interventi effettuati nel dettaglio

L’intervento di riqualificazione del Municipio di Seravezza, che ricordiamo diventerà un edificio ad energia quasi zero, prevede le seguenti opere:
• Applicazione di cappotto armato strutturale sulle pareti esterne;
Rinforzo strutturale di due pareti interne dalle fondazioni alla sotto copertura per renderle pareti portanti (sempre in ottica di miglioramento antisismico);
• Sostituzione dell’impianto di riscaldamento centralizzato esistente con impianto di climatizzazione invernale ed estiva con pompa di calore VRF;
• Sostituzione di tutti gli infissi esterni;
• Sostituzione dell’impianto di illuminazione esistente con nuovo impianto di illuminazione con luci a LED;
Rifacimento del tetto;
• Installazione di impianto fotovoltaico di 36,7kW di potenza sulla nuova copertura;
• Installazione di sistemi di telecontrollo di ultima generazione per il monitoraggio degli impianti e dei consumi.

Le innovazioni procedurali: dalla progettazione BIM al controllo dei consumi a distanza

La riqualificazione del Municipio di Seravezza, oltre alla sua importanza di per sé stessa come intervento, ha significato un ulteriore passo in avanti per l’azienda verso la digitalizzazione dei processi aziendali. In primo luogo, la progettazione di tutto l’intervento è stata portata avanti dal nostro ufficio tecnico utilizzando il metodo BIM dall’inizio alla fine di tutto il percorso propedeutico all’intervento.

Per la progettazione, avvenuta quasi per intero in 3D, sono stati utilizzati software avanzati quali Revit, MEP e Midas per le diverse parti architettonica, impiantistica e strutture, integrando calcoli energetici, strutturali ed elementi/famiglie BIM; consentendo di prevedere già in fase di progettazione definitiva ed esecutiva tutti i materiali necessari per il cantiere.

Inoltre, grazie agli ultimi ritrovati tecnologici in fatto di contabilizzazione dei consumi, l’azienda, attraverso un ulteriore collaborazione con l’Università, ha progettato un’applicazione proprietaria per la raccolta e l’elaborazione dei dati energetici da remoto. L’applicazione consente, infatti, ad intervento finito, di controllare i dati di consumo in tempo reale ed intervenire da remoto qualora dovessero verificarsi anomalie in loco. Da Villorba (provincia di Treviso) a Seravezza, in pochi secondi, le anomalie di sistema possono essere corrette e ripristinate nel loro funzionamento.

Infine, questo sistema di raccolta dei dati ci consente di programmare con date certe e ad interventi regolari le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, evitando così malfunzionamenti degli impianti ed interventi di sostituzione o riparazione tempestiva qualora ce ne dovesse essere la necessità.

Un’ulteriore app proprietaria destinata agli operatori edili attivi nell’intervento del Municipio di Seravezza consente di accedere facilmente alla rubrica dei fornitori, alla fruizione di tutti i documenti di progetto ed alle forniture in pochi secondi, razionalizzando, così, anche i tempi di gestione del cantiere stesso.

Le parole dell’Amministratore Delegato Diego Pavan

“L’intervento di Seravezza – spiega l’Amministratore Delegato – è un vero e proprio sogno che si avvera e che, grazie a tutti gli operatori coinvolti ed alla lungimiranza degli amministratori locali, ci ha permesso di lavorare integrando tutti i processi aziendali. Con questo intervento ci avviamo, in maniera sempre più rapida, verso la digitalizzazione e la razionalizzazione delle varie fasi di lavoro, la gestione innovativa del cantiere, l’ottimizzazione dei processi di facility management e di manutenzione predittiva. Adesso possiamo iniziare a parlare di vera e propria transizione edilizia 4.0”

Per saperne di più

Se sei un amministratore pubblico o un dirigente pubblico e ti interessa saperne di più su come sia possibile applicare i contratti EPC, in parternariato pubblico privato, ed ottenere gli incentivi del Conto Termico per riqualificare gli edifici pubblici di competenza del tuo Comune o dell’Ente di cui fai parte, contattaci per richiedere maggiori informazioni e scarica le nostre guide di approfondimento.

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la guida

Migliorare la qualità della vita partendo dal comfort in casa

Migliorare la qualità della vita attraverso il comfort in casa
Migliorare la qualità della vita attraverso il comfort in casa

Migliorare la qualità della vita partendo dal comfort in casa

Migliorare la qualità della vita è argomento di attualità e di profonda riflessione per tantissime persone. Siamo ormai abituati a correre sempre e ad arrivare a casa la sera stanchi, a sentirci spesso spossati e senza forze. E ad andare avanti lo stesso, innescando un meccanismo a spirale in cui la nostra stanchezza e lo stress si amplificano fino ad arrivare a livelli tali da intaccare la nostra salute, portando a indebolire le nostre difese e ad ammalarci di più.

In genere, amici e famigliari, ci suggeriscono di fermarci, di prenderci degli spazi per noi; medici, dietologi e nutrizionisti ci consigliano di adottare una dieta sana ed equilibrata, di dormire almeno 8 ore per notte e di fare attività fisica. Tutto corretto e condivisibile ma siamo sicuri che basti a stare meglio? Ci sono altri fattori che potrebbero concorrere a migliorare il nostro stato di salute e la nostra felicità?

Migliorare la qualità della vita attraverso il comfort in casa: ragazza sotto stress

Un nuovo orientamento: il benessere come approccio globale che comprende anche gli edifici in cui viviamo

Da qualche anno a questa parte si è fatta largo l’idea che migliorare la qualità della vita e il benessere percepito dipenda dal giusto mix tra diversi fattori:

Benessere psicofisico

Comfort

Movimento

Luce

Alimentazione

Acqua

Aria

A sviluppare questo nuovo approccio sulla qualità della vita oltre a medici e nutrizionisti, sono stati chiamati anche ingegneri ed architetti. Come mai? Secondo importanti ricerche passiamo il 90% della nostra giornata in ambienti chiusi (casa e lavoro in particolare) e ciò ha portato questo team ad analizzare la qualità di vita, in primis, nei luoghi di lavoro.

Si guarda, dunque, al benessere psicofisico come al risultato di nuove considerazioni che guardano, non solo una sana alimentazione ed al movimento fisico, ma che prendono in considerazione anche:

    • il comfort negli ambienti chiusi;
    • l’apporto di luce naturale negli edifici;
    • la qualità dell’acqua che beviamo;
    • la qualità dell’aria che respiriamo.
Migliorare la qualità della vita attraverso il comfort in casa: luce naturale e ampi spazi

Come si migliora, dunque, la qualità della nostra vita?

Se le persone che vivono all’interno di un ambiente vi si trovano bene, aumenta la loro serenità ed il senso di “pace” che provano il che riduce la possibilità di ammalarsi ed incrementa il benessere psicofisico.

Il controllo dei rumori provenienti dall’esterno attraverso appositi materiali termo-isolanti, una migliore gestione degli spazi e delle stanze, una scelta oculata dei colori delle pareti, dell’arredo interno e dei componenti d’arredo, delle vernici e dei materiali costruttivi sono scelte che influiscono direttamente sullo stato di salute mentale delle persone. Se un ambiente è sporco, disordinato, poco illuminato, freddo e con colori disturbanti la persona ne risente in negativo; al contrario se l’ambiente è pulito, ordinato, illuminato, accogliente e dipinto con tonalità tenui e rilassanti la persona sarà portata a giovarne e sentirsi meglio.

Fare movimento e combattere la sedentarietà è ormai un’indicazione consolidata che trasportata negli ambienti chiusi si traduce nella progettazione di stanze da dedicare all’attività fisica e nel posizionamento delle scale in una zona centrale in modo tale da invogliare le persone a percorrerle.

Altro elemento fondamentale per migliorare la qualità della vita è ottenere il giusto apporto di luce naturale negli ambienti interni. La luce ed il calore consentono di accrescere il benessere, e il sole è il nostro migliore alleato in tal senso. Ecco che diventa fondamentale dare all’edificio il giusto orientamento per garantire il maggior apporto possibile di luce naturale.

È importante poi che all’interno degli edifici venga distribuita acqua di qualità per idratarsi in modo costante e mantenere le funzioni dell’organismo a livelli ottimali.

Infine, va garantito il corretto ricambio d’aria riducendo al minimo la presenza di sostanze inquinanti, virus e batteri attraverso la ventilazione meccanica controllata e appositi filtri di sanificazione.

Migliorare la qualità della vita con il comfort in casa: colori rilassanti

Il contributo di Edilvi al miglioramento della qualità della vita delle persone in casa.

Edilvi da sempre attenta alle innovazioni in ambito costruttivo ha fatto propri questi principi, consapevole che un cliente è soddisfatto qualora la sua casa contribuisca a migliorare la sua qualità di vita. Per questo motivo, in collaborazione con lo IUAV di Venezia ed attraverso l’operato dell’Architetto e ricercatore Nicola Busatto, sta lavorando per portare questo approccio di valutazione della qualità della vita anche negli ambienti domestici.

Il risultato di questo percorso si sta traducendo in una maggiore attenzione, sia in ambito progettuale che in ambito costruttivo, nella realizzazione di case ecosostenibili che siano in grado di influire positivamente sul benessere percepito delle persone.

Orientamento dell’edificio, impianti performanti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, ventilazione meccanica controllata, gestione centralizzata ed automatizzata degli impianti, ampi spazi interni, buon apporto di luce naturale, illuminazione a LED sono i punti focali su cui si basano la progettazione e la costruzione delle nuove case di Edilvi. Casa Smart Plus, il brand di Edilvi dedicato alla costruzione delle nuove abitazioni, non è più solo un brevetto costruttivo ma diventa, grazie a questa ricerca, un nuovo modo di vivere la casa che si concentra sulla felicità, sul benessere, e sul migliorare la qualità della vita dei propri clienti.

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Costruire casa a Treviso in via Priamo Tron: i nostri clienti raccontano la loro esperienza

Costruire casa a Treviso consegna chiavi famiglia vanin franceschini
Costruire casa a Treviso consegna chiavi famiglia vanin franceschini

Costruire casa a Treviso: case nZEB a Treviso e provincia

Oggi vi presentiamo l’ultima nata in casa EDILVI: una casa ecosostenibile nZEB (ad energia quasi zero) costruita per una famiglia di clienti in Comune di Treviso dalla nostra impresa edile.

Ampi spazi, stanze luminose, possibilità di accesso diretto al giardino, bassi consumi e basse emissioni in atmosfera erano le esigenze che i nostri clienti avevano espresso sin da subito per realizzare la casa dei loro sogni. La nostra impresa edile a Treviso li ha guidati in tutte le fasi: dalla progettazione alla gestione del cantiere, dal supporto alla scelta delle finiture, alla gestione burocratiche di tutte le pratiche presso gli enti coinvolti.

Nelle settimane scorse siamo andati a trovare i nostri clienti, la famiglia Vanin – Franceschini, che ci hanno raccontato la loro esperienza. La loro casa a Treviso è stata costruita nel 2020, da gennaio a fine giugno, escludendo il tempo di fermo cantiere dovuto al lockdown per la pandemia di covid19.

Costruire casa a Treviso esterno serale

L'intervista

Nadia, qual è il motivo che vi ha spinto a costruire casa a Treviso?

Abbiamo deciso di costruire casa a Treviso per esigenze famigliari, in quanto abbiamo due bambini piccoli e necessitavamo sia di spazi grandi interni che di un accesso diretto al giardino, concretizzatosi poi con la realizzazione di una grande vetrata con porta scorrevole nella zona giorno.

Avevamo bisogno di una casa a misura di bambino ed una casa che rispondesse alle nostre abitudini di vita. Il mio compagno gestisce un’azienda agricola e per noi era importante avere un ingresso secondario in corrispondenza della lavanderia/secondo bagno per evitare che, al termine della giornata lavorativa nei campi, fosse costretto a passare per l’ingresso principale.

Dove avete conosciuto EDILVI e cosa vi ha spinti a chiedere una valutazione alla nostra azienda per realizzare il vostro progetto?

Conosciamo personalmente il Geom. Enrico Tesser ed abbiamo chiesto a lui di poter avere un preventivo da parte di EDILVI.

Che cosa vi ha poi spinti a scegliere Casa Smart Plus ed EDILVI per la costruzione della casa?

Abbiamo optato per EDILVI perché in poco tempo ci sono state date le risposte alle nostre domande. Inoltre, l’azienda ci ha chiesto fin da subito il nostro budget di spesa che è sempre stato rispettato. Anche nel caso in cui fossero necessarie delle varianti in corso d’opera, qualcosa veniva ritoccato per far si che il prezzo finale rientrasse nel costo preventivato all’inizio.

Nadia, ci puoi raccontare la vostra esperienza con EDILVI durante la fase costruttiva di cantiere?

Abbiamo davvero apprezzato le tempistiche costruttive velocissime. La casa è stata costruita e consegnata in 6 mesi nonostante ci sia stato il lockdown per la pandemia di covid19.

Ci è poi piaciuto il sistema costruttivo brevettato Casa Smart Plus, nella versione in Sismiblock con la muratura esterna che funge da muratura portante, cappotto termico, e sistema antisismico. Inoltre, la casa, grazie ai suoi impianti, è tutta elettrica e non necessita dell’allacciamento alla rete di distribuzione del gas metano.

Infine, è stato fondamentale per noi avere un unico referente aziendale, nella figura di Enrico Tesser, che si sia occupato, assieme al Team EDILVI, di tutta gestione del cantiere, delle squadre di artigiani, elettricisti, impiantisti, e che ci abbia guidato anche nella scelta delle finiture

Che cosa vi piace di più della vostra Casa Smart Plus?

Ci sono molti elementi che ci piacciono tantissimo: le finiture fini ed eleganti come le travi sbiancate a vista, il living open space molto grande con la vetrata che ci permette di uscire direttamente in giardino, la cromoterapia installata nel bagno principale, l’illuminazione a LED del corridoio interno e del portico esterno con sistema crepuscolare. Una casa moderna e a nostra misura.

Le foto della casa a Treviso

Qui sotto vi presentiamo una gallery di foto della casa finita. Continuate a seguirci nei nostri canali social per vedere ulteriori immagini della casa ed iscrivetevi alla nostra newsletter per restare aggiornati sulle novità di EDILVI e di Casa Smart Plus. Il servizio fotografico è stato realizzato dalla fotografa Elisa Benetton. L’immagine di copertina è stata realizzata da EDILVI.

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Come il coronavirus ha cambiato le esigenze di chi vuole comprare o costruire casa

Costruire casa coronavirus copertina
Costruire casa coronavirus copertina

Come ha cambiato le esigenze di chi vuole comprare o costruire casa il coronavirus?

Già da inizio anno abbiamo esplorato più volte il settore abitazioni nel nostro blog con indicazioni relative a smart building e smart home, presentando il nostro metodo costruttivo attraverso le parole dei nostri clienti ed evidenziando come efficienza energetica, sicurezza e comfort sarebbero stati i trend prevalenti nei prossimi anni, sia nell’ambito della progettazione che della costruzione.

Tuttavia, ciò che solo due mesi fa sembrava ancora avanguardistico e un po’ lontano nel tempo, oggi è tema di grande attualità. Inutile negarlo: i due mesi di lockdown dovuti al coronavirus e la maggiore quantità di tempo passata in casa hanno messo in evidenza pregi e difetti delle nostre abitazioni, portando allo sviluppo di nuove esigenze abitative.

Oggi, dunque, cercheremo di raccontarvi come il coronavirus sta cambiando le esigenze abitative, in particolare di chi già prima dell’epidemia stava pensando di comprare o costruire casa.

Da una ricerca da noi effettuata su Google Trends si evidenzia come, in Italia, alcune parole chiave quali “casa con giardino”, “bifamiliare” e “costruire casa” segnino un aumento di ricerche mensili effettuate dagli utenti del web da metà/fine marzo in poi, in concomitanza con la fase clou dell’emergenza. In questi due mesi abbiamo, dunque, sorvegliato queste tendenze e cercato alcuni dati che ci dessero indicazioni più chiare in merito.

A questo proposito, ci è venuta incontro una ricerca condotta da casa.it sulle tendenze del mercato immobiliare. Ma prima di addentrarci facciamo una breve panoramica dello stato attuale delle abitazioni in Italia.

Costruire casa coronavirus giardino

Che caratteristiche ha, attualmente, la casa della maggior parte degli italiani?

Si stima che attualmente in Italia:

Le case senza terrazzo nè balcone siano il
33%
Abbiano un solo bagno
60%
le case costruite dopo il 2000 siano
8%
la popolazione che vive in un alloggio troppo pieno sia
28%

Inoltre la dimensione media delle abitazioni é di:

    • 62mq in città;
    • 92mq fuori città.

Le carenze che si sono evidenziate maggiormente durante il periodo di lockdown sono state le seguenti:

    • Mancanza di sufficiente luce naturale;
    • Impianti che faticano a tenere molti consumi contemporaneamente;
    • Vicini rumorosi;
    • Mancanza di spazi adeguati per lo smart working e la didattica online.

La casa, dall’essere il luogo destinato al riposo ed alla convivialità è diventata un oggetto multifunzione in cui si sono concentrati: lavoro, studio e tempo libero. Molte famiglie, di conseguenza, hanno avviato profonde riflessioni dalle quali sono scaturite nuove esigenze rispetto all’acquisto od alla costruzione della propria casa.

Il 17% delle persone che erano intenzionate a cambiare casa prima del lockdown, ora sono ancora più convinte di farlo; ed il 23% del totale non ha interrotto la ricerca di una casa nuova nel periodo dell’emergenza (il 38% intende riprendere la ricerca entro un mese dalla fine del lockdown, ed il 9% dopo 3 mesi).

Costruire casa coronavirus: le nuove esigenze

Quali sono, dunque, le nuove esigenze di chi vuole comprare o costruire casa?

Secondo la già citata ricerca di Casa.it, le persone che già prima dell’emergenza stavano valutando di comprare o costruire casa hanno, in parte, cambiato le proprie esigenze. Le nuove esigenze, che elenchiamo di seguito, dovranno diventare centrali nella progettazione di nuove costruzioni o riqualificazioni degli edifici esistenti e sono:

Avere un giardino o degli spazi esterni
60%
Avere un terrazzo
46%
Avere una casa luminosa
39%
Avere più di un bagno
23%
Avere un box auto od un garage
22%
Avere una bella vista esterna
21%
Avere una cucina abitabile e spaziosa
19%
Abitare nelle vicinanze di un supermercato
18%
Avere stanze più ampie
16%
Avere una camera per ogni figlio
15%
Avere degli spazi idonei per lo smart working
11%
Avere uno studio
10%
Avere un miglior isolamento acustico
10%

Tra le persone che cercavano una casa nuova prima del coronavirus, l’11% ha cambiato idea su dove cercare o costruire casa: il 39% cerca casa in centri di medie dimensioni, il 30% in città ed il 31% fuori città in un centro di piccole dimensioni.

Quali scenari nel prossimo futuro?

Alla luce di questi dati, pur con le concrete difficoltà economiche cui ogni cittadino è sottoposto, noi ipotizziamo che le persone torneranno a desiderare e scegliere case di dimensioni più ampie ma allo stesso tempo molto efficienti dal punto di vista energetico, in modo tale da coniugare comfort e risparmi in bolletta. Case singole e bifamiliari potrebbero essere un trend in crescita soprattutto nei medi e piccoli centri, in zone meno popolate; ampi appartamenti, invece, saranno gettonati in città.

Nella progettazione bisognerà tener conto delle seguenti richieste: doppio bagno, cucine abitabili, stanze per lo smart working e/o studio; miglior isolamento acustico; ampiezza delle stanze; luce naturale.

Come saranno le nostre nuove Casa Smart Plus?

Premesso che le nostre abitazioni rientrano già nella classificazione di edifici nZEB (ossia edifici ad energia quasi zero) che coniugano un sistema involucro/impianti altamente performante e che nella progettazione già seguiamo i principi della sostenibilità nelle nuove abitazioni sarà possibile inserire uno spazio per lo smart working, verrà predisposta la building automation con possibilità di controllo da remoto degli impianti e, laddove presente, si potrà optare per l’introduzione della fibra ottica direttamente nella rete domestica (FTTH) e per soluzioni IoT.

Nella sezione Realizzazioni è possibile vedere alcune delle case che abbiamo costruito in provincia di Treviso e Venezia negli anni scorsi mentre nella playlist “i nostri clienti si raccontano”, contenuta all’interno del nostro canale Youtube è possibile visualizzare le video interviste effettuate ai nostri clienti.

Se il nostro metodo costruttivo, le nostre realizzazioni ed i video dei nostri clienti ti sono piaciuti, non ti resta che contattarci per richiedere il preventivo per la realizzazione della tua Casa Smart Plus.

Infine, se vuoi costruire casa a Treviso e provincia ma non hai un terreno, nella sezione Immobiliare troverai i terreni in vendita, nei quali costruiremo la tua nuova casa.

Contattaci per richiedere il tuo preventivo, un nostro consulente sarà a tua disposizione.

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Profumare casa: i nostri consigli per rendere l’ambiente domestico più confortevole

Profumare casa: i nostri consigli
Profumare casa: i nostri consigli

Profumare casa: i nostri consigli per rendere l’ambiente domestico più confortevole utilizzando le fragranze profumate

Il profumo del bucato della nonna, il profumo delle frittelle di carnevale della mamma, quello del pane appena sfornato, dell’erba appena tagliata, del bosco, sono profumi che, al solo evocarne il pensiero, riviviamo come la prima volta che li abbiamo sentiti. E che ci emozionano come la prima volta. La stessa cosa ci succede con il profumo di casa; probabilmente riconosceremmo il profumo di casa nostra tra decine di profumi.

Non ci credete? In realtà è proprio così: ogni casa ha un proprio profumo caratteristico. Ma non solo: gli stimoli olfattivi che ci vengono dati dai profumi, ci sono di aiuto nella vita di tutti i giorni. Pensiamo al profumo di eucalipto, che ci aiuta a respirare meglio se abbiamo il raffreddore.

E se potessimo andare oltre e creare un vero e proprio percorso olfattivo, e di benessere, che ci guida attraverso le stanze delle nostre case? Profumare casa stanza per stanza, non solo è possibile, ma è una vera e propria tendenza che si sta concretizzando con il nome di arredamento olfattivo.

L’arredamento olfattivo, consiste proprio nel profumare casa dando ad ogni stanza un suo profumo caratterizzante, che ci metta di buon umore, che ci ispiri creatività, che ci faccia rilassare, a seconda del nostro stato d’animo o della funzione stessa della stanza.

Profumare casa: mix di essenze

Come possiamo profumare casa, stanza per stanza?

Ci sono diversi strumenti: candele, diffusori di essenze elettrici (da utilizzare con olii essenziali puri naturali), diffusori con bastoncini, spray.

Generalmente è meglio puntare, per un effetto di maggior durata, sui diffusori elettrici o sui diffusori con bastoncini. L’importante è appoggiarli su superfici piane a più di un metro d’altezza ma non troppo in alto (altrimenti non si sentirebbe la fragranza), lontano da fonti di calore e da correnti d’aria (i profumi evaporerebbero troppo velocemente, e sarebbe uno spreco).

Profumare casa, inoltre, è un’esperienza strettamente personale in quanto ognuno di noi ha preferenze diverse sulle fragranze.

Ma quali sono, dunque, le fragranze giuste per profumare casa e creare un percorso olfattivo?

Profumare casa: diffusore o bastoncini?

Zona ingresso

È il primo ambiente che incontriamo quando rientriamo a casa ed è anche il nostro biglietto da visita per gli ospiti. È il profumo del benvenuto, quello che ci abbraccia quando apriamo la porta d’ingresso; in questo ambiente, dunque, è ideale un profumo che rappresenti il proprietario. Tuttavia, qualora avessimo ospiti in visita, non dev’essere troppo forte altrimenti potrebbe generare, negli altri, un senso di disagio.

La scelta di fragranze ideali per la zona ingresso è molto ampia: si va dal limone, all’arancia, al cedro, al bergamotto ed al pompelmo per chi ama i profumi fruttati ed allegri; oppure si può scegliere tra fico e neroli per chi ama i profumi più dolci, o ancora tra geranio e mimosa per chi ama le essenze floreali. Chi vuole dare un tocco brioso e frizzante può optare tra essenze quali brezza marina o fresco bosco.

Profumare casa ingresso: arancia

Zona soggiorno

Questa zona è la zona dedicata alla socializzazione tra famigliari ed amici, ma anche una zona dedicata al relax. Il profumo ideale per il soggiorno è una fragranza che trasmetta emozioni positive, energia e che decori l’ambiente senza essere troppo invadente.

Le fragranze per il soggiorno vanno dalle sfumature orientaleggianti e legnose agli agrumi. Spazio, dunque, a: ylang ylang, patchouli, ambra, arancia e cannella, uva fragola, vaniglia, melograno, mirto e timo.

Profumare casa salotto: ylang ylang

Zona cucina

È uno degli spazi più attivi e vissuti di casa e che ogni giorno si riempie dei profumi del cibo. Lo scopo di una fragranza da inserire in cucina è quindi quella di purificare l’aria ed eliminare gli odori. I profumi più indicati hanno note forti e rinfrescanti. I più indicati sono: limone, lime, pepe nero, liquirizia, menta, eucalipto (ottimi anche in caso di raffreddore) e pino silvestre.

Profumare casa zona cucina: limone

Zona bagno

I nostri bagni sono la zona dedicata al relax per eccellenza. Una bella doccia rinfrescante o un bagno prolungato in vasca possono diventare un vero e proprio momento di purificazione interiore e di accrescimento del nostro benessere fisico. Se vuoi, quindi, ottenere una piccola zona spa domestica dovrai concentrarti su fragranze che diano un’immediata sensazione di leggerezza come: muschio bianco, puro lino, talco, limone, lime e fragranze marine.

Profumare casa zona bagno: fragranza marina

Zona camera

In camera, luogo per eccellenza del riposo e dei sogni, il profumo deve accrescere la sensazione di comfort; dunque, per queste stanze sono indicate fragranze che danno emozioni positive, che coccolano, che richiamano il profumo del bucato pulito e della spensieratezza dell’infanzia.

Quali scegliere? Il panorama è ampio e accontenta tutti i gusti: lavanda, mix di frutti di bosco, camomilla, puro lino, talco, muschio bianco e rosa.

Profumare casa camera: lavanda

Zona studio

Se avete anche una zona studio, ossia un angolo in cui vi dedicate al lavoro, qui i profumi devono favorire la concentrazione ed emanare sensazioni positive per accogliere eventuali clienti; servono, inoltre, fragranze che diano energia e rinvigoriscano mente e corpo come legno di rosa, rum e cassis e fragranze di bosco.

Profumare casa zona studio: fragranze di bosco

E adesso, dopo che vi abbiamo dato alcuni consigli su come vivere al meglio i vari ambienti domestici, date spazio alla vostra immaginazione e create il vostro personale percorso olfattivo.

Se poi state pensando di cambiare casa e volete costruire casa a Treviso e provincia vi invitiamo a visitare le pagine dedicate al nostro metodo costruttivo Casa Smart Plus e ad iscrivervi alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornati sui nostri consigli dedicati al mondo domestico, all’efficienza energetica, al design ed all’home decor.

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Come arredare casa per lavorare in smart working

Come arredare casa per lavorare in smart working
Come arredare casa per lavorare in smart working

Come arredare casa per lavorare in smart working

L’emergenza coronavirus e la conseguente chiusura degli uffici di molte aziende dettata dai decreti ministeriali delle scorse settimane ha fatto letteralmente esplodere la modalità lavorativa dello smart working da casa. Lavorare in smart working da casa (anche chiamato lavoro agile o lavoro intelligente) sta permettendo a tantissime aziende, ed ai loro dipendenti, di assicurare l’operatività aziendale e di tenere vivi i contatti con i propri clienti.

Tuttavia questa improvvisa necessità di lavorare da casa, ha posto molti di noi di fronte al fatto che la maggior parte delle nostre abitazioni, non ha degli spazi e degli strumenti adatti allo smart working. Vuoi perché la casa sia piccola, vuoi la compresenza anche degli altri famigliari che molto spesso necessitano contemporaneamente del pc (per lo smart working o per esempio per seguire da casa le lezioni scolastiche), vuoi per la mancanza di connessione al web o una connessione non sempre al top delle prestazioni, vuoi per la mancanza di mobili e complementi d’arredo adeguati, non per tutti è stato così semplice adattarsi a questa nuova modalità lavorativa.

Già in passato, nei progetti delle nostre case ecosostenibili, abbiamo spesso proposto stanze in più da utilizzare come studio o come seconda/terza camera. Nelle scorse settimane, visto il repentino cambiamento imposto dalla pandemia, abbiamo avviato una riflessione in merito e siamo arrivati alla conclusione che, nella progettazione e costruzione di case ed appartamenti, vadano necessariamente inclusi uno spazio ed infrastrutture domestiche adeguate che consentano di lavorare da casa. A partire dai nostri prossimi progetti lo spazio per lo smart working verrà sempre incluso, sia che si tratti di una stanza in più dedicata, sia che si tratti di ricavare una postazione adeguata in stanze quali camerette o zone living, a seconda delle esigenze dei nostri clienti.

Inoltre, con questo articolo, oggi, cercheremo di rispondere a quattro domande essenziali per darvi già qualche suggerimento in merito:

    • quali sono le caratteristiche che deve avere uno spazio adatto per lavorare in smart working?
    • quali sono le infrastrutture  da inserire in casa?
    • come adattare uno spazio per lo smart working nelle case già esistenti?
    • quali sono gli strumenti e le applicazioni necessarie per lavorare da casa?

Le caratteristiche dello spazio per lavorare in smart working

La regola basilare di uno spazio per lavorare in smart working è che sia posizionato in una stanza con un apporto di luce naturale ottimale. Per le case da costruire la stanza studio dovrà essere quanto più vicina possibile all’ingresso, in una zona tranquilla per evitare distrazioni e rumori ed adatta ad accogliere eventuali clienti.

Non dovrà avere troppi mobili ed oggetti ma soltanto l’essenziale che serve per un piccolo ufficio. Si dunque a: scrivania, sedia comoda, libreria o mensole per riporre la documentazione, cassettiera ed eventualmente un paio di sedie per i clienti. Si anche a piante, ma senza esagerare. La temperatura della stanza dovrà essere né troppo calda, né troppo fredda, ma farci star bene.

Parola d’ordine: comfort!

Come arredare casa per lavorare in smart working illuminazione naturale

Le infrastrutture da inserire in casa

È imprescindibile dotare l’abitazione di una connessione a internet e di una rete domestica privata che metta in collegamento tra di loro i diversi dispositivi quali pc, pc portatili, smartphone, tablet, stampanti, scanner. Si può fare con un router wifi o con la connessione ethernet. L’avvento della fibra ottica, ed in particolare della FTTH (Fiber to the home – Fibra fino a casa), apre nuovi scenari.

L’FTTH, infatti, garantisce una connessione più stabile rispetto ai vecchi sistemi, prestazioni migliori ed ha basso impatto ambientale. Non è ancora presente dappertutto ma è possibile controllare se è presente nella propria zona attraverso diversi siti web. Inoltre, installare l’FTTH favorirà l’interconnessione con la building automation e l’Internet of things, il futuro delle abitazioni.

Parola d’ordine: performance!

Come arredare casa per lavorare in smart working: rete domestica

Adattare uno spazio per lo smart working nelle case esistenti

Se disponete di una stanza in più, siete a cavallo. Basterà fare ordine e togliere tutti gli arredi non necessari per inserire una scrivania, una sedia comoda, una libreria o degli scaffali. Se non avete una stanza in più è necessario ricavare un piccolo spazio nel salotto in cui inserire una piccola scrivania con una cassettiera e una sedia per creare una postazione di lavoro; una valida alternativa può essere anche la camera. Possibilmente non fate lo smart working in cucina in quanto, soprattutto in questo periodo, sarà l’ambiente più frequentato di casa e dev’essere dedicato alla convivialità e non al lavoro.

Fondamentale è arieggiare periodicamente lo spazio dedicato allo smart working. Segnaliamo, inoltre, le linee guida dettate dall’INAIL per il lavoro da casa: no allo smart working in vani tecnici, sottoscala, seminterrati, soffitte, rustici e box auto; assicurarsi che gli impianti dell’abitazione siano a norma e regolarmente manutentati; assicurarsi che ci sia un’adeguata disponibilità di servizi igienici ed acqua potabile; assicurarsi che le attrezzature di lavoro siano adeguate, funzionanti e posizionate e regolate alla giusta luminosità per evitare danni a vista e postura. Suggerimento: posizionate il pc in modo tale che gli occhi siano all’altezza della parte superiore dello schermo; adottate f.lux, un programma che adatta automaticamente la luce del display al momento della giornata ed alla luce naturale presente nella stanza.

Parola d’ordine: sicurezza!

Come arredare casa per lavorare in smart working: scrivania in living room

Quali sono gli strumenti necessari per lavorare in smart working?

Dopo esserci assicurati che la nostra casa sia adatta allo smart working ed aver adottato le indicazioni segnalate sopra passiamo ad individuare gli strumenti necessari per essere operativi al meglio anche da casa:

    1. ovviamente un pc: fisso o portatile non fa differenza (scegliete in base alle vostre esigenze); l’importante è che abbia buone performance, in quanto un pc lento non agevola il lavoro;
    2. cuffie con microfono: sono importanti per isolarsi dai rumori, e per sentire e farsi sentire al meglio;
    3. stampante e scanner: fondamentali, vanno benissimo anche quelli portatili;
    4. webcam (se non è già incorporata nel pc);
    5. mouse ergonomico (e tastiera ergonomica nel caso di pc fisso);
    6. tappetino per mouse;
    7. speaker e cassa portatile per facilitare le conference call;
    8. hard disk esterno: indispensabile per archiviare i file e non appesantire il pc che ne risulterebbe rallentato;
    9. powerbank: utile per ricaricare smartphone, tablet o pc in situazioni di emergenza;
    10. sedia comoda per preservare schiena e cervicali;
    11. applicazioni e tool per collaborare con il team di lavoro; tra i più diffusi troviamo: Gsuite, Skype, Zoom, Slack, whatsapp web; inoltre è indispensabile avere un collegamento sicuro ai server aziendali per poter lavorare con gli archivi ed i software dell’azienda.

Parola d’ordine: tecnologia adeguata!

Come arredare casa per lavorare in smart working: gli strumenti

Attenzione ai dati

Un’ultima raccomandazione per lavorare in smart working da casa è non dimenticarsi mai che si maneggiano a distanza dati sensibili, proprietà intellettuali, documenti riservati e va prestata la massima attenzione sia alla sicurezza domestica che alla sicurezza della rete aziedale.

I servizi di EDILVI

Che cosa possiamo fare noi per te? Se stai pensando di costruire casa, grazie a sistemi di progettazione avanzati ed al nostro metodo costruttivo brevettato siamo in grado di darti un preventivo con soluzione chiavi in mano e costi certi fin dall’inizio. Nella progettazione possiamo includere il tuo spazio per lavorare in smart working, ed avrai la tua casa con ufficio integrato in soli 4 mesi.

Inoltre, grazie alla costante attenzione che mettiamo nel settore Ricerca & Sviluppo, oltre a fornirti una casa ecosostenibile nZEB (ossia ad energia quasi zero) dotata di building automation, laddove sia presente, siamo in grado di fornire l’FTTH, consentendo connessioni e prestazioni ottimali per i tuoi strumenti di lavoro.

Se, invece, hai già una casa ma vorresti aggiungere una stanza da dedicare allo smart working siamo a disposizione per progettare e costruire un ampliamento.

Ora non ti resta che contattarci attraverso il nostro form di contatto.

PS: anche noi siamo operativi in modalità smart working! #iorestoacasa

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Costruire casa a Biancade di Roncade: case nZEB a Treviso

Costruire casa Biancade di Roncade - immagine di copertina
Costruire casa Biancade di Roncade - immagine di copertina

Costruire casa a Biancade di Roncade: case nZEB a Treviso

Qualche settimana fa abbiamo parlato di case smart, smart building, edifici intelligenti e di come cambieranno il nostro modo di vivere la casa nel prossimo futuro. Sappiamo, dunque, che sono case altamente performanti, con bassi consumi energetici e che producono basse emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Nei giorni scorsi siamo andati a trovare il nostro cliente, Mauro Nizzetto, che ci ha raccontato la sua esperienza di costruire casa a Biancade di Roncade (Treviso) con EDILVI. La sua casa nZEB è stata costruita tra dicembre 2018 e maggio 2019, ed a marzo dello scorso anno ha ospitato la visita guidata al cantiere aperto.

L'intervista

Mauro, qual è il motivo che ha spinto te e tua moglie a costruire casa a Biancade di Roncade?

Abbiamo deciso di costruire casa a Biancade per dare seguito alle nostre esigenze famigliari che sono cambiate negli anni, soprattutto dopo la nascita di nostro figlio. Abitavamo in un appartamento ed avevamo la necessità di essere più indipendenti, di avere un nostro giardino ed anche di non recare disturbo ai nostri vicini.

Dove avete conosciuto EDILVI e cosa vi ha spinti a chiedere una valutazione alla nostra azienda per realizzare il vostro progetto?

Abbiamo conosciuto EDILVI ad una fiera a Treviso, credo nel 2014. Essendo io un geometra avevo partecipato come professionista e ricordo che EDILVI aveva tenuto dei corsi sulle case nZEB durante quell’evento. All’epoca sentir parlare di edifici nZEB era raro e significava avere una visione all’avanguardia sul futuro dell’edilizia; rimasi piacevolmente colpito dalla lungimiranza dell’azienda, dalla mentalità della stessa e dall’approccio metodologico che prende in considerazione la casa dalla sua progettazione fino alle fasi costruttive, puntando sull’integrazione tra involucro ed impianti.

Che cosa vi ha poi spinti a scegliere Casa Smart Plus ed EDILVI per la costruzione della casa?

Forte del ricordo basato sull’esperienza avuta durante la fiera, ho contattato l’azienda. Grazie alla soluzione costruttiva “chiavi in mano”, ci siamo completamente affidati all’azienda senza dover scegliere personalmente ogni appalto per le finiture e gli impianti e senza dover aspettare di raccogliere tutti i preventivi. In un unico preventivo sono stati racchiusi tutti i costi; ciò ha consentito anche di ottimizzare la gestione del cantiere, di costruire casa a Biancade in tempi ristretti e di rispettare i costi stimati.

Personalmente credo che dover farsi fare singolarmente ogni singolo preventivo per impianti e finiture sia un dispendio di tempo ed energie enorme. Invece la soluzione propostaci da EDILVI, con il brand Casa Smart Plus, ci ha permesso di avere un preventivo finito, chiaro e complessivo di tutti i costi di realizzazione (compresi impianti e finiture) in poco tempo. Con il metodo Casa Smart Plus ci si concentra sull’essenziale e si prendono decisioni più consapevoli. Riteniamo, che l’approccio assistito, garantitoci dall’azienda, consenta scelte più razionali, mantenendo il giusto rapporto tra qualità e prezzo senza disattendere le nostre aspettative iniziali.

Mauro, ti va di raccontarci come si vive in una Casa Smart Plus?

Dopo l’ingresso in questa casa, la qualità di vita mia e della mia famiglia è migliorata in modo netto. Ne ha beneficiato anche l’equilibrio famigliare. Inoltre, io lavoro da casa e percepisco in questo spazio pace, serenità e beneficio. Vivere in una Casa Smart Plus significa vivere in una casa performante,  non solo sotto l’aspetto del confort abitativo, ma anche sotto l’aspetto acustico. Aspetto che percepisco ed apprezzo ogni giorno.

Casa Smart Plus è un brevetto costruttivo che porta alla realizzazione di una casa nZEB, ossia una casa ad energia quasi zero. Sono effettivamente inferiori i consumi attuali rispetto alla vostra precedente abitazione?

I consumi energetici di questa casa rientrano nelle nostre aspettative iniziali. Prima vivevamo in un appartamento di 65mq calpestabili ed ora in una casa di circa 200mq: spendiamo meno di prima e non ci sono assolutamente paragoni su consumi e confort abitativo.

Consigliereste una Casa Smart Plus anche ad altre persone?

Certo, stiamo già facendo passaparola e consigliando Casa Smart Plus anche ad altre persone.

Le foto della casa nZEB a Biancade di Roncade

Qui sotto vi presentiamo una gallery di foto della casa finita. Continuate a seguirci nei nostri canali social per vedere ulteriori immagini della casa ed iscrivetevi alla nostra newsletter per restare aggiornati sulle novità di EDILVI e di Casa Smart Plus.

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